Costruttori europei: la fine dell'annus horribilis

Si chiude un 2012 storico in negativo per i costruttori europei alle prese con il punto più basso delle vendite dal 1993. Ma come sarà il 2013?

Fiat Panda 2012: foto ufficiali

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L'anno che si chiude resterà tristemente nella storia dell'auto europea come il peggiore dell'ultimo ventennio, con dati di vendita che riportano ai valori del 1993.

Costruttori europei con le ossa rotte e scarse speranze che il 2013 cambi in meglio la situazione, stanti le incertezze sulla fine della crisi che colpisce in particolare tre dei paesi dell'Europa occidentale - Spagna, Francia e Italia -.

I consumatori europei, specie nei tre paesi maggiormente colpiti dalla crisi, non acquistano nuove auto, aspettando tempi migliori.

In un mercato europeo globale che segna un -10% nell'anno che si sta per chiudere, la situazione in dettaglio però è tutt'altro che omogenea.

Nei tre paesi succitati il calo è un vero e proprio crollo, di c.a -20%, doppio rispetto alla media, e a farne le spese in misura maggiore sono ovviamente i costruttori francesi, Peugeot e Renault, e Fiat.

All'opposto il mercato inglese, che attraversa un momento di ripresa e sviluppo, con una crescita a novembre dell'11% rispetto al 2011, diventa per la prima volta il secondo mercato europeo dopo la Germania, scavalcando la Francia.

In mezzo la fortissima Germania, che pure chiude in contenuto calo, ma nel quale, mentre tengono BMW e Mercedes, Volkswagen accusa una frenata, maggiore per le "popolari" Golf, Polo e, soprattutto, UP, e minore invece per il marchio premium Audi, vera macchina da soldi del gruppo.

Disastroso, anche più del solito, il risultato del marchio Opel, nonostante il completo rinnovo della gamma.

Pesante, pur con l'andamento favorevole del mercato britannico, il risultato di Ford Europe.

Nella classifica delle perdite da record del 2012, Peugeot e Opel battono abbondantemente nell'ordine Ford, Renault, Fiat  e Volkswagen.

La cino/svedese Volvo, non più europea nella proprietà ma con impianti e progettazione ancora in Europa, è anch'essa in sofferenza.

Insomma un panorama europeo sconfortante, nel quale ai segnali preoccupanti occorre aggiungere il rallentamento dell'immenso mercato emergente russo.

Il risultato è una raffica di annunci di chiusure di stabilimenti, riduzione di personale, rinvio nel lancio di nuovi modelli, iniziative e produzioni fuori dall'Europa.

Bochum in Germania per Opel, Aulnay in Francia per Peugeot, gli impianti belgi e inglesi per Ford.

E non basta, Peugeot annuncia altri 1.500 esuberi, Ford incentiva le uscite, Fiat intende perdere 1.500 operai dell'impianto polacco, quelli del terzo turno, per la fine produzione della Panda Classic prodotta a Tychy

Si fa cassa con la vendita di tutto ciò che non è direttamente connesso al core business; "if it's not core, it's out the door" sembra diventato il claim del momento.

Così Peugeot ha venduto gran parte dei suoi asset non strategici, compresa la sede di Parigi e attende l'approvazione dell'antitrust per la vendita della società di servizi logistici Gefco, per 800 milioni di euro.

Renault vorrebbe cedere il suo 6,5% di Volvo Trucks, valutato 1,92 miliardi di euro che intenderebbe investire in Francia, Russia e Cina.

Mercedes intende vendere le sue partecipazioni all'EADS (l'ente aerospaziale europeo) per destinare l'1,6 miliardi ricavabili ad auto e veicoli industriali.

Peraltro Mercedes e Porsche hanno ridotto i loro investimenti.

Volkswagen, in controtendenza, accelera il suo piano con 50 miliardi d'investimenti sui nuovi modelli nei prossimi tre anni e insidia a GM il secondo posto nella classifica dei costruttori mondiali.

Cosa accadrà nel 2013?

Credo assai poco, non ci sono ancora concreti segnali di ripresa e anche nel 2013 soffriranno di meno solo quei costruttori che hanno un ruolo di rilievo nei mercati emergenti, come Volkswagen - con Cina, Brasile e Russia -, Fiat - con Chrysler, il Brasile, la buona partenza della Viaggio in Cina e i marchi premium Ferrari e Maserati -, Renault - con Dacia e Nissan -.

Peugeot, Ford Europa e Opel avranno invece un 2013 che potrebbe essere anche peggiore dell'anno che sta finendo.

La speranza è di cogliere qualche segnale di ripresa nell'ultima parte dell'anno.

Solo una speranza per ora, senza elementi di novità sull'andamento delle economie della UE che possano rianimare la fiducia e la propensione alla spesa dei consumatori europei.

Il 2012 se ne va non rimpianto, non è affatto detto che il 2013 sia migliore, ma...buon anno. 

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di Fabrizio Brunetti | 20 dicembre 2012

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