Le Big Three disertano il Tokyo Motor Show

Rischia di saltare l’appuntamento nipponico del 2009 a causa della crisi globale

Le Big Three disertano il Tokyo Motor Show

di Nicola Albanese

23 gennaio 2009

Rischia di saltare l’appuntamento nipponico del 2009 a causa della crisi globale

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I giapponesi tengono duro. Nonostante i venti di burrasca globali, per ora il Motor Show di Tokyo 2009 rimane fissato dal 21 ottobre all’8 novembre, 17 giorni all’insegna del piacere della guida unito a un nuovo guidare ecologico.

La JAMA, associazione delle industrie automobilistiche giapponesi, sostiene che le voci di una possibile cancellazione sono infondate, che andranno avanti, ma invece pare che ci sia un dibattito interno tra quelli decisi a non rassegnarsi e chi preferirebbe gettare la spugna, supportati dalle pressioni di alcuni costruttori locali non propensi a presentarsi alle attuali condizioni.

La Chrysler, GM e Ford, assieme alla controllata Volvo, si sono chiamate fuori a causa delle difficoltà economiche. GM e Chrysler pare siano sull’orlo del tracollo: partecipare a Tokyo sarebbe un investimento azzardato, soprattutto alla luce del fatto che i costruttori americani hanno una presenza poco consistente sul mercato giapponese, con un tasso di importazione del 6%, mentre invece prosperano in Cina. GM e Ford, infatti, hanno già confermato la loro presenza a Shanghai il prossimo Aprile. Qualche malizioso insinua che quello delle Big Three sarebbe un modo per ricambiare il favore alle giapponesi Nissan e Mitsubishi, che hanno dato forfait a Detroit.

Ma le ombre gettate sul Salone provengono in gran parte dall’interno: solo Toyota, Honda e Nissan hanno aderito finora e, sebbene il termine per le iscrizioni fosse fissato per dicembre 2008, Toshiro Iwatake, direttore esecutivo e segretario generale della JAMA, avrebbe dichiarato a Automotive News che potrebbero accettare comunque anche adesioni tardive, aggiungendo: “il Motor Show è un simbolo di prosperità industriale, dobbiamo dimostrare che la nostra industria è fiorente“.

La tenacia degli organizzatori è motivata, oltre che dalla perdita del business, dall’enorme danno in fatto di prestigio che subirebbe l’industria nipponica, già fiaccata dalla crisi, in caso di una cancellazione dell’evento.

Se si considera che il Makuhari Messe, centro congressi previsto per l’evento, deve essere prenotato per la fine di Febbraio, è prevedibile un vertice degli organizzatori per decidere il da farsi per quella data. Molto probabilmente da questo incontro si saprà se potremo assistere al Tokyo 2009, oppure dovremo aspettare il 2011.

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