Como, Viterbo e Salento: tre itinerari da sogno

Dal Lago di Como alla scoperta dell'Italia centrale (Alto Lazio e Umbria meridionale), fino all'estremo sud-est della Penisola

Per questo fine settimana, che annuncia la primavera, abbiamo studiato tre possibili tour (uno al nord, uno al centro, e uno al sud Italia, per non far torto a nessuno) al volante dell'amata vettura.

Ancora una volta, un consiglio: lasciate perdere le autostrade. E le tensioni della settimana: godetevi uno o due giorni di relax.

Nord: su quel ramo del lago di Como

Famoso, famosissimo, ma non per questo da tralasciare. L'itinerario parte da Como, e si svolge seguendo il Lungolago in direzione nord verso Argegno. Qui, le località passano via veloci: si attraversa Colonno, Ossuccio, Lenno, Tremezzo, Griante. La strada risale, in pratica, la sponda sinistra del lago, e conduce a Menaggio.

D'obbligo, giunti qui, una visita al Parco di Villa Mylius Vigoni, che può anche essere un passatempo simpatico in attesa di prendere il "via" alla volta di un tour un po' più lungo rispetto al "banale" imbarco alla volta di Bellagio, che comunque si può sempre effettuare: si sbarca a Bellagio e si torna indietro. Oppure, come si diceva, si prosegue verso nord, in una tranquilla "traversata" lungo la sponda sinistra del lago. Per una notte romantica, consigliamo l'hotel Villa Cipressi.

Dongo, Gravedona, Gera Lario (dove, a poca distanza, c'è "la punta" del lago di Como) e, in direzione sud, per Colico, Orgiasca, Dorio, Dervio, Bellano e Varenna. Giunti qui, è consigliabile fermarsi per un paio d'ore, prima di ripartire alla volta dell'ultima "tappa", che attraversa Mandello del Lario e Abbadia Lariana e conduce a Lecco.

Dove mangiare: L'itinerario presentato offre un vastissimo assortimento di locali, per tutte le tasche: non c'è che l'imbrazzo della scelta. Ne citiamo uno. A Bellagio: ristorante "Alle darsene di Loppia" (nell'antica omonima frazione, prezzo dai 25 ai 50 euro in media).

Centro: il tour delle due regioni

Alto Lazio e Umbria: ecco una proposta per un itinerario che tocca due territori divisi da un confine di regione, ma sostanzialmente uniti nelle tradizioni, usi e costumi. Si tratta del Viterbese e della parte meridionale dell'Umbria, con vertice a Orvieto.

Un tour classico che permette di riscoprire uno dei territori più interessanti dell'Italia centrale. L'itinerario parte da Viterbo, capoluogo della Tuscia, che abbiamo scelto come "base" perché può essere benissimo utilizzata per una visita di mezza giornata, prima dell'inizio del "giro". D'obbligo una visita al Palazzo dei Papi, al Duomo e alla Chiesa di Santa Maria Nuova, risalente al 1080.

Lungo la Strada Statale 675 Umbro-Laziale si raggiunge Orte, dove si può effettuare una breve sosta. Oppure si può scegliere di proseguire, per circa 30 km, in direzione di Narni, dove la "pausa" può essere più lunga.

Il tour, a questo punto, prosegue per San Gemini, dove meritano una visita gli insediamenti romani di Carsulae (4 km a nord). L'itinerario, seguendo la Strada Statale 3bis Tiberina Terni-Ravenna, porta a Todi, che sceglieremmo come tappa finale, oppure come località intermedia prima di giungere a Orvieto.

Dove mangiare: Le occasioni per mangiare (bene) qui non mancano. A Viterbo ristorante "Al solito posto" (atmosfera simpatica e cucina tradizionale, prezzo 24 - 35 euro), ristorante "Antico Casale" (cucina tradizionale, prezzo 20 - 50 euro). A Orvieto, ristorante "Il Girarrosto del Buongustaio" (cucina tradizionale, prezzo 15 - 35 euro). Oppure vale la pena fermarsi a La locanda del lupo.

Un tour al Sud: Salento soleggiato

Un tour che somiglia a un circuito. Da Lecce a Lecce lungo 210 km che permettono, in questo inizio di primavera, di scoprire la Riserva naturale delle Cesine, Porto Badisco con la baia e la Grotta dei Cervi, Santa Cesarea Terme e le acque termali, l'Insenatura di Castro, la baia di Marina di Novaglie, le Grotte di Leuca e il Castello di Gallipoli.

Si parte dal capoluogo del Salento, e si punta verso sud. La Provinciale 366 costeggia il mare; le serre e gli ulivi tutto attorno. Una prima sosta si può fare alla riserva naturale delle Cesine, sita nel comune di Vernole: per arrivarci, si segue la litoranea 611 da San Cataldo a San Foca e le indicazioni per l'Oasi Wwf.

Per una sosta - magari con colazione o aperitivo - si può attendere l'arrivo a Otranto, la Porta d'Oriente. Una piccola sosta prima di assaporare il paesaggio che accompagna il turista fino a Santa Maria di Leuca.

Qui, si può effettuare una sosta, utile per sedersi a tavola e assaporare alcuni piatti tipici del territorio (ricci di mare, pappardelle al pomodoro e basilico, "pampasciuli", le cipolline selvatiche). Se non si deve guidare subito dopo, consigliabile accompagnare il pasto con un vino del Salento.

Nessun problema per eventuali pernottamenti: la zona è ricchissima di alberghi, agriturismo e bed & breakfast. La seconda parte del tour prevede il ritorno a Lecce attraverso Gallipoli, Sant'Isidoro, Porto Cesareo.

Dove mangiare: a Lecce: ristorante "Alle due Corti" (antica gastronomia salentina, prezzo 15 - 32 euro); Santa Cesarea Terme: ristorante "La Torre"; Otranto: ristorante Acmet Pascià (cucina tradizionale, prezzo 25 - 40 euro), agriturismo "Tenuta Sante Milano" (prodotti tipici).

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di Francesco Giorgi | 19 marzo 2010

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