Auto d'epoca: Alfa Romeo e Fiat protagoniste a Brema

Al "Bremen Classic Motorshow" in mostra Alfa 2000 Sportiva, Giulietta SZ Coda Tronca e Giulia SS, e la Fiat 8V con carrozzeria in vetroresina.

Alfa Romeo 2000 Sportiva 1954: la storia nelle immagini

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La grande storia italiana dell'auto torna protagonista. Il prossimo weekend, al "Bremen Classic Motorshow", rassegna interamente dedicata alle auto d'epoca che si svolgerà a Brema fino a domenica 8 febbraio, Alfa Romeo e Fiat saranno sotto i riflettori della kermesse con una rappresentanza di modelli "speciali" prodotti fra gli anni 50 e l'inizio degli anni 60 al Portello e al Lingotto, che faranno bella mostra di sé nella rassegna speciale "Eleganza Italiana" e che provengono dalle collezioni storiche Alfa Romeo e Fiat.

Si tratta, più nel dettaglio, della Alfa Romeo 2000 del 1954, della Giulietta SZ "Coda Tronca" del 1960, della Giulia SS (Sprint Speciale) del 1963 e della Fiat 8V del 1954: ciascuna di esse rappresenta, in una forma esclusiva, il periodo d'oro del design all'italiana; quello, cioè, che accanto alle progettazioni degli stilisti interni ai centri Stile delle case auto, vedeva realizzazioni a firma delle più importanti Carrozzerie: da Bertone a Ghia, da Vignale a Zagato.

La rassegna "Eleganza Italiana" al "Bremen Classic Motorshow" si apre con la Alfa Romeo 2000 Sportiva. La vettura venne disegnata nel 1954 da Franco Scaglione, destinato negli anni a venire a diventare uno dei più importanti stilisti dell'auto e che, all'epoca, fece scalpore con le avveniristiche "Bat" sviluppate su meccanica Alfa Romeo 1900. Il compito al quale fu indirizzato Scaglione era rivolto alla progettazione di una Gt, sempre a meccanica Alfa 1900, da impiegare nelle competizioni. Il progettista ideò due tipi di carrozzeria: una versione spider e la coupé a due posti che, in seguito, assunse il nome "2000 Sportiva". La vettura, caratterizzata dal telaio tubolare e dal "passo" accorciato, sospensioni posteriori a ponte De Dion e - innovazione per l'epoca - cambio a cinque rapporti, monta il motore 1900 adeguatamente messo a punto e dotato di nuove camere di combustione emisferiche, per una potenza che raggiunge 138 CV e una velocità massima di 220 km/h.

Accompagnata dall'inconfondibile design di Zagato (storico partner del "Biscione"), la Alfa Romeo Giulietta SZ "Coda Tronca" anticipa di qualche anno le soluzioni stilistiche e l'ardita aerodinamicità della celebre Giulia TZ. Non a caso, come quest'ultima, anche la Giulietta SZ "Coda Tronca" fu progettata per essere venduta ai gentleman driver e permettere di prendere parte alle competizioni nella categoria Gt fino a 1.300 cc. Realizzata sul telaio della precedente Giulietta Sprint Speciale, la SZ "Coda Tronca" (nome scelto per identificare la "coda di Kamm") venne prodotta in 30 esemplari, che si sommano alle 180 unità della SZ. Fra le peculiarità, da segnalare il peso ridotto (740 kg nella seconda serie, appunto la "Coda Tronca") che, insieme a un efficiente profilatura aerodinamica, permette alla Giulietta SZ "Coda Tronca" di raggiungere i 200 km/h, velocità sorprendente per un motore 1.3 aspirato.

La rassegna italiana al "Bremen Classic Motorshow" prosegue con la Alfa Romeo Giulia SS, o "Sprint Speciale", del 1963. Anch'essa progettata da Franco Scaglione per Bertone, deriva in linea retta dalla precedente Giulietta Sprint Speciale prodotta dal 1957 come versione "estrema" della leggendaria Giulietta Ti: già a quell'epoca, la SS, equipaggiata con il 1.3 bialbero dalla potenza portata a 100 CV, raggiungeva i 190 km/h, che arrivarono a 200 nel 1962, grazie all'adozione del nuovo 1.600 cc "ereditato" dalla nuova Giulia Ti. Per questa ragione, il nome cambiò da "Giulietta Sprint Speciale" a "Giulia Sprint Speciale".

Da Milano a Torino, sempre con le "versioni speciali" nel cuore. La quarta vettura esclusiva che viene portata al "Bremen Classic Motorshow" è un prototipo di Fiat 8V realizzato nel 1954 con l'allora innovativo impiego della vetroresina per la carrozzeria: una novità che, da una parte, permise di ottenere una carrozzeria particolarmente leggera (appena 48,5 kg) ma che, d'altro canto, segnò la conclusione della breve carriera dell'unica auto sportiva stradale con motore a otto cilindri realizzata da Fiat. La Fiat 8V, prodotta dal 1952 nel "Reparto Carrozzerie Speciali" di Fiat e caratterizzata dalla novità assoluta per Fiat delle sospensioni indipendenti, rappresentava in senso materiale l'obiettivo Fiat di conquistare quote di mercato nel segmento delle auto "alto di gamma". Sotto la guida di Dante Giacosa, venne scelto di realizzare ex novo un motore 2 litri, formato da due blocchi di quattro cilindri con un angolo di 70° su un basamento comune. La Fiat 8V venne realizzata in 114 esemplari nello stile sviluppato dallo stilista "interno" Fabio Luigi Rapi, più altri prodotti dalle migliori Carrozzerie (Ghia, Vignale e Zagato) e alle quali occorre sommare una cinquantina di Siata 208 destinate principalmente ai mercati di oltreoceano.

 

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di Francesco Giorgi | 05 febbraio 2015

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