Salone di Ginevra 2018: le supercar protagoniste

Potenze strabilianti, soluzioni aerodinamiche ereditate dalle competizioni, valori prestazionali da urlo: la ghiotta carta d’identità delle auto da sogno in esposizione al Palaexpo.

Salone di Ginevra 2018: le supercar protagoniste

di Francesco Giorgi

08 marzo 2018

Non soltanto “normale produzione”: al Salone di Ginevra c’è spazio anche per le grandi potenze, supercar da centinaia di CV e dalle soluzioni hi-tech in grado di offrire ai (pochi) facoltosi che possono accaparrarsene un esemplare esperienze di guida di altissimo livello. Nomi fra i più blasonati sono presenti al Palaexpo, in un vortice emozionale fatto di esclusività, tecnologie “ereditate” dalle competizioni, elevatissime prestazioni.

È, ad esempio, il caso di Bugatti, che al Salone di Ginevra 2018 presenta… l’ultima follia di Molsheim: una nuova serie speciale sulla hypercar che attualmente rappresenta la gamma di produzione del marchio del Ferro di Cavallo. Si tratta di Bugatti Chiron Sport, aggiornata in alcuni componenti (nuovi cerchi alleggeriti, diffusore posteriore ridisegnato, bracci dei tergicristalli in fibra di carbonio: un’a vera e propria “primizia”, quest’ultima, in campo automotive) ulteriormente ottimizzata non tanto nell’incredibile motorizzazione (come dire: 1.500 CV sprigionati dall’unità V16, per una velocità massima nell’ordine di 420 km/h, sono più che sufficienti ad entusiasmarsi), quanto nella dinamica di guida. Bugatti Chiron Sport viene aggiornata nelle sospensioni, a taratura più rigida, e nel gruppo trasmissione, che adotta due frizioni in  corrispondenza dei semiassi posteriori, in modo da produrre una ripartizione ancora più precisa della coppia motrice e, di conseguenza, conferire più trazione al veicolo.

Da Italdesign, ecco a Ginevra 2018 Zerouno Duerta, seconda “supercar” dell’azienda di Moncalieri – dopo la precedente Coupé, andata esaurita in poco tempo – programmata in cinque esemplari. Con questa ultrasportiva in configurazione “Targa”, l’azienda piemontese fondata da Giorgetto Giugiaro (e dal 2015 interamente in mano al Gruppo VAG) celebra i cinquant’anni di presenza nell’automotive design. Italdesign Zerouno Duerta sarà prodotta entro la fine del 2018: la caratteristica di rilievo consiste nell’adozione di un tettuccio amovibile, in fibra di carbonio: particolare, quest’ultimo, che ha suggerito i designer ad una ridefinizione della zona posteriore dell’abitacolo e del cofano motore (l’unità motrice prevede l’impiego del collaudato 5.2 V10 ad alimentazione atmosferica da 610 CV che già equipaggia Audi R8 e Lamborghini Huracàn, abbinato al cambio automatico sette rapporti con comando doppia frizione e levette al volante, e alla trazione integrale). Interamente realizzata in fibra di carbonio, Italdesign Zerouno Duerta dichiara una velocità massima di 320 km/h.

Per restare in Italia, ecco a Ginevra “le” supercar tricolori per eccellenza: Ferrari, Lamborghini e Pagani. Un “trio delle meraviglie” che, in ordine alfabetico, si apre con la novità di Maranello, il cui nome è tutto un programma: Ferrari 488 Pista, erede filologica di 458 Speciale (dalla quale riprende la fascia centrale-longitudinale bianco e blu dei colori NART) e di 488 GTB, che mette in evidenza una serie di contenuti aerodinamici frutto dell’expertise Ferrari in F1 (l’S-Duct frontale, specifiche appendici anteriori, un nuovo spoiler posteriore) in grado di offrire, dati alla mano, un buon 20% in più di downforce rispetto a Ferrari 488 GTB. Una nuova evoluzione del Side Slip Control (ribattezzato SSC 6.0, e comprendente i dispositivi di controllo dinamico E-Diff3, F1-Trac e SCM, con in più la novità del sistema “Ferrari Dynamic Enhancer” che si basa sulla pressione distribuita alle pinze freno) e, come detto, un nuovo appeal di immagine – nonché un deciso “dimagrimento” rispetto a 488 GTB: 90 kg in meno, per un peso a secco di 1.280 kg – si traducono, su strada, in una velocità massima di 340 km/h, in un tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h in 2”85 e di scatto da 0 a 200 km/h in 7”6.

Da Sant’Agata Bolognese, e accanto al nuovissimo SUV Urus, al Salone di Ginevra arriva Lamborghini Huracàn Performante Spyder: una variante “en plein air” della hypercar “Performante” e, per questo, dotata delle esclusive soluzioni Aerodinamica Lamborghini Attiva-ALA, a dodici mesi dal debutto avvenuto a Ginevra 2017: un modulo formato da nuovi splitter, condotti, alettone e diffusore posteriori che lavorano in stretta correlazione reciproca. Proposta sul mercato a partire da 219.000 euro (prezzo indicativo), Lamborghini Huracàn Performante Spyder si segnala per la presenza di due “pinne” mobili alle spalle dell’abitacolo e per due nuovi deflettori amovibili: su strada, la velocità massima dichiarata è 325 km/h (equivalente a quella raggiungibile da Huracàn Performante Coupé), e lo scatto 0-100 km/h richiede 3”1.

Pagani, la terza “hyper-factory” (ovvero azienda specializzata nello sviluppo di hypercar) della “Motor Valley” emiliana, è presente a Ginevra con due proposte, a sottolineare la recente archiviazione di un’annata-record per l’azienda fondata da Horacio Pagani, che ha ghiuso il proprio 2017 con un +29% nel fatturato. Si tratta di Huayra Roadster, nello specifico uno dei 100 esemplari programmati e destinato ad un appassionato di oltreoceano; e della incredibile Zonda HP Barchetta, cioè una delle due unità allestite e che – fatto più unico che raro fra i modelli di nuova produzione – verranno vendute all’asta (il terzo esemplare è quello personale di Horacio Pagani).

Singolare, poi, è la “novità virtuale” che Zagato svela a Ginevra: IsoRivolta Vision Gran Turismo Zagato sarà una delle protagoniste della piattaforma videogame Gran Turismo Sport per Playstation; dal vero, ne saranno allestite cinque unità, tutte con meccanica General Motors (Chevrolet Corvette), la cui produzione avverrà nell’atelier di Rho.

Da sensazione, per i valori prestazionali promessi e per l’estetica sinuosamente retrò, è la fantasmagorica Corbellati Missile, hypercar progettata dalla giovane azienda fondata dai fratelli Achille e Demetrio Corbellati (eredi di una delle famiglie di gioiellieri più in vista di Sanremo, ed attualmente residenti a Tenerife): un corpo vettura – il telaio è in fibra di carbonio – che, nel profilo, può ricordare alcune delle leggendarie supercoupé degli anni 60, e nasconde una meccanica Mercury Racing da ben 9 litri di cilindrata, architettura V8 e sovralimentazione mediante due turbocompressori, per una potenza dichiarata di 1.800 CV e 2.350 Nm di coppia massima ad appena 750 giri/min, abbinata ad un cambio manuale a sei rapporti fabbricato dalla torinese Graziano Trasmissioni. I valori prestazionali dichiarati sono abbaglianti: 500 km/h la velocità massima, che negli intenti Corbellati sarà dimostrata nel 2019 sul lago salato di Bonneville. L’obiettivo è di rendere Corbellati Missile (ne verranno allestite non più di dieci unità all’anno) l’autovettura “stradale” più veloce del mondo. Ancora più rapida di Koenigsegg Agera RS, che detiene il titolo con 444,6 km/h.

Decisamente “artigianale” è TSR-S, hypercar realizzata dalla piccola azienda danese Zenvo: si tratta, in sostanza, di una “special edition” (ecco spiegata la presenza di una “S” nel proprio nome) della supercoupé TSR: carrozzeria in fibra di carbonio e, dietro la cellula-abitacolo, l’adozione di un’unità V8 sovralimentata con doppio turbocompressore, che sprigiona una potenza di ben 1.165 CV.

Parlando di supercar, anche Audi dice la sua: al Salone di Ginevra, il marchio dei Quattro Anelli “salta il fosso” e, dopo più di un decennio trascorso nello sviluppo delle quattro ruote motrici per la propria supercoupé di riferimento, porta al debutto R8 V10 RWS, la prima Audi R8 a trazione posteriore (un continuum concettuale che gli appassionati di storia sportiva conoscono bene, essendo state le leggendarie Auto Union – uno dei quattro marchi che compongono Audi – le prime monoposto da Gran Premio, vittoriose, con motore posteriore). Audi R8 V10 RWS verrà prodotta in 999 esemplari, in declinazione Coupé (prezzi a partire da 147.700 euro) e Spyder (da 160.700 euro): rispetto alla “normale” R8 a trazione integrale, sulla bilancia dichiara 50 kg in meno, in virtù dell’assenza del gruppo propulsore all’avantreno. È peraltro presente un nuovo differenziale autobloccante a funzionamento meccanico, insieme ad una funzione di drifting controllato fra le modalità di guida.

Porsche, sempre presente al Salone di Ginevra, propone, fra le “ultra-coupé” high performance, la inedita  911 GT3 RS, un nuovo capitolo nella eterna “saga” 911 che lo scorso maggio ha celebrato il milione di esemplari prodotti dal 1963: un autentico record, tenuto conto della particolarissima nicchia di mercato alla quale la coupé di Zuffenhausen si rivolge. Peculiarità di Porsche 911 GT3 RS vengono rappresentate da un esclusivo bodykit, il cui studio è stato condotto sull’ampio expertise maturato da Porsche nelle competizioni; e dall’adozione del 6 cilindri boxer da 4 litri, aspirato, e dalla potenza portata a 520 CV, abbinato al cambio PDK doppia frizione a sette rapporti sviluppato ad hoc. Proposta anche con i “pacchetti” Clubsport (per l’impiego in pista) e Weissach (con nuovi dettagli in fibra di carbonio), Porsche 911 GT3 RS raggiunge 312 km/h di velocità massima e i 100 km/h con partenza da fermo in 3”2.

Dall’Europa continentale ai produttori di oltremanica: il panorama delle supercar esposte al Salone di Ginevra 2018 prosegue, fra i marchi British, con Aston Martin, che al Palaexpo svela Valkyrie AMR Pro, programma di evoluzione della precedente Valkyrie presentata a Ginevra 2017, rispetto alla quale mette in evidenza un ulteriore affinamento aerodinamico, un più ampio utilizzo di materiali ultraleggeri e un aggiornamento al powertrain ibrido (unità motrice fromata dal 6.5 V12 aspirato, che opera in abbinamento con un sistema elettrico Rimac), per una potenza di oltre 1.100 CV e più di 360 km/h di velocità massima.

Dal canto loro, i vertici di Woking svelano la inedita McLaren Senna GTR, ideale “erede” di F1 GTR e P1 GTR: evoluzione-pista della hypercar Senna, la nuova GTR (produzione annunciata: 75 unità, a partire dal 2019; iperbolico il prezzo: un milione di sterline, tasse escluse) porta in dote nuove soluzioni aerodinamiche, un diffuso allegerimento al corpo vettura (per un peso a secco di 1.198 kg) intorno alla cellula-abitacolo monoscocca Monocage III in fibra di carbonio e 25 CV in più (da 800 a 825 CV) sprigionati dal poderoso V8 4.0 biturbo. La seconda proposta McLaren a Ginevra 2018 si chiama Senna Carbon Theme, un “pacchetto” sviluppato dalla Divisione MSO di Woking e programmato in sole cinque unità che mettono in evidenza una settantina di nuovi componenti in  fibra di carbonio. Strabiliante il prezzo della conversione: in sterline, corrisponde a circa 340.000 euro, da aggiungere al milioncino necessario per accaparrarsi una McLaren Senna.

Per concludere la carrellata delle supercar esposte al Salone di Ginevra 2018, un invitante riferimento al passato che non interessa soltanto gli appassionati con qualche capello grigio, ma anche quelli più giovani: la attesissima New Stratos. Il ritorno della leggendaria “Bête à gagner”, anticipato alcuni anni fa dall’esemplare unico richiesto al numero uno di Manifattura Automobili Torino, Paolo Garella, da Michael Stoschek, è ora realtà. Il progetto New Stratos della factory piemontese si concretizzerà, dati alla mano, su una produzione indicata in 25 unità, al prezzo di 550.000 euro ciascuna. La base di partenza della “nuova” Stratos di Manifattura Automobili Torino dalla carrozzeria in fibra di carbonio proviene da Maranello (fedelmente alla storica Lancia Stratos che sfruttava la nobile motorizzazione Dino V6 da 2.418 cc): nello specifico, Ferrari 430, dalla quale derivano il telaio in alluminio (adeguatamente modificato in lunghezza: 200 mm in meno), il gruppo sterzo elettroidraulico (da Ferrari 430 GT2) e l’unità motrice V8 (nelle due versioni 430 Scuderia da 540 CV, oppure 430 Modena da 490 CV). Su strada, la New Stratos dichiara una velocità massima di 330 km/h e un tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h in 3”3.