Citroen C3 Max: la prova in pista

Il marchio Citroen si è sempre contraddistinto per modelli particolari, spesso controcorrente e innovativi, come la Traction Avant, la 2CV e la DS.

Citroen C3 Max 2016: la prova in pista

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Sin dal 1919, anno di fondazione di Citroen, quella di rompere gli schemi era una tematica ricorrente e applicata in ogni campo, da quello del marketing (i più appassionati certamente ricorderanno la scritta a caratteri cubitali che campeggiava sulla torre Eiffel già nel 1925) a quello, ovviamente, tecnologico. Di soluzioni innovative ce ne sono state praticamente su ogni modello, e anche la carriera nel mondo del motorsport iniziò ben presto: la DS nel 1956 vinse il primo premio al rally di Montecarlo nella categoria "2 litri di cilindrata", e così via, nel corso dei decenni, si sono susseguite 5 vittorie al Rally Raid e ben 8 nel campionato mondiale di rally WRC, dal quale Citroen è uscita temporaneamente... ma avendo già annunciato il proprio ritorno nel 2017.

Negli ultimi due anni le forze si sono concentrate sul campionato WTCC - vinto sia nel 2014, sia nel 2015 con un notevole distacco. Essendo il campionato suddiviso in dodici gare in quattro continenti, l'auto cui dare visibilità è la world car C-Elysée (usata dalla squadra ufficiale e anche da tre piloti privati, fra cui il celeberrimo campione del mondo di rally Sebastien Loeb), poco nota da noi in Italia, ma venduta appunto in paesi come ad esempio la Cina, la Russia o il Brasile.

In attesa di vedere la nuova Citroen C3, di cui verranno diffuse le prime immagini il 29 giugno 2016 e di cui potremo vedere i primi esemplari nei saloni a novembre, è nata - sulla base di una normalissima C3 viola e su idea di Eugenio Franzetti, direttore competizioni di Citroen Italia - la C3 Max che abbiamo potuto provare sull'autodromo Tazio Nuvolari di Cervesina (PV), non lontano da Voghera.

Dopo esserci messi una tuta ignifuga e il casco integrale con l'interfono, di modo da sentire i preziosi consigli di Giorgio Francia, ex pilota DTM, vincitore di Formula 3 in Germania nel 1974 e anche ex pilota di F1, ci siamo calati a bordo di questa auto da pista preparata da ProCar. Qualche dato tecnico: 1.6 turbo da 300 CV e 400 Nm di coppia, cambio sequenziale a 6 rapporti, velocità massima da 210 a 255 km/h a seconda dei rapporti e 1000 kg di peso ne fanno un'auto nata per correre in pista, priva di Rollio (rispetto all'originale ha un roll-bar saldato, è più bassa di dieci centimetri e più larga di venti) e, con le gomme in temperatura, capace di percorrenze di curva che nessuno si immaginerebbe di poter percorrere... con una Citroen C3. La vettura ora partecipa, avendo un notevole successo, al CIT e al CITM, ovvero il Campionato Italiano Turismo normale e quello per gare in Montagna.

Oltre a questa versione estrema abbiamo potuto percorrere anche qualche giro su una C3 1.2 PureTech, il cui tre cilindri da 110 CV è tornato a essere motore dell'anno da pochi giorni; chiaramente si parla di un mezzo totalmente diverso, certamente più pratico nell'utilizzo quotidiano e più parco nei consumi, che però anche in un ambiente che non è affatto il suo si è difeso bene.

Oltre a questi due estremi abbiamo provato anche una sportiva di qualche decennio fa... più precisamente, una Visa Chrono. Nata come allestimento speciale della Visa nel 1980, ebbe un successo incredibile - tanto da vendere in poco tempo i 1000 esemplari destinati al mercato francese. Ne nacque una seconda versione, venduta in molti mercati europei, con un motore portato a 1360cc di cilindrata, con 80cv e con un peso dichiarato di 830 kg.

Guidare al giorno d'oggi auto di un'altra generazione è sempre molto divertente e ci fa capire quanti progressi siano stati fatti sotto un'infinità di punti - anche senza parlare di ABS, ESP eccetera, già solo come sterzo, freni e tenuta di strada. Ma proprio per questo motivo tornare indietro fa riscoprire come molte auto avessero un notevole carattere e riuscissero a divertire tanto, risultando addirittura sportive, pur avendo potenze che al giorno d'oggi appartengono giusto a qualche parca utilitaria cittadina (anche per colpa del peso, talvolta anche raddoppiato dopo tante generazioni).

Infine, per completare il quadro di cosa si può fare con una Citroen all'infuori dalle normali strade di tutti i giorni, ci siamo andati a infangare con la C4 AirCross, dotata di trazione integrale inseribile (con tanto di blocco del differenziale) e spinta da un 1.6 da 115CV, lievemente meno potente rispetto al solito, ma in compenso con una maggior coppia ai giri bassi, preziosa in off-road. Sia in salita, sia nel twist, sia nella ghiaia e nel fango siamo sempre riusciti a disimpegnarci senza alcun problema, talvolta anche rimanendo con la sola trazione anteriore - questo anche grazie alle preziose indicazioni date da istruttori con esperienza decennale.

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di Giorgio Dall'Olio | 09 giugno 2016

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