FCA e il carnivoro delle vendite

Marchionne ha nominato Reid Bigland CEO di Maserati e Alfa, rimuovendo Harald Wester e mandando un segnale del possibile percorso di successione.

La scommessa Alfa Romeo, considerando già ben avviata anche se bisognosa di sviluppo quella di Maserati, è fondamentale per il successo o il fallimento della "strategia del lusso" alla base del piano industriale di FCA.

Fondamentale nel Marchionne pensiero che a guidare, anzi a spingere, con efficacia e risultati, fosse qualcuno capace di scalare le montagne, di entrare con aggressività e trasmettendo entusiasmo nel difficile terreno della massima credibilità del mercato premium, portando margini di profitto adeguati al costo elevato dei prodotti made in Italy.

Poteva rappresentare questa forza vincente e convincente il "freddo" Harald Wester, gran tecnico, competente ed affidabile, ma certamente modesto comunicatore, lontano dai temi commerciali? Certamente no, e tutti sono d'accordo con Sergio nel dedicare totalmente Wester al ruolo nel quale ha dimostrato di saper dare il meglio, quello di Chief Technology Officer di FCA.

E la scelta del ruolo chiave - la responsabilità dei marchi Alfa Romeo e Maserati - è caduta su Reid Bigland, il "carnivoro delle vendite" come lo definiscono nel gruppo. Entrato dieci anni fa come CEO Chrysler Canada, è stato nominato nel 2011 capo delle vendite FCA US ed è stato autore di una striscia impressionante di successi di vendite negli ultimi sette anni, costantemente in crescita, in particolare per l'accoppiata dei marchi Dodge-RAM.

Bigland, o Big Gim, altra definizione che si adatta perfettamente al personaggio anche per la poderosa struttura fisica, che ha 49 anni, doppia nazionalità canadese e statunitense, conserva naturalmente le attuali responsabilità delle vendite FCA US per Stati Uniti e Canada.

E' un vincente, grande comunicatore, fama di risolutore di problemi, ama assumersi direttamente le responsabilità "è l'unico che non si preoccupa mai di cosa Marchionne penserà di lui e questo piace ad entrambi" dicono di lui, autore di risultati commerciali impensabili e che stanno traghettando sulla sponda dei vincitori transazioni difficili come quelle dei due brand Dodge e RAM, oggi colonne fondamentali con Jeep, delle fortune di FCA US.

"Ora è il momento di dirigere i nostri sforzi verso un'espansione commerciale globale di questi due marchi - Alfa Romeo e Maserati - e non riesco a pensare a qualcuno di più adatto di Reid per conseguire pienamente l'obiettivo" così Sergio Marchionne ha presentato la nomina, manifestando la fiducia totale che ripone in Bigland.

E' nota la generale sfiducia da parte di analisti e istituti specializzati sulla possibilità di raggiungimento degli obiettivi di Alfa Romeo (400.000 pezzi/anno) sia pure con lo slittamento al 2020 (dal 2018), dovuto ai ritardi nel lancio dei nuovi modelli - Giulia, Stelvio e Levante per Maserati - e alla frenata del mercato cinese che sta orientando ad un maggiore impegno per i luxury brands del Gruppo sui mercati europeo e americano.

Quindi Marchionne cerca l'interprete di un "miracolo", che smentisca tutti i pessimisti, come già accaduto con la fusione con Chrysler, e macini vendite e utili. Bigland ha dalla sua il "fisico del ruolo" ed i risultati conseguiti proprio sul fronte delle vendite, può essere l'uomo destinato a traghettare FCA fuori dalla scomoda posizione di forte indebitamento in cui tuttora versa.

Ma c'è anche chi legge oltre nella scelta di Marchionne. Nel toto nomine alla successione che dalla fine del 2018 vedrà l'uscita di scena di "Sergio dei miracoli" dalla guida del Gruppo (si dice mantenendo una responsabilità totale in Ferrari), qualcuno legge nella nomina di Bigland un'indicazione esplicita dell'inserimento di Big Gim nella ristretta rosa dei possibili successori.

In sostanza sullo stesso piano sarebbero ormai il fedelissimo Alfredo Altavilla, l'astro nascente Mike Manley, responsabile del marchio Jeep, e appunto di Reid Bigland, new entry.

A patto naturalmente che i risultati di cui Marchionne si dice certo arrivino davvero nei prossimi due anni, in cui il "carnivoro delle vendite" dovrà dimostrare di cosa è capace... buon lavoro.

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di Fabrizio Brunetti | 06 giugno 2016

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