Mercedes… nel 2015 la rimonta della Stella

La crescita a livello di prodotto e redditività consente a Mercedes di scalzare Audi al secondo posto tra i marchi premium.

Mercedes-Benz SUV Attack, test drive nel deserto

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Il 2015 delle tre tedesche premium si avvia a concludersi comunque in positivo, nonostante lo scossone del dieselgate e le malefatte del gigante dai piedi d'argilla Volkswagen, che ha coinvolto inevitabilmente Audi.

Così, enfatizzando nel mese l'andamento dell'anno, ad ottobre Audi ha rimediato ancora un risultato appena positivo, con un modesto + 2%, ma ben lontano dal + 6,3% del leader BMW e dallo squillante 10% guadagnato dalla Stella di Stoccarda.

Il periodo gennaio/ottobre segna un + 3,6% per Audi con 1,5 ml di veicoli, rispetto ad un +5,8% di BMW, con 1,56 ml, e il grande balzo, + 15% tondo e 1,53 ml di veicoli, di Mercedes.

La rimonta è compiuta nei confronti di Audi, che dal 2011 aveva scalzato Mercedes dalla seconda piazza del podio e il leader incontrastato BMW è ora molto più vicino. E non solo i pezzi venduti, anche ricavi e utili della stella sono ormai quasi identici a quelli di BMW e molto migliori del marchio premium di VW. 

Nei dieci mesi BMW ha realizzato ricavi per 75 mld e 7,8 mld di utili, Mercedes 68 mld di ricavi e 7 di utili, Audi quasi 25 di ricavi e 2,5 di utili. I numeri danno meglio di qualsiasi commento la distanza che ormai separa l'ex secondo Audi dall'ex terzo Mercedes-Benz.

Certo nell'avvicendamento di gamma Audi ha sofferto il lancio della nuova A4, con l'inevitabile rallentamento della generazione a termine produzione e BMW vedrà arrivare la nuova Serie 3, leader da tempo del segmento premium, solo alla fine del prossimo anno.

Ma è certo che le nuove Classe A, C ed E hanno raccolto molti consensi e che la gamma SUV - GLA, GLC, GLE e GLE Coupé, GLS - e la limousine Classe S, hanno margini molto elevati. Per la Classe S in particolare, che domina il segmento davanti a BMW Serie 7 e Audi A8, i margini sfiorano addirittura il 50%.

Il nuovo corso stilistico, inaugurato dalla Classe A, ha cambiato decisamente l'immagine del marchio, una volta percepito come paludato e meno dinamico rispetto a BMW e Audi.

Insomma, come dicono in Mercedes "non abbiamo sbagliato un colpo" e finalmente, grazie all'accordo con Renault/Nissan, Smart non è più un buco nero nei costi e anche la entry level di classe A gode di motorizzazione e sede di produzione del gruppo franco/giapponese con livelli di costo contenuti e margini soddisfacenti.

Sarà un ottimo 2015 per la Stella, sostenuto dalla convinzione che la rincorsa per riprendere lo scettro dei costruttori premium, per decenni mantenuto da Mercedes fino all'ascesa di BMW, abbia imboccato il binario giusto.

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di Fabrizio Brunetti | 23 novembre 2015

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