Auto e Moto d’Epoca 2013: edizione da record

Nell'edizione del trentennale la presenza dei marchi che contano sottolinea il legame con le grandi memorie del passato.

Auto e Moto d'Epoca 2013 a Padova

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In un mondo in cui i saloni dell'auto malinconicamente scompaiono, come l'un tempo trionfante Motor Show di Bologna, la più importante manifestazione italiana del motorismo d'epoca, quella di Padova, entrata ormai nel ristretto gotha di quelle che contano e richiamano folle e business, ha vissuto un'edizione dal successo senza precedenti.

1.500 espositori, oltre 70.000 spettatori, con una forte presenza da tutti i paesi del mondo, 90.000 metri quadri di superficie espositiva, 4.000 auto in mostra tra case, club di marca o modello, commercianti, operatori del settore e dei media, ricambisti, carrozzieri, restauratori e privati. Un successo, anche di offerta e di vendite, in stridente contrasto con il depresso panorama del "nuovo" che continua a dibattersi in una crisi senza precedenti.

E se Padova ha perso quest'anno la presenza dei tre grandi marchi italiani, Fiat, Lancia e Alfa Romeo, ha acquistato peraltro quella ufficiale dei marchi premium tedeschi.

Porsche, Audi, Mercedes e BMW hanno marcato la manifestazione con una presenza forte che affiancava alle novità, anche in prima, come le BMW X5, una concept Z4 Zagato, il coupè serie 4, la Mercedes classe S i modelli storici più importanti del loro passato.

Unica presenza ufficiale italiana quella, prestigiosa di Maserati, che accompagnava la nuova Ghibli con tanti pezzi significativi della sua gloriosa storia.

Conferma della presenza di Peugeot, con il legame tra la 205 GTI e la nuova 208 GTI, e ancora nuova quella di Jaguar, sino ad ora presente solo con il suo club storico.

Questa è la caratteristica nuova e diversa di Padova 2013, l'auto storica diventa strumento di marketing per l'auto moderna, alla ricerca di un'identità, di una forza d'immagine, di uno stile che agisca sulle leve emozionali e irrazionali che orientano le scelte dei consumatori in un modo di auto tutte simili.

I tedeschi e le altre case non erano a Padova solo per esserci, c'erano perché la Fiera è una leva di business e d'immagine che vale i soldi spesi.

Non a caso ad "Auto e Moto d'Epoca" la presenza dei visitatori esteri, tedeschi in particolare, è fortissima e la maggior parte delle ormai poche granturismo storiche italiane, Ferrari, Maserati, Lamborghini, trova un acquirente tedesco o svizzero o francese o giapponese.

Certo l'assurdo fiscalismo "colpevolizzante" che si è abbattuto sul mercato delle storiche, ha di fatto stroncato valori e mercato ad esempio di qualunque cosa porti il nome Ferrari, fosse anche una GT4 o una Mondial da € 20.000, provocando peraltro un danno erariale senza precedenti e l'emigrazione delle nostre auto più belle e importanti.

E questo appunto in un momento in cui il successo e la popolarità delle auto storiche e il loro valore come investimento, vivono un momento di grazia, anche sotto il profilo dell'immagine.

Così il tradizionale appuntamento della tavola rotonda organizzata dall'ACI ha avuto quest'anno per tema "Classiche: il valore aggiunto per vincere la crisi - i benefici che il mercato dell'auto moderna trae dai valori della tradizione e della storia dell'industria automobilistica".

Con Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell'ACI, Mario Baccaglini, patron della mostra di Padova, Antonio Cernicchiaro per l'UNRAE - associazione di rappresentanza delle case estere - Filippo Pavan Bernacchi per FEDERAUTO e soprattutto i rappresentanti delle case presenti - Mauro Gentile per Porche Italia, Antonio Ghini, Direttore del Museo Ferrari, Eugenio Franzetti per le Relazioni Esterne Peugeot, Marco Ruiz per Mercedes Benz, Fabio Collina, responsabile di Maserati Classiche, e ancora Audi, Jaguar e BMW.

La "bellezza", termine guida dell'intervento di Leonardo Fioravanti, che ci ha regalato nella sua lunga vita di stilista tanti esempi del valore della bellezza nella storia dell'auto, l'identità distintiva che richiama alle differenziazioni forti e inconfondibili che avevano le auto di ogni marca, sembrano la strada da percorrere per affermarsi in un mondo di auto troppo uguali, "tutte, ma proprio tutte, fateci caso" commenta ironicamente Fioravanti " con tre aperture nel fascione anteriore, spesso finte".

Il richiamo con l'identità storica è un valore forte ed è un valore industriale e razionale, più leva di motivazione che richiamo nostalgico.

Le grandi case lo hanno compreso, il passato è una forza, un valore su cui puntare e da gestire con grande attenzione. Padova ne è stata la vetrina.

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di Fabrizio Brunetti | 29 ottobre 2013

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