La fine delle ammiraglie francesi

Con la fine, senza eredi, della C6 si chiude l'era delle grandi berline di rappresentanza francesi.

CITROEN C6

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Con il 2012 esce di scena l'ultima ammiraglia francese, la Citroen C6, che riprendeva alcuni stilemi della mitica DS, ma che non ha mai trovato un'accoglienza significativa nella sua lunga permanenza in listino.

L'ultimo anno chiuderà malinconicamente con poco più di 600 esemplari, numeri da razza in via d'estinzione.

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Ed in effetti la DS9, concept di un'eventuale futura maxi due volumi, non arriverà con tutta probabilità alla produzione di serie, mentre GM fa il punto sulla travagliata integrazione tra le due malate gravi Peugeot/Citroen e Opel, cancellando l'ipotesi di produzione integrata delle eredi di Citroen C5, Peugeot 508 e Opel Insigna e ponendo quindi grossi interrogativi sulla loro successione.

L'altro costruttore francese, Renault ha sì creato un premium brand, Initiale, in vista dell'utilizzo delle sinergie derivanti dall'accordo con Mercedes, ma per ora tutto resta sulla carta ed in ogni caso con tempi lunghi che risentono della drammatica crisi dei produttori europei.

L'idea sarebbe quella di replicare il successo che ha arriso al marchio di lusso Infiniti di Nissan.

L'accordo con Mercedes - già attivo per ciò che riguarda la fornitura di piccoli motori a quattro cilindri (1,6 benzina e 1,5 diesel per il momento) e la produzione della Classe A - prevede l'utilizzo di piattaforme e motorizzazioni tedesche per le Renault alto di gamma, per le quali però ad oggi esiste solo il logo Initiale.

Al top della sua gamma Renault ha la berlinona coreana Samsung SM5, ribattezzata Latitude, ma si tratta solo di una anonima berlina di dimensioni generose che non ha certo standing ed ambizioni da ammiraglia.

Dunque finisce per il momento la storia delle ammiraglie francesi, che non ha mai avuto per la verità particolari punte di eccellenza o di successo commerciale, se non con la straordinaria Citroen DS che è stata simbolo della Francia della Grandeur, insieme a Brigitte Bardot, a cavallo tra gli anni 50 e 60.

Le immagini della DS sono indissolubilmente legate alla berlina nera che ha accompagnato il lungo periodo del Generale De Gaulle, fino al tramonto, dopo il '68 francese.

Prima e dopo di lei ammiraglie in gran difficoltà nel ruolo di portabandiera. La prima, la goffa Renault Fregate (1951/1960), spazzata via dalla nascita della rivoluzionaria DS dal 1955 in poi. Per trovare una nuova ammiraglia Renault occorre attendere il 1975 con l'arrivo della 6 cilindri 30, versione di lusso della media a due volumi 20, sostituita nel 1984 dalla 25.

Poi la Safrane sino al 1995 e finalmente nel 2002 la originale, impresentabile Vel Satis, clamoroso insuccesso commerciale, dismessa dall'Eliseo solo tre anni fa.

Non molto meglio è andata per Peugeot, che dopo aver contrastato all'inizio degli anni 60 l'originale DS con la seriosa, austera 404, tentò un upgrading tra le grandi berline con la grossa 604, in produzione dal 1975 al 1985. Non fu un successo, come peraltro la 605 che le succedette nel ruolo di ammiraglia del leone nel 1989 e fino al 1999.

In effetti gli unici esempi di successo e distintività vincente delle ammiraglie francesi sono stati quelli delle berline d'avanguardia di Citroen, la rivoluzionaria DS appunto e, in misura minore, la CX che le succedette nel difficile compito di rinnovare il successo e la fama dello "squalo". XM e C6 le successive, poco fortunate eredi ideali della DS.

E in effetti le preferite dall'Eliseo sono sempre state le grosse Citroen, anche se dopo l'assorbimento di Peugeot per decenni le vetture del double chevron hanno perso la loro originalità.

Restano nella memoria storica alcune "presidenziali" di particolare originalità. Una enorme limousine ricavata dalla DS a fine carriera nel 1968 per George Pompidou, Una 604 cabriolet lunga, una sontuosa Citroen SM, anch'essa cabriolet negli anni 70.

Ultimi bagliori della grandeur. Ora la C6 esce di scena in silenzio, in Italia era già fuori listino ancor prima della sua fine ufficiale. La Francia non ha più ammiraglie e probabilmente non ne avrà nei prossimi tre anni almeno.

Anche questo è un segno del rivoluzionamento dello scenario automobilistico mondiale, nel quale l'Europa e i suoi produttori storici non hanno più un ruolo centrale.

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di Fabrizio Brunetti | 22 gennaio 2013

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