Alfa, Lancia, Abarth: se tornassero i miti italiani...

Oggi è più probabile il ritorno delle sportive italiane. Cosa ci piacerebbe trovare nella gamma di Alfa Romeo, Lancia, Fiat, Abarth.

Alfa Romeo 4C Concept

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C'era una volta un motorismo italiano tipicamente sportivo che faceva battere i cuori ed era riferimento per tutti i costruttori mondiali.

Oltre alle sportive per pochi, prestigiose ma esclusive come Ferrari, Maserati e Lamborghini, l'Italia era il paese delle sportive per molti: Giulietta Sprint e Spider, poi Giulia GT e Duetto per Alfa Romeo, Fulvia Coupé e HF, Delta Integrale per Lancia, 850 Coupé e Spider, 124 Coupé e Spider per Fiat, le piccole Abarth derivate da 500 e 600...autentici miti.

Ora nella gamma dei marchi italiani, con l'eccezione del rinato marchio Abarth, le sportive mancano del tutto. In questo momento il marchio sportivo per eccellenza, il cuore rosso di Alfa Romeo, non ha sportive nella sua gamma, ma solo due berline a due volumi, Mito e Glulietta.

Certo nel 2013 arriverà la bellissima 4C, che avrà anche una versione spider, ma sarà una vettura quasi artigianale da piccoli numeri, niente a che vedere con la popolarità della Giulietta Sprint o Spider negli anni '50, o della Giulia Gt negli anni '60.

Identico discorso per Lancia, nessuna sportiva in gamma, per la regina dei rallies, per il marchio che ha creato il mito della piccola, elegante Fulvia Coupé e poi della sportiva HF, che ha dominato la scena sportiva internazionale con le esclusive Stratos e 037, ma ha ritrovato fama e mito con "l'integrale" l'auto sportiva simbolo degli anni '90.

E Fiat? Dopo la scomparsa di Coupé e Barchetta, zero assoluto per la protagonista delle piccole sportive popolari come le 850 e le 124. Ora la domanda è: ci sarebbe spazio, mercato e compatibilità di costi per il ritorno delle sportive italiane a larga diffusione?

Credo di sì, credo che immaginare la copertura dei segmenti delle sportive, oggi riserva di tedeschi e giapponesi, sia non solo possibile ma un potenziale buon business. Il perché è semplice. Ora, e non due o tre anni fa, ci sono piattaforme, meccaniche, componenti comuni che consentono di personalizzare con costi contenuti un sottopelle comune per grandi numeri.

Il problema semmai è dove produrre cosa, nel senso che i numeri potenziali di diffusione di un modello ne indirizzano la produzione in paesi che hanno un costo del lavoro molto contenuto, o al contrario in siti di alta specializzazione di tipo artigianale, costosi ma qualitativamente eccellenti.

Dunque si può sognare con l'intima convinzione che si tratti di sogni che possono diventare realtà? Proviamo ad immaginare quello che ci piacerebbe.

Alfa Romeo

L'ho già scritto, realizzare una Giulietta Sprint, evocativa della snella sportiva degli anni 50'  certamente non costerebbe più di quanto sarà necessario per la Sport Wagon derivata dalla fortunata Giulietta.

Se il gioco è riuscito con la berlina e si conta che riesca per una station sportiva, perché non dovrebbe riuscire per un coupè, 2+2 che porti il marchio Alfa Romeo e l'evocativo nome di Sprint?

Lancia

E perché non possiamo immaginare un piccolo coupé, snello ed elegante che restituisca al marchio Lancia la sua Fulvia Coupé, magari anche nella versione sportiva HF? La base potrebbe essere offerta dalla nuova piattaforma B, che darà vita alle 500 Large, alla Crossover/Suv 500 e Jeep, alla prossima Punto.

Nel 2003 Flavio Manzoni, allora responsabile del design Lancia, aveva realizzato sulla base Barchetta la bellissima Fulvia Coupé 2003. Sembrava fatta, ma la fine produzione della piccola Spider e la scomparsa della Maggiora presso la quale la Barchetta   veniva prodotta, fecero sfumare la possibilità di produrla. Resta un istant classic, rimpianto da molti.

Fiat

Nel 2011 Zagato ha presentato un coupè concept della 500. Una 500 a tetto ribassato con le due caratteristiche gobbe sul tetto, equipaggiata con la versione sportiva da 105 cv del bicilindrico 900cc Twin Air.

Bene la 500 Sport Zagato è perfetta così, anzi se si aggiungesse una versione Roadster a due posti secchi, sempre firmata Zagato, il progetto di articolazione di gamma del marchio 500, aggiungerebbe due frecce importanti al suo arco e seguirebbe le orme appena tracciate da Mini con le sue Coupè e Roadster.

Costi contenuti, immagine forte, delle 500 Zagato potrebbe essere prevista anche una versione Abarth, supermotorizzata e cattiva, così come per Mini le versioni John Cooper Works.

Maserati

Che c'entra l'esclusivo marchio modenese con un discorso sulle sportive italiane a larga diffusione? C'entra perché la notizia clamorosa dell'ingresso di Maserati nel 2014 nel popolare segmento D delle BMW serie 3, Mercedes Classe C e Audi A4, potrebbe stuzzicare la fantasia di un piccolo roadster, da contrapporre a Bmw Z4, Porsche Boxster, Mercedes SLK, Audi TT, che richiamasse i fasti della barchetta A6CGS, vera icona della sportiva aperta degli anni '50.

Lo confesso è un mio sogno e poiché una roadster compatta, magari a 4 cilindri non sarebbe adatta ad una Ferrari, il marchio ideale per una sportiva aperta, esclusiva ma nella fascia dei 50.000 euro, sarebbe perfetta per l'estensione del Tridente in mercati più ampi, esattamente come sta facendo Porsche.

La neo barchetta A6CGS sarebbe spettacolare come la sua antenata e perfetta per mantenere l'esclusività sportiva di Maserati anche in segmenti più accessibili.

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di Fabrizio Brunetti | 22 maggio 2012

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