Francoforte 2011... Deutschland über alles

A Francoforte spettacolare prova di forza tra i marchi tedeschi. Per le italiane il piccolo padiglione 6, condiviso con Hyundai.

Fiat Panda 2012 a Francoforte 2011

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Due anni per preparare l'edizione n.64 del Salone di Francoforte ed i marchi che dominano il mondo dell'auto - Audi, Bmw e Mercedes - hanno rinnovato nel salone di casa la spasmodica gara a superarsi nel confronto con le rivali dirette e con il resto del panorama automobilistico mondiale.

Lusso, spazi espositivi immensi e spettacolari, padiglioni firmati da architetti di grido per aggiudicarsi l'ammirazione incantata dell'immensa folla del Salone.

Così, Audi, Mercedes, Bmw e naturalmente Volkswagen hanno occupato gli spazi strategici della grande esposizione, relegando gli altri, tutti gli altri, al ruolo di comprimari del grande spettacolo dei motori, indipendentemente dalla rilevanza delle novità esposte.

Dal forum Festhalle, dalla rigorosa facciata ottocentesca, Mercedes-Benz ha ricavato un avveniristico padiglione che sul lato opposto domina l'immenso spazio dell'agorà.

Come un suggestivo planetario con cielo blu il padiglione si distribuisce su tre piani che digradano a cerchi concentrici in una sorta di Guggenheim, nel quale è esposto tutto il mondo Mercedes, la gamma completa, le novità, l'oggettistica, il modellismo, la storia.

Come nel Guggenheim una scala mobile porta direttamente al terzo piano per consentire ai visitatori di scendere la grande spirale percorrendo tutto il mondo Mercedes sino ai grandi spazi della corte centrale del pianterreno.

Divani, gradinate, spazi di sosta, tutto invita a stare, a vivere la casa Mercedes come la casa di tutti gli ammiratori del marchio; colori discreti, eleganza, illuminazione calda e, schierata al completo, l'immensa gamma della stella.

Spettacolare davvero, ma proprio di fronte, al centro dell'agorà su cui si affacciano tanti padiglioni, Audi ha costruito, in due mesi, l'Audi Ring, una grande conchiglia argentata che richiama nella forma le vetture d'argento che fanno parte della storia del marchio dei quattro anelli.

Il Ring è proprio tale, poiché fa attraversare la sala espositiva centrale da un circuito interno sospeso, nel quale le novità del marchio sfrecciano, consentendo di provare le vetture, ma soprattutto emozionando il pubblico con la presenza viva e in movimento. Modelle, cuori di cioccolato, sala conferenze, tutto a vista, completano questo rutilante padiglione in movimento.

E Bmw? Certo non da meno quanto a spazi e spettacolarità ma in un contesto più tradizionale. Nella grandiosa Halle 11, trovano spazi, contenuti ma ben caratterizzati, le lussuose Rolls Royce, tutte in blu elettrico e con elegantissime modelle in tailleur blu molto british, e le scapigliate Mini, con al centro la nuova coupè, in ambientazione pub, molto giovanile e indirizzata al target elettivo del marchio.

Il resto del grande spazio, con il bianco dominante e tre piani espositivi, per il marchio bavarese, che espone 15 (!) esemplari della nuova serie 1 in grande evidenza, sospende in aria la prima M5 accanto alla nuova, ha una sorta di breve passerella su cui sfilano in moto le novità e riserva alle concept della futura serie delle sue elettriche l'isola centrale del grande padiglione.

Da soli i tre marchi si accaparrano quasi un quinto dell'intero spazio espositivo e catalizzano la visibilità e la spettacolarità della grande kermesse.

A Volkswagen con tutti i suoi marchi - Bentley, Bugatti, Lamborghini, Seat, Skoda e Porsche - il padiglione più grande, l'Halle 3, che ha consentito con i suoi spazi di spettacolarizzare le presentazioni della UP e della nuova 911.

E gli altri? Si sono dovuti accontentare, anche laddove presentavano novità importanti.

Le italiane ad esempio, per le attese Alfa Romeo 4C, nuova Panda, Thema e Voyager, il concept del maxi SUV Maserati Kubang, la splendida Ferrari 458 spider, tutte novità di forte impatto, il più piccolo e dimesso dei padiglioni, quella Halle 6, piccola, stretta e che per giunta ha condiviso con Hyundai che singolarmente ha esposto in altra sala la controllata Kia.

Peccato davvero, l'effetto "Davide e Golia" è assicurato, la folla si accalca con difficoltà nello stretto corridoio del piccolo padiglione, i nostri marchi meritano di più.

Certo viene da chiedersi se sia utile investire le spaventose cifre che i tre marchi tedeschi premium e "mamma Volkswagen" hanno profuso nel salone tedesco. Altre forme di investimento in immagine, quelle sui media, rendono senz'altro di più, ma evidentemente se lo possono permettere in nome di un prestigio ed un orgoglio che rafforzano il senso di esclusività e potenza del marchio.

Beati loro, noi, a risorse limitate, ci dobbiamo accontentare di bei contenuti in una confezione che non li valorizza, confidando che sia solo una fase transitoria, di semina e che un giorno anche noi....

Lo vedremo nell'edizione n.65, nel settembre del 2013, quando i giochi saranno fatti e sapremo se gli ambiziosi piani del supergruppo italoamericano lo avranno definitivamente collocato nel ristretto gotha dei marchi vincenti e in buona salute finanziaria.

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di Fabrizio Brunetti | 19 settembre 2011

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