Perché le ibride sono così brutte?

Toyota Prius e Honda Insight possono sicuramente appagare la nostra coscienza ambientalista, ma non sono certo un capolavoro di design

Sono due grandi successi di questa difficile fase del mercato automobilistico: una fase di cauta ripartenza e di timida post-crisi del settore. Sono il simbolo stesso della sensibilità ecologica ed ambientale, e dimostrano che la tecnologia "ibrida" applicata all'automobile, nel caso specifico quella con motore termico accoppiato ad uno elettrico, può affermarsi con successo a livello globale.

Sto parlando della Toyota Prius - la decana, quella che ha aperto la via - e della sua giovane proselita, la più semplice ed economica Honda Insight. Diverse per il modo di essere ibride, per il posizionamento, per le scelte tecniche e progettuali, hanno però un elemento comune che fa sì che il pubblico le confonda tra loro, ma al tempo stesso le identifichi istantaneamente come "ibride": hanno la stessa brutta e sgraziata linea a due volumi con la parte posteriore molto alta.

Una strana contraddizione che rende popolari auto decisamente brutte grazie all'appeal della sostenibilità ambientale, ma venderebbero di più se fossero anche belle?

La Prius è nata con una precisa scelta di stile, replicata nell'ultima generazione e imitata dalla Honda Insight. E' funzionale, ottimizza gli spazi e può vantare un'eccellente aerodinamica, ma ha un design che la distingue dalle altre auto e la rende immediatamente identificabile, pur nella sua bruttezza, come una vettura speciale.

Una scelta consapevole e in un certo senso anche snob, che è stata l'elemento fondamentale per la sua affermazione sul mercato americano dove è stata in grado di cogliere l'esigenza di riconoscibilità dai paladini dell'ecologia.

Honda non ha fatto altro che seguire esattamente lo stesso ragionamento e così mentre la Accord Ibrida - non commercializzata per il momento nel nostro paese - è una berlina assolutamente classica, la Insight assomiglia alla Prius molto più che alla sua sorella a benzina.

La stessa Toyota ha scelto però il cammino inverso, introducendo con il marchio di lusso Lexus, una maxi SUV ecologica in un settore dominato - soprattutto in America - da tante esagerazioni arroganti a marchio Cadillac, Lincoln e Dodge. La Lexus RX 450H però è bella, almeno quanto le sue dirette concorrenti europee (vedi Porsche Cayenne, Volkswagen Touareg e Range Rover), dalle quali si distingue solo per una maggiore snellezza nel design, ed è un successo a dimostrazione che la bruttezza non è requisito indispensabile per rendersi "ecologicamente distinguibili".

Allora se la Prius e la Insight fossero anche belle venderebbero di più? Io credo certamente sì, a patto di conservare una personalità stilistica molto forte. Le prossime generazioni sono certo che non saranno vincolate alla "tronca" linea a due volumi, in questo momento stiamo assistendo ad una fase storica: se cercate quindi una bella ibrida vi consigliamo di pazientare ancora un pò e senz'altro entro i prossimi tre anni... anche l'occhio avrà la sua parte!

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di Fabrizio Brunetti | 03 dicembre 2009

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