Porsche fra tradizione e futuro: al via le celebrazioni per i 70 anni

1948-2018: sette decenni di continua evoluzione tecnica, tutti idealmente rivolti alle prime Porsche la cui filosofia permane e sarà confermata anche nella futura Mission E elettrica attesa per il 2020.

Porsche fra tradizione e futuro: al via le celebrazioni per i 70 anni

Tutto su: Porsche

di Francesco Giorgi

30 gennaio 2018

Settant’anni fa aveva inizio l’epopea Porsche. Il traguardo sarà raggiunto all’inizio del prossimo giugno, in corrispondenza con la data che segnò il primo atto della storia industriale di Zuffenhausen (8 giugno 1948, immatricolazione della Porsche 356 numero 1 “Roadster”), e che concretizzò il sogno di Ferry Porsche rivolto allo sviluppo di una nuova famiglia di autovetture sportive, la cui impostazione tecnica “base” ha attraversato ben sette decenni, fino a giungere al 21esimo secolo pressoché immutata, seppure con gli ovvi aggiornamenti che l’evoluzione delle tecnologie automotive impone e che gli enthusiast della “Cavallina di Zuffenhausen” (e di vetture sportive tout court) conoscono bene.

La vision del “patriarca” Ferry Porsche conteneva tutti i valori espressi oggi dal presidente del CdA di Porsche, Oliver Blume, in occasione dell’evento che ha inaugurato il 2018 del marchio tedesco, che si è svolto nei locali del Museo Porsche alla presenza di rappresentanti del Land del Baden-Württemberg, della città di Stoccarda e del mondo politico, economico e sociale: una dimostrazione della grande importanza che Porsche riveste nel contesto del territorio.

Il nome Porsche, in effetti, non “nasce”, tecnologicamente parlando, nel 1948, ma affonda le proprie radici più indietro nel tempo: ci si riferisce all’incessante lavoro di ricerca svolto già agli inizi del ‘900 da Ferdinand Porsche, e che il figlio Ferry ha poi portato avanti. Dalla “matita” di Ferdinand Porsche presero forma alcune innovazioni pionieristiche per l’epoca: la “Lohner-Porsche” (auto elettrica con motori integrati nei mozzi ruota), datata 1900; il primo modello per veicoli ibridi creato sviluppando un propulsore ad alimentazione mista elettrica e a benzina (anche questo progetto risale al 1900); alla creazione (1931) di un proprio studio ingegneristico, alla progettazione della “Berlino-Roma”, prototipo di coupé ad alte prestazioni dalla linea aerodinamica: un modello che successivamente assunse un’identità fondamentale per la realizzazione dei modelli Porsche, che a questa leggera ed aerodinamicissima coupé da competizione si ispirarono ed alla quale, indirettamente, ancora oggi guardano. La “Berlino-Roma”, intesa come evento sportivo, non venne mai disputata a causa dell’inizio della Seconda Guerra mondiale: ben più importanti esigenze sociali del tragico periodo bellico, e i difficilissimi anni dell’immediato dopoguerra, si imposero nel frattempo e avrebbero poi caratterizzato il decennio successivo.

Tuttavia, fu proprio nella Germania del 1948 che prese forma la iconica 356: a progettarla, ideale liaison fra tradizione e futuro, il figlio di Ferdinand Porsche, “Ferry”; il quale, quindici anni dopo, consegnò spiritualmente e materialmente il testimone al proprio figlio, Ferdinand Alexander, con lo sviluppo della 911 che rappresentò la decisa svolta per l’azienda. Si può dire che l’”epoca-911” abbia segnato, per Porsche, l’inizio di un nuovo capitolo, evolutivo del precedente tuttavia ancora più identitario nella ricerca della coerenza formale tra prestazioni e ricerca stilistica. Ad oggi, Porsche 911 assomma oltre un milione di esemplari prodotti dal 1963: “Anche se la 911 sia stata oggetto di sviluppi coerenti nei decenni successivi e sia stata ottimizzata a più riprese con l’introduzione di tecnologie nuove e innovative, nessun altro modello è riuscito a mantenere la sua natura originaria così come la 911 – osserva lo stesso Blume – Tutti i modelli Porsche che sono stati sviluppati di recente o che lo saranno in futuro si basano su questa auto sportiva. In quanto fulcro del marchio, la 911 è diventata la vettura sportiva dei sogni, conquistando il cuore degli appassionati di tutto il mondo”.

Ed eccolo, il futuro del marchio Porsche: lo porta in dote – ambizioso obiettivo – la concept Mission E, il primo modello 100% elettrico per il marchio di Zuffenhausen. Gli atout della futura supercoupé a zero emissioni per la “Cavallina” tedesca (nome in codice: J1), svelata a Francoforte 2015 e il cui debutto è stato annunciato, nei mesi scorsi, al 2020 come quinta lineup Porsche (l’annuncio venne dato dal responsabile della Divisione Ricerca e Sviluppo di Porsche, Michael Steiner, durante l’anteprima della nuova Cayenne 2018 avvenuto nella seconda metà di novembre 2017), ne indicano un ruolo-ponte fra Panamera 4 E-Hybrid e la ancor più performante Panamera Turbo S E-Hybrid: la coupé a quattro porte e quattro posti singoli, eroga una potenza complessiva nell’ordine di 600 CV, schizzerà da 0 a 100 km/h in meno di 3”5 e garantirà un’autonomia superiore a 500 km (il tutto tenendo conto delle esigenze di sosta limitata per un “pieno” di energia: l’80% di carica richiederà circa 15 minuti). Da segnalare anche il positivo impatto sociale che il progetto Mission E (il nome derfinitivo sarà svelato più avanti) riveste per il futuro della stessa azienda e del territorio del Land: Porsche vi ha investito circa un miliardo di euro; inoltre, verranno creati più di 1.200 nuovi posti di lavoro nella sola sede di Zuffenhausen, dove Mission E sarà prodotta: “Porsche sarà sempre Porsche, il marchio leader della mobilità sportiva ed esclusiva”, sottolinea Blume.

Il 2018 dei settant’anni di Porsche, annunciato in queste ore nell’evento al Porsche Museum che dà il via alle celebrazioni, si articolerà su un vasto programma di eventi. Mercoledì 3 febbraio, al Petersen Automotive Museum di Los Angeles, sarà inaugurata la mostra “The Porsche Effect”. Presso il “DRIVE-The Volkswagen Group Forum” di Berlino, dal 20 al 31 marzo si svolgerà la prima esposizione “70 anni di auto sportive Porsche”. Il 9 giugno, un’apertura serale straordinaria del Museo Porsche coinciderà con il 70. anniversario  dalla immatricolazione della prima 356; nello stesso giorno, Porsche inviterà gli appassionati delle sportive all’evento “Sports Car Together Day”, in programma presso tutte le sue sedi nel mondo. Il weekend successivo sarà animato da una festa, aperta a tutti i cittadini di Zuffenhausen, a tutti i dipendenti Porsche, agli appassionati ed ai potenziali nuovi clienti, organizzata dalla stessa Casa produttrice, e che si terrà all’interno del Museo Porsche e nelle aree esterne. Altre occasioni per festeggiare l’anniversario saranno il “Goodwood Festival of Speed”, in programma dal 12 al 15 luglio, e la “Rennsport Reunion” che si terrà in California dal 27 al 30 settembre. I festeggiamenti si concluderanno con l’evento “Notte dei suoni”, in programma per la prima volta alla Porsche Arena di Stoccarda il 13 ottobre.