Ad Auto e Moto d'Epoca la Lamborghini 350GT che fu di Ferruccio

Totalmente ricostruita da Touring che all'epoca ne curò lo stile, la 350GT fu usata da Ferruccio Lamborghini come banco di prova per il futuro.

Lamborghini ad Auto e Moto d'Epoca 2016

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Fra le particolarità di maggiore interesse che vengono esposte in questi giorni ad "Auto e Moto d'Epoca", la rassegna che al quartiere fieristico di Padova riunisce le auto storiche di grande prestigio unitamente a una notrita rappresentanza delle novità di mercato, la Carrozzeria Touring Superleggera espone la Lamborghini 350GT che appartenne a Ferruccio Lamborghini, fondatore dell'azienda di Sant'Agata Bolognese.

La presentazione della 350GT (esemplare del 1965: la vettura, primo modello costruito in serie da Lamborghini, venne prodotta dal 1964 al 1968 in 120 esemplari) coincide con le celebrazioni per i novant'anni dello storico atelier, creato nel 1926 da Felice Bianchi Anderloni e che, alla rassegna di Padova, presenta il libro "Carrozzeria Touring Superlegera", a cura di Giovanni Bianchi Anderloni, insieme a un'antologia delle realizzazioni Touring più significative.

La Lamborghini 350GT del 1965 esposta ad Auto e Moto d'Epoca 2016 è anch'essa protagonista di una storia singolare: Ferruccio Lamborghini la fece costruire e la impiegò ad uso personale per più di un anno. L'obiettivo dichiarato all'epoca era di provare la vettura in tutte le possibili condizioni di marcia, in modo da studiarne il comportamento sul lungo periodo e, al termine, apportarne eventuali migliorie in termini di comfort di guida ed affidabilità: evoluzioni di progetto che diedero vita ad un expertise risultato poi utile per la "erede" Lamborghini 400GT.

Banco di prova della 350GT di Ferruccio Lamborghini furono le strade nei dintorni di Sant'Agata Bolognese. In più, dal punto di vista meccanico, la vettura venne equipaggiata con l'unità 4 litri "progenitrice" del motore poi impiegato per la 400GT; un medesimo trattamento venne riservato a cambio, differenziale e albero di trasmissione, che vennero modificati sulla base delle indicazioni ricevute dal "patron" dell'allora giovanissima Lamborghini Automobili.

La 350GT di Auto e Moto d'Epoca 2016, contrassegnata dal numero di telaio 265, costruita fra settembre ed ottobre del 1965, dopo la "cura Ferruccio" venne venduta negli Stati Uniti a un proprietario che tentò una trasformazione con pezzi di altri modelli, per fortuna senza mai completare l'opera. L'attuale proprietario ricostruì la storia della "265" scoprendo che era l'auto personale di Ferruccio. Da quel momento decise che un'auto così importante sarebbe stata restaurata da Touring, là dove la carrozzeria originale era stata concepita e costruita.

La Lamborghini 350GT che fu di Ferruccio, e in questi giorni esposta ad Auto e Moto d'Epoca 2016, è stata riportata alle proprie condizioni di origine grazie all'intervento operato dagli artigiani del Dipartimento Classic di Touring Superleggera: "Con la 350 Lamborghini diede un impulso decisivo al nostro sviluppo e sono felice di poter ricambiare riportando alla luce il 'muletto' di Ferruccio proprio nel centenario della sua nascita e a novant'anni dalla fondazione di Touring", dichiara Piero Mancardi, amministratore delegato di Touring Superleggera.

Le operazioni di restauro della vettura hanno richiesto circa due anni, trascorsi nella completa ricostruzione della prestigiosa coupé di Sant'Agata Bolognese. "Il proprietario ci ha affidato la Lamborghini 350GT perché questa vettura ha un elevatissimo valore storico intrinseco - dichiara Andrea Dragoni, a capo del Dipartimento Classic e responsabile del progetto - La sfida sembrava impossibile, siccome ci siamo trovati di fronte a un esemplare abbandonato da anni, danneggiato in molte parti e con numerosi pezzi mancanti. È stata la nostra conoscenza del modello, oltre naturalmente alle capacità del nostro atelier, che ci ha permesso di arrivare al risultato".

Nel dettaglio, i lavori hanno comportato, inizialmente, il completo smontaggio e la rimozione della parte posteriore della 350GT, nonché il sezionamento della zona anteriore e l'eliminazione di tutte le parti di carrozzeria non originali e di quelle danneggiate. Una volta che la scocca era "a nudo", una sverniciatura con acqua ad alta pressione - simile alla sabbiatura ma più precisa e delicata - e la verifica della "quadratura" del telaio sul piano di riscontro hanno consentito agli artigiani del Dipartimento Classic di Touring Superleggera l'analisi delle reali condizioni dei pannelli carrozzeria.

In base a questo esame, Touring Superleggera ha scelto la ricostruzione delle strutture posteriori e superiori a sostentamento della scocca mancante e quelle dei cofani in alluminio. Il lavoro è poi proseguito con la ricostruzione completa della scocca, delle parti mobili, della componentistica e dell'impianto elettrico. Le tappe successive hanno previsto il restauro della selleria e degli interni in pelle, nonché la verniciatura nel colore originale. Infine il montaggio ed il collaudo estetico e funzionale.

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di Francesco Giorgi | 22 ottobre 2016

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