Tra sogni e realtà: uno sguardo ai progetti futuri di FCA

A volte progetti improbabili si realizzano e magari quelle dati per certi no. Scenari di futuro per i marchi premium di FCA.

Maserati Alfieri Concept

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La più ghiotta e clamorosa novità in casa FCA sarebbe il ritorno del Deltone Integrale. In questi anni solo fantasia, invece negli ultimi tempi un'indiscrezione parla di una segretissima maquette di un progetto Delta Integrale. Basata sulla piattaforma Giorgio, che ha debuttato con la Giulia e che è flessibile, leggera e avanzata, sperimenta il nuovo 2 litri biturbo, con ipotesi di range di potenza tra 460 e 520 cv (!). Ha anche una forma, già interessante com'è nei bozzetti di stile, aggressiva, pulita, rigorosa, ma è stato chiesto a Flavio Manzoni (responsabile del design Ferrari) in via riservatissima e amicale di dare il suo parere.

Quello che vi sto rivelando è vero, il che non vuol dire affatto ovviamente che si concretizzi in una supercar iconica Lancia da produrre in 500 esemplari. Il numero 500 che aleggia lascerebbe intuire per il Deltone del nuovo millennio una carriera sportiva, ma certo quando si parla di miti è facile lasciarsi andare alle fantasie più sfrenate.In ogni caso numeri limitati, meccanica estrema, icona da vendere a scatola chiusa prima ancora della eventuale commercializzazione a prezzi evidentemente da instant classic. Sarebbe realizzata nel languente stabilimento Maserati di Modena, che proprio in questi giorni chiude la produzione della Maserati GT, continuando quella della Gran Cabrio e delle residuali Alfa 4C.

Si sta smantellando anche il capannone che è stato culla del progetto Giulia e le preoccupazioni sulla sopravvivenza dello "stabilimento atelier" aumentano ogni giorno. Il futuro, ipotizza qualcuno, potrebbe essere assicurato appunto dell'Integrale e dell'agognato via libera alla nascita della splendida Alfieri, GT e Cabrio. Anzi in questo caso il pianale dell'Alfieri sarebbe ancora più adatto del Giorgio alle sofisticazioni supersportive sia in termini di leggerezza (applicazione integrale dell'alluminio), che di rigidità strutturale. Entrambi progetti non ancora deliberati, sia chiaro, ma sognare è lecito e il problema dello storico stabilimento modenese è ogni giorno più pressante.

E Lancia?

Restano tutti aperti i dubbi sul futuro di Lancia, ma nel frattempo, considerati i tempi fisiologici di successione (2018) della Ypsilon, attuale unico prodotto a marchio Lancia e che paradossalmente ridotta al solo mercato italiano sta conoscendo un travolgente, imbarazzante, successo (+30% nei primi 5 mesi di quest'anno), è stata progettata una sorta di super Ypsilon. La Ypsilon di nuova generazione è praticamente pronta, molto definita, basata sulla piattaforma della tanto attesa 500 5 porte, più grande e importante dell'attuale, potrebbe esser immessa sul mercato entro il 2018. Il tema è che, anche in questo caso, oltre alla decisione sul futuro di Lancia e quindi al varo di una successione almeno della Ypsilon, non sarebbe stato ancora dato il via libera alla 500 5 porte, anch'essa già definita da tempo, e sulla definizione del suo sito produttivo, che potrebbe tornare italiano.La scelta italiana sarebbe coerente con la strategia premium - sia la Lancia che la 500 sarebbero prodotti premium, sia pure compatti - ma certamente più costosa e rischiosa  delle soluzioni serbe, polaccheo in altri siti a costi di produzione ridotti.

Freemont: sarà prodotta in Italia?

La prossima generazione della Fiat Freemont (2018) sarebbe non più rimarchiamento di Dodge Journey, come l'attuale, importata da US, ma linea autonoma, prodotto in Italia, diversa della prossima generazione del Journey americano. Una nuova produzione italiana, per la quale non mancherebbe la potenzialità produttiva degli impianti italiani, che con tutta probabilità non potrà essere saturata dai target di obiettivo di Alfa Romeo.

L'offensiva Alfa Romeo

 

Al momento il calendario più realistico per la gamma prodotti della nuova Alfa prevede, il completamento dell'inizio commercializzazione Europa e US per Giulia entro l'autunno, l'anno successivo Cina e mercati asiatici. Del SUV medio Stelvio è prevista presentazione a gennaio 2017, commercializzazione tarda primavera Europa, settembre US. Berlina di segmento E (BMW 5, Mercedes Classe E, Audi A6, Jaguar XF) e relativo SUV con presentazioni 2018 e commercializzazione completa 2019. SUV compatto (BMW X1, Audi Q3, Jaguar SUV compatto) 2019, GT e Spider tra 2019 e 2020 insieme alla nuova generazione della compatta 2 volumi Giulietta, anch'essa a trazione posteriore. Questo salvo possibili modifiche sia nella sequenza che nella gamma.

Tutto dipenderà ovviamente dall'accoglienza che il mercato riserverà alle Alfa che dovrebbero fare numeri e utili, vale a dire berline e SUV, mentre pur essendo nel DNA del marchio e foriere di ritorni d'immagine, GT e Spider sembrano destinati a rimanere prodotti di nicchia e ad essere quindi quelli più soggetti a slittamenti nel piano. Altro elemento che potrebbe influire sull'offerta di gamma sarebbe un eventuale ritorno (vincente) di Alfa Romeo nelle competizioni, che escluderei decisamente, per complessità e costi, in F1 salvo che con una decisione clamorosa Ferrari lasciasse la F1 per un ritorno alle gare delle GT Endurance, così simili ai prototipi degli anni 50/70, nel quale spiccano al momento Porsche, Audi e Toyota, lasciando ad Alfa il compito di rappresentare il motorismo di vertice in F1. 

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di Fabrizio Brunetti | 07 luglio 2016

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