Villa d’Este: i grandi numeri delle auto d’epoca

Come dimostra il recente Concorso di Ville d’Este, l’auto d’epoca è una settore che tiene anche in questi tempi di crisi

Villa d'Este: i grandi numeri delle auto d'epoca

di Andrea Tomelleri

26 aprile 2010

Come dimostra il recente Concorso di Ville d’Este, l’auto d’epoca è una settore che tiene anche in questi tempi di crisi

Concluso ieri con successo e rilevanza mediatica, il Concorso d’eleganza di Villa d’Este ha confermato l’attuale momento di salute del settore delle auto d’epoca. C’è chi si avvicina a questo mondo per passione, chi per ritrovare il fascino artigianale oggi estinto sulle auto di grande serie, chi ancora per investimento.

La passione sicuramente rimane il motore principale, passione che spinge, ad esempio, a spendere dieci milioni di euro solo per assicurare i pezzi migliori della collezione. Si rumoreggia che questa cifra sia stata superata da più di una vettura presente a Villa d’Este quest’anno. Ma anche la passione che spinge a ricercare introvabili pezzi di ricambio o a farseli realizzare appositamente.

Un hobby per milionari, così è spesso definito – con un filo di polemica – il collezionismo d’epoca. Non è però sempre così: se è vero infatti che le auto più rappresentative vengono battute nelle aste di tutto il mondo a suon di milioni, si possono avere delle soddisfazioni anche con un budget ben più limitato, alla portata di molte tasche. Lo dimostra il successo della recente rassegna Fuoriserie, punto di incontro tra domanda ed offerta a tutti i livelli.[!BANNER]

In questi tempi di incertezza economica e finanziaria l’automobile d’epoca si rivela poi un perfetto bene rifugio, in grado di rivalutarsi adeguatamente nel giro di qualche anno. In più, c’è la possibilità di godersi l’acquisto, curarlo con attenzioni più o meno maniacali e partecipare a eventi e raduni dedicati come la Mille Miglia. Anche la corsa più bella del mondo, che partirà tra poco più di una settimana, registra un momento d’oro, come conferma il boom di iscrizioni.

Insomma, per l’automobilismo d’epoca si preannuncia decisamente una nuova giovinezza.