Porsche: con Macan verso quota 200.000

Il SUV compatto Macan avrà il compito di far crescere il marchio Porsche fino alla soglia delle 200.000 unità entro il 2018.

Porsche Cayenne Turbo S 2013

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Quando Volkswagen ha completato, anche formalmente, l'acquisizione totale di Porsche, giusto un anno fa, molti hanno messo in dubbio la bontà dell'operazione.

Anche per un gruppo dalla grande liquidità come quello tedesco, dicevano i critici, i rischi del contenzioso ancora aperto dalle spericolate manovre finanziarie della Porsche dei primi anni 2000 e il "rosso" nascosto e difficile da determinare con precisione, erano ancora troppo minacciosi per il futuro di una Porsche indebitata integrata in un gruppo in gran salute. Senza contare l'inevitabile tensione interna che l'ingresso di Porsche avrebbe generato con Audi, sino ad allora incontrastata regina e cassaforte finanziaria del Gruppo.

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I timori sembrano scongiurati e comunque non in grado di oscurare le strepitose performance del marchio di Zuffenhausen e la sua "miracolosa" redditività. Nel 2012 Porsche ha venduto 143.000 auto, con margini vicini al 18%, risultato mai raggiunto prima nell'automotive. I margini dei marchi premium tedeschi - 10% per Audi e BMW, 6,5% per Mercedes - sino ad ora vissuti come un obiettivo irrealizzabile per qualsiasi costruttore generalista che nella migliore delle performance, proprio il brand Volkswagen, raggiunge a malapena il 4%, sono stati polverizzati dal marchio sportivo.

Il primo semestre di quest'anno Porsche ha realizzato profitti per 1,3 miliardi di euro con 78.000 unità vendute; il brand madre Volkswagen poco di più, 1,5 mld, con 2.400.000 auto, Audi 2,6 mld ma con 692.000 unità.

Per ottenere il profitto di una A3 occorre aver venduto 4 Golf, per realizzare quello di una Porsche occorre vendere almeno 5 Audi. Quindi il marchio sportivo di prestigio all'interno del gruppo e accanto ad Audi sembra una scommessa ampiamente vinta e nessuno ormai ha dubbi in merito alla raggiungibilità dell'obiettivo 200.000, fissato per il 2018.

Anzi sembra quasi scontato che l'obiettivo venga conseguito molto prima e il perché è presto detto. Sta per arrivare sul mercato - presentazione a novembre al Salone di Los Angeles, inizio produzione dicembre - il SUV premium compatto Macan, che condivide gran parte dei componenti con Audi Q5.

Il Macan costa (relativamente) poco, ma rende molto. Dovrebbe avere un listino di c.a il 20% superiore a quello del Q5 (a partire da 50.000 euro per intenderci), ma margini tripli rispetto alla cugina "povera" del marchio premium del gruppo. Il Macan sarà la Porsche più abbordabile, con prezzi molto vicini a quelli delle sportive Boxster/Cayman. 

Il responsabile marketing e vendite Porsche Bernhard Maier smentisce, con falsa modestia, che già nel primo anno di vendite, il 2014, il Macan possa vendere 60.000 pezzi come autorevoli commentatori pronosticano, ma il conto è presto fatto.

Porsche, in crescita nei suoi due mercati eldorado, USA e Cina, e comunque in positivo persino nel disperato (per i marchi generalisti) mercato europeo, dovrebbe chiudere l'anno almeno attorno alla soglia delle 150.000 unità.

Anche se il Macan avesse un risultato di vendite nel primo anno attorno ai 50.000 pezzi ecco che l'obiettivo 2018 sarebbe già portato a casa con quattro, dico quattro, anni d'anticipo.

E vi pare che un Cayenne più piccolo, compatto ma senza complessi d'inferiorità, che entra a gamba tesa e col prestigio del suo marchio nel mercato più ricco del momento, quello che ha fatto la fortuna del Range Evoque e nel quale Audi, Mercedes e hanno gamme articolate e presenze forti, non riesca a fare 50.000 pezzi?

Del resto la fortuna del marchio sportivo dipende già oggi dal SUV Cayenne che rappresenta quasi il 50% delle vendite, davanti al mito 911, con oltre il 20%, alla coppia Boxster/Cayman e col fanalino di coda della paperona sgraziata Panamera, che si avvia a grandi passi verso una seconda generazione meno mortificata nello stile.

Il SUV, compatto ma premium, targato Porsche, con l'aria di famiglia del fortunato Cayenne e un gran dinamismo nello stile nonostante le dimensioni più contenute, sembra destinato a replicare il clamoroso successo del Range Evoque, ma, e questa è la sua arma segreta che fa fregare le mani dalle parti di Zuffenhausen, con margini superiori all'anglo-indiana. Sarà una splendida annata la prossima per Porsche, benvenuto Macan.

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di Fabrizio Brunetti | 25 agosto 2013

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