Mazda e Fiat/Chrysler… solo un Duetto?

L’annuncio dell’accordo di prodotto per le prossime Mazda X5 Miata e Alfa Romeo Duetto lascia intuire una collaborazione molto più ampia.

Mazda e Fiat/Chrysler... solo un Duetto?

di Fabrizio Brunetti

04 luglio 2012

L’annuncio dell’accordo di prodotto per le prossime Mazda X5 Miata e Alfa Romeo Duetto lascia intuire una collaborazione molto più ampia.

E finalmente il Duetto tornerà nel suo spirito originario, spider compatto e sportivo a trazione posteriore, grazie all’accordo appena sottoscritto tra Mazda e Fiat/Chrysler per la produzione comune entro il 2015 delle eredi di due spider mito, come la MX5 e la storica Duetto.

Il ritorno dello spider Alfa è reso possibile dal pianale sviluppato per la prossima generazione della X5 e la vettura verrà assemblata nello stabilimento di Hiroshima.
Finalmente sarà possibile grazie all’accordo far rivivere un classico di Alfa Romeo, adatto a tutti i mercati, che altrimenti sarebbe stato difficile far nascere.

Ottimo, ma il Duetto sarà comunque un prodotto dai numeri relativamente contenuti, anche se commercializzato in Europa, Cina e Stati Uniti.
Dunque tutto qui tra Mazda e Fiat? Molti segnali dicono di no e lasciano intendere che questo sia solo il primo passo di una collaborazione più ampia e più profonda. Perché due problemi possono trovare una soluzione soddisfacente con un accordo tra il costruttore giapponese e quello italo/americano.

Fiat ha – come tutti i produttori europei eccetto, per ora, Volkswagen – ha problemi di sovraccapacità produttiva in un mercato continentale che è e resterà recessivo almeno per i prossimi due anni. Fiat potrebbe produrre con i suoi impianti italiani, polacchi e serbi oltre il doppio di quello che riesce a far assorbire attualmente dai mercati europei, inclusi quelli dell’est.

Mazda che esce da un anno in cui tra crisi giapponese, con costi di produzione elevati e non più competitivi, e recessione del mercato europeo ha venduto complessivamente 1.250.000 vetture e cumulato una perdita di 1,13 miliardi di euro. Ha uno stabilimento europeo in Germania, a Leverkusen, per il quale ha già annunciato 100 licenziamenti e che chiuderebbe volentieri.

Punta le sue carte per il futuro prossimo su SUV compatti e sulla nuova Mazda 6, berlina dalla linea emozionante, già anticipata da una riuscita concept a Ginevra e la cui versione definitiva sarà a Parigi ad ottobre. Una collaborazione per l’utilizzo di pianali e meccaniche Fiat per le sue compatte, serie 2 e 3 ad esempio, le darebbe buoni margini di competitività  e abbatterebbe drasticamente i costi di produzione.

Per Fiat sarebbe una vantaggiosa saturazione o comunque una migliore utilizzazione degli impianti europei, senza contare che anche nei SUV e Crossover i pianali e meccaniche Fiat/Jeep sarebbero pronti, convenienti e avanzati tecnologicamente. Insomma si prospetta molto più di un Duetto, un’intesa più ampia che converrebbe ad entrambi i partner.

La cautela si spiega con l’amara esperienza vissuta dal costruttore giapponese nella sterile partnership con Ford che dal 1979 era salito nel possesso delle quote azionarie fino al 33,4%, limite del controllo totale, per ridursi oggi ad un marginale 3,5% che peraltro il produttore americano cederebbe volentieri.

Anche per Fiat, impegnata su tanti fronti e in pieno impegno di integrazione con Chrysler, molto meglio, procedere passo per passo e sulla base di considerazioni strettamente economiche. Credo che entro quest’anno, magari già a Parigi in ottobre, scorgeremo la tappa successiva. 

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