GPL

GPL è un acronimo per Gas di Petrolio Liquefatto e non, come spesso viene erroneamente indicato, Gas Propano Liquido. Si tratta di una miscela di gas composta principalmente da propano e butano, allo stato liquido con pressione fino a 10 bar. Rispetto allo stato gassoso, la miscela allo stato liquido consente di ridurre il volume di ingombro e facilitare lo stivaggio: per questo è possibile ottenere una buona autonomia con serbatoi di dimensioni ridotte, come la bombola toroidale. Il GPL ha un potere calorifero elevato, comunque inferiore a quello della benzina, ma solitamente rispetto a questa comporta una perdita di prestazioni intorno al 2-3%. Il Gas di Petrolio Liquefatto è tra i carburanti a minore impatto ambientale grazie al basso contenuto di zolfo e alla ridotta quantità di residui della combustione. Il GPL è inodore e incolore ma, per ragioni di sicurezza in caso di un'eventuale perdita, viene addizionato con etantiolo, che conferisce un odore acre e subito riconoscibile, e con un colorante, che conferisce un colore giallo (Standard internazionale EN 589; Legge 6 dicembre 1971 n. 1083 - D.M. 7 giugno 1973 - Norma UNI-CIG 7133 edizione dicembre 1994).

Il GPL allo stato gassoso ha una densità superiore a quella dell'aria e per questo non si diffonde nell'atmosfera (tende a “ristagnare”). Qualora si verificassero delle fuoriuscite accidentali il GPL si concentra tendenzialmente verso il suolo e nelle cavità, causando situazioni a rischio di incendio. Per questo, in Italia è vietato parcheggiare veicoli con bombole a GPL in autorimesse con piani inferiori al primo interrato.

Negli ultimi anni il GPL ha conosciuto una rapida diffusione, incentivata anche da bonus statali e regionali per la conversione o per l’acquisto di vetture alimentate con questo carburante. L’offerta di modelli nuovi da parte dei costruttori si è adeguata alla domanda e attualmente sono in vendita nei listini italiani oltre 150 modelli bi-fuel benzina/GPL.