Hyundai: inside the WRC

Con la Casa coreana al Rally di Sardegna

Hyundai WRC Sardegna

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Il mondiale rally arriva in Italia, precisamente in Sardegna, e i bolidi sfrecciano sulle strade sterrate dell'isola a gran velocità, ci sono tutti: dal campione del mondo in carica Ogier con la Volkswagen Polo R WRC ai piloti Hyundai che sfidano il colosso di Wolfsburg con le i20 WRC.

Ci siamo mescolati ai tifosi ed ai piloti della Casa coreana per respirare, dal vivo, il mondo delle corse su strada, fatto di passione condivisa, coraggio e tanto, tanto lavoro da parte dei meccanici. L'atmosfera è quella delle grandi occasioni, non a caso si parla di un giro di circa 36 milioni di euro che entrano in Sardegna durante l'evento.

Non c'è tempo per seguire tutti i passaggi, così, è meglio concentrarsi su quelli più rappresentativi, dove si può cogliere l'essenza di questo sport. Quindi, arriviamo lungo le strade della prova che passa per Monti di Alà, e qui ci mischiamo ai supporters locali e a quelli arrivati da tutte le parti del mondo.

Gente colorata, entusiasta, ma soprattutto appassionata. Davide, un commissario di gara, che s'impegna in ogni modo per garantire la sicurezza, ci consiglia un posto sicuro, e quindi ci mettiamo pronti per assistere allo spettacolo.

L'arrivo della prima auto è sconvolgente, ne abbiamo visti di rally, ma il mondiale è un'altra cosa, e anche rispetto alle competizioni in pista, lo spettacolo è decisamente più adrenalinico. Certo, le Formula 1 sfrecciano a velocità "supersoniche", ma non c'è dubbio che i rallisti siano i cavalieri del rischio dell'era moderna.

Dalla nostra postazione possiamo vedere una esse in discesa, affrontata in controsterzo, facendo la barba ad alberi e lampioni, con una temerarietà che spaventa, poi un allungo da togliere il fiato, e via nel tratto misto, tra pendoli e controsterzi per la gioia di chi guarda. Davvero uno spettacolo, che è difficile da descrivere a parole, anche se bisogna coprirsi bene per via della polvere che arriva come in una tempesta nel deserto ad ogni passaggio, e della pioggia che ha spiazzato tutti, regalandoci una doccia fredda inattesa. Ma l'imprevisto fa parte del fascino del rally, anche se una pietra di grandi dimensioni che è passata a 30 cm dalle nostre teste, prima d'impattare un'auto parcheggiata nelle vicinanze, ha reso sin troppo l'idea di cosa vuole dire viaggiare a 200 km/h sullo sterrato.

Le Hyundai sono in gran forma e Neuville, comanda la classifica il primo giorno precedendo Latvala ed Ogier sulle Polo R WRC. Merito degli uomini del team, che a fine giornata, in 48 minuti, hanno letteralmente smontato le tre vetture coreane trovando la minima imperfezione, persino una penna che si era incastrata all'interno del portellone posteriore.

La domenica, mattina siamo pronti per assistere alle ultime fasi del rally, nello specifico al secondo passaggio presso Cala Flumini, e ormai ci sentiamo in famiglia, visto che la sera prima, cenando nella struttura Hyundai, siamo stati a tu per tu con i piloti e gli uomini del team, eroi che abbiamo potuto osservare nei momenti di quotidianità, quando, dopo una giornata a tutto gas, sfiorando ostacoli naturali e sfidando il pericolo, si sono concessi alla folla ed hanno continuato la serata, nella massima tranquillità, come se il ritmo pauroso tenuto sulle strade sarde fosse stato un esercizio poco impegnativo per corpo e mente.

Vederli tra di noi, ma soprattutto con i tifosi, sempre disponibili, gentili dopo ore passate alla guida, è la cartina al torna sole di quanto i rally siano un'altra cosa rispetto alla Formula 1, confinata in paddock dorati e accessibile solamente a pochissimi, fortunati, benestanti. L'ambiente del rally profondamente diverso, rispetto a quello asettico della massima formula e vedere Neuville, che nonostante la tensione della gara, parla con interesse alla folla, è un piacere per chi ama questo sport e per ogni appassionato di motori.

La mattinata domenicale scorre fluida, Neuville controlla agevolmente e porta a casa una vittoria strepitosa davanti allo squadrone Volkswagen che completa il podio con Latvala ed il campione del mondo Ogier, la festa si accende nel box Hyundai, con il pubblico che incorona il pilota belga re di Sardegna e la conseguente festa per il podio. Ma per noi, chiaramente, in maniera un po' egoistica è il lunedì la giornata che conta, quando abbiamo la possibilità di salire a fianco proprio di Neuville, sulle strade in cui ha trionfato il giorno prima.

L'adrenalina è tanta, forse anche troppa, e la notte penso a cosa mi aspetta, dopo aver visto i bolidi del WRC sfrecciare ad oltre 200 km/h sulle strade sterrate della Sardegna. Quindi, colazione leggera, niente caffè, non ce n'è bisogno, e tanto, tanto coraggio! La vera sorpresa arriva quando Hyundai i20 WRC (per l'occasione del giro di prova con i giornalisti è stata utilizzata quella a 3 porte dell'anno scorso) si presenta con il mio nome e cognome sotto a quello del pilota, quindi, per un attimo mi sento veramente come il compagno di sfide di Neuville. Il rito della vestizione è inevitabile, tutta casco, collare che blocca il collo, si sale in macchina come un navigatore vero, e dopo essere stato fissato come una mensola con il superAttack al sedile, mi collegano l'interfono e arriva, signorile, la voce di Neuville: mi da il benvenuto, in inglese, mi chiede se sono pronto, ed io provo a specificare che si tratta della mia prima volta su una WRC. Insomma, cerco di non essere spavaldo, di non sembrare il giornalista senza macchia e senza paura che finge tranquillità anche quando rischia un'extrasistole da fermo. Facciamo pochi metri e ci siamo: acceleratore a tavoletta e poi via sulla Strada Vicinale la Mela Granadda con le pietre che schizzano da tutte le parti, le strade che si restringono come una maglia lavata in acqua troppo calda e il cuore che pompa adrenalina mentre lo stomaco si restringe come quello di una modella a digiuno da 3 mesi. Nella mia vita non ho mai avuto un'esperienza automobilistica simile: la velocità, unita al modo in cui la vettura si muove in sovrasterzo, salta e schiva, grazie all'abilità sovraumana del pilota, muri a secco che si avvicinano come proiettili, rappresenta una componente fondamentale nei rally. Tutto avviene così rapidamente che non c'è posto per la paura, quella, semmai, arriverà dopo, ripensando a quel momento in cui la sospensione posteriore è andata a pacco su una buca che magari al passaggio prima non c'era, e che ha scomposto l'auto mettendola improvvisamente di traverso, proprio in corrispondenza di un albero.. E già perché è proprio in quei frangenti che capisci come la tua vita è nelle mani di un pilota che disegna le traiettorie come con la stessa precisione di un chirurgo e con la tranquillità di un pittore in relax in riva al mare. Dopo qualche curva in cui ho pensato che non si potesse andare più veloce di così, ecco che Neuville, dice qualche altra parola, interrompendo le mie esclamazioni che sono un misto tra urla isteriche ed frasi in inglese tese a manifestare sincera incredulità. La spiegazione che arriva dall'interfono è semplice quanto inquietante: "adesso arriva un tratto veloce", ed è proprio in quel momento che realizzi che non c'è niente di più incredibile di essere a bordo di una WRC con un campione che sa perfettamente cosa fare! Così, il momento diventa epico, e in pochi secondi accumulo una gamma di emozioni talmente forti che ci vorrebbero tre vite per riviverle, e altrettanto tempo forse non basterebbe per imparare a governare un'auto in maniera così impeccabile. Ancora qualche curva, qualche pendolo, che per Neuville è ordinaria amministrazione come timbrare un cartellino per un dipendente statale, ed ecco che con una giravolta di freno a mano si procede per rifare il percorso inverso. Prima però il pilota belga si assicura che stia bene, mi chiede impressioni a caldo e, capendo che ormai sono schiavo dell'adrenalina, riparte, ancora più forte, questa volta in discesa, e il mondo diventa improvvisamente ancora più caotico, rumoroso e veloce che mai. Forse in una centrifuga sarei rimasto più composto, ma questo è il mondiale rally, roba da duri, per gente che respira polvere e vola sul ghiaccio, ed essere in questo abitacolo, imbullonato al sedile con le pupille dilatate all'inverosimile, è un privilegio di cui porterò per sempre i segni nell'anima, e l'adrenalina è così forte che una volta sceso mi lancio in dichiarazioni che nemmeno un commentatore brasiliano alla vittoria della coppa del mondo di calcio per i verdeoro riuscirebbe ad eguagliare. Ora sono qui, con le dita che si muovono frenetiche sulla tastiera, cercando di stare dietro al ricordo bene impresso nella mente, ma niente, anche così Neuville è troppo veloce, non a caso è stato il re di Sardegna nello scorso weekend, e non a caso Hyundai farà di tutto per tenerselo stretto anche per la prossima stagione! 

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di Valerio Verdone | 15 giugno 2016

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