Ginevra: lo spettacolo dell'auto in piena recessione

82° edizione del Salone di Ginevra, in un paese che non produce auto ma che forse proprio per questo rappresenta il palcoscenico più importante.

Stand Ferrari - Ginevra 2012

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Tutti i costruttori riservano per Ginevra le prime mondiali e i concept più audaci. 180 le premieres, tra novità europee e mondiali.

Nel cuore del mercato europeo, che è e resterà recessivo nei prossimi due anni continuando a soffrire di eccesso di produzione rispetto alla domanda, la scintillante vetrina di Ginevra stride con i conti in rosso dei produttori europei, ad eccezione di Volkswagen.

Tra conferenze stampa, presentazioni e spettacolo s'infittiscono i contatti tra i grandi dell'Auto alla ricerca di alleanze e acquisizioni. Ma intanto spazio alle auto per sognare, quelle che colpiscono l'attenzione dei numerosissimi visitatori della rassegna ginevrina.

Le emozioni più forti

Ferrari, che l'anno scorso proprio a Ginevra aveva portato la rivoluzionaria FF, presenta quest'anno l'erede della 599 GTB, la  strepitosa, prorompente F12berlinetta.

Nuovo stile, deciso, moderno ma fedele alle regole di stile della berlinetta 12 cilindri del cavallino - muso lungo e aggressivo, continuità tra padiglione e coda, movimento del parafango posteriore e coda corta e rastremata -, tecnologia avanzatissima, utilizzo di leghe di alluminio con contenimento del peso, potenza da primato per la 12 cilindri Ferrari più potente di sempre, 730 cv, con una potenza specifica record di 118 cv/litro.

Perfetta? Sì non è facile sostenere degnamente un ruolo così importante, ma la F12 è giusta da qualunque punto di vista, è proprio come ci si aspetta che sia. Un'altra Ferrari da leggenda dopo la sequenza in crescendo California, 458, FF.

La Lamborgini Aventador aveva debuttato anche lei l'anno scorso qui a Ginevra; successo travolgente per la Lambo più emozionante nata dalla gestione Audi. E a Ginevra l'Aventador torna con un'edizione one off, Aventador J, esemplare unico, per un cliente speciale,  una sorta di super barchetta, in un rutilante rosso metallizzato.

Bella da mozzare il fiato, estrema quanto una concept ma reale come un'Aventador. Chissà se il fortunato proprietario ne godrà davvero su strada e in pista o se resterà un oggetto d'amore solo platonico.

I carrozzieri italiani

Tra le esclusive concept che troveranno anche una produzione in piccolissima serie  - per 20 misteriosi e fortunati clienti - la Touring Superleggera ripropone dopo 60 anni dalla sua antenata del 1952 un'Alfa Romeo Disco Volante edizione 2012. Ha la meccanica di una 8C, con il V8 Ferrari e una linea profilata e personalissima, ricca di citazioni della celebre antenata, come il baffo dei parafanghi bombati. Era facile cadere nel cattivo gusto, proprio per l'estrema originalità della Disco Volante del 52 e invece il risultato è tra i migliori.

Anche gli altri grandi nomi della carrozzeria italiana hanno riservato al Salone di Ginevra le loro proposte per stupire. Bertone, che celebra i cento anni, con la Nuccio, omaggio alla Stratos Zero del 1970.

Mike Robinson, responsabile dello stile Bertone, ha ripreso molti elementi della piccola, bassissima Stratos, tra i quali in particolare il cristallo anteriore in linea continua per l'intero muso, ma il risultato, pur con spunti interessanti è lontano della personalità dirompente della Zero

Pininfarina con la Cambiano, ha scelto una strada diversa, una lussuosa berlina sportiva con le portiere che si aprono a libro, in cui i richiami sono alla pulizia e sobrietà stilistica che hanno sempre fatto della Pininfarina il simbolo del design di classe.

Giugiaro con la Brivido, ha scelto anche lui di reinterpretare gli stilemi che hanno creato il suo mito con le Gran Turismo degli anni 70 e 80. Una grossa GT con le portiere ad ala di gabbiano, nella quale la coda in particolare, la parte meno riuscita e più elaborata, richiama le Lamborghini degli anni 70.

Zagato ha portato a Ginevra la versione stradale dell'Aston Martin V12, in una versione meno estrema di quella destinata alla pista. Buon lavoro, difficile per la personalità inconfondibile delle Aston, ma il risultato è all'altezza e il connubio tra la faccia Aston e la coda Zagato, corta e rastremata, è riuscito e aggressivo. Bella sportiva, nuda e pura, essenziale e prepotente. Saranno 150 le Aston V12 Zagato, in vendita a 400.000 euro.

Tra le esclusive per sognare anche due versioni della Pagani Huayra, che ha raggiunto i 730 cv con i nuovi scarichi in titanio. Una bicolore, l'altra invece, leggerissima, con la carrozzeria in carbonio non verniciato, trattato con una particolare tecnica per un omogeneo orientamento delle fibre; l'effetto è spettacolare.

Tra le emozioni citerei anche la Cisitalia 202 E, nata dagli studi dello IED - Istituto Europeo del Design di Torino - che reinterpreta con risultati di estrema personalità il coupè 202 Pininfarina che nel 1947 innovò profondamente lo stile del'auto sportiva.

Le concept car

Numerosi anche quest'anno con un ritorno di creatività dei giapponesi da troppo tempo appiattiti su linee banali.

Sceglierei tre simboli di questo ritorno giapponese, che, in tipologie di auto completamente diverse, lasciano un segno di personalità non imitativa. Nelle grandi berline la Mazda Takeri, prefigurazione della prossima generazione della Mazda 6 e interprete del Kodo, filosofia del design fluido secondo Mazda. Il risultato è interessante e personale, la Takeri non scimmiotta lo stile delle tedesche e mostra una personalità netta, sinuosa e slanciata.

Tra le supercar con anima verde conquista di diritto un posto la Infiniti Emerg-E Concept, prototipo di auto eletrtrica ad alte prestazioni. Mi ha colpito anche la bellezza armoniosa della Honda NSX, annuncio di un grande ritorno della GT che tanto contribuì negli anni 80 a consolidare l'immagine di Honda come costruttore innovativo e tecnologicamente avanzato.

Il gioco dei volumi è perfetto da qualunque angolazione la si guardi, la personalità non manca, il risultato è ottimo. Speriamo che dalla concept alla serie le modifiche siano minime.

Molto riuscito anche il concept della Hyundai i-oniq, un coupé due volumi da 4,42 metri, quasi un crossover, personale, fluido nelle linee. Un'idea che potrebbe in una categoria superiore, innovare l'immagine Hyundai com'è già avvenuto nei coupé compatti con l'originale Veloster.

Interessante anche la Lexus LF-LC, prima sportiva ibrida del brand di lusso di Toyota. Nella LF-LC la maschera anteriore a spigolo pronunciato che caratterizza il nuovo look di Lexus è enfatizzata dalla linea filante.

Bentley EXP 9F  è la sigla spaziale dell'opulento, esagerato SUV del brand di lusso inglese. La base è quella dei maxi SUV del gruppo Volkswagen, l'Audi Q7 in particolare, ma la caratterizzazione stilistica è molto riuscita.

Con la mascherina a nido d'ape e i fari tondi la EXP 9F è indubitabilmente Bentley, i bellissimi cerchi millerighe, il movimento del parafango posteriore e la coda inclinata, le donano possenza e dinamismo al tempo stesso. Il portellone posteriore si apre in due sezioni, quella inferiore abbraccia anche i gruppi ottici. Gl'interni sono sfacciatamente sontuosi, tra pelli, legno e cromo. Raccoglierà molti ordini tra i ricchi americani, russi, cinesi o degli emirati.

 

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di Fabrizio Brunetti | 12 marzo 2012

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