Alfa Romeo ad Amelia Island con la Brabham-Alfa BT45

Affiancata dalle 4C Coupé e Spider e dalla Giulia Quadrifoglio, la monoposto Brabham-Alfa del 1977 è presente al celebre Concordo d'Eleganza.

Brabham BT45 F1 1976-1977: la storia nelle immagini

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Alfa Romeo sulla passerella di uno dei Concorsi di Eleganza più famosi al mondo. E, come non spesso avviene, protagonista sarà una delle monoposto di F1 che hanno contribuito a costruire la storia della massima Formula.

I riflettori degli appassionati di auto storiche di grande prestigio sono rivolti sul Concorso d'Eleganza di Amelia Island (Florida), che si svolge questo fine settimana. L'evento, negli Usa secondo per importanza a Pebble Beach, giunge quest'anno alla 21esima edizione; è prevista un'affluenza di più di 30.000 visitatori, provenienti da mezzo mondo, che si raduneranno nell'area del Golf Club locale, dove si svolge la manifestazione.

Alfa Romeo è presente ad Amelia Island, per la seconda volta, con una propria rappresentanza di modelli storici e vetture di attuale produzione: una liaison fra passato e presente alla base della propria filosofia di marchio.

Il ruolo di capofila nella presenza di Alfa Romeo ad Amelia Island va alla Brabham BT45, monoposto che nel 1976 e nel 1977 venne impiegata nel Campionato mondiale di Formula 1. La vettura, progettata da Gordon Murray, oggi è ospitata nel rinnovato Museo Storico Alfa Romeo di Arese. La BT45 viene affiancata, al Concorso d'Eleganza di Amelia Island, da alcuni modelli di ultima generazione: la Alfa Romeo 4C, presente nelle versioni Coupé e Spider, e la attesissima Giulia Quadrifoglio.

La Brabham BT45 è una delle vetture in esposizione che fanno parte della categoria "Auto di Hans - Joachim Stuck": quest'anno, infatti, l'evento di Amelia Island realizza una retrospettiva sulla lunga carriera del pilota bavarese, nato nel 1951 e figlio di Hans Stuck, leggendario pilota delle Auto Union.

Sebbene di costruzione inglese, la Brabham BT45 rappresenta un momento importante nella storia sportiva di Alfa Romeo. Il marchio del Biscione veniva dalla conquista del Titolo mondiale Marche (1975, con la leggendaria 33 TT 12); Carlo Chiti, "numero uno" di Autodelta, decise di tornare in Formula 1, da dove Alfa Romeo era assente dalla fine del 1951.

Il ritorno di Alfa Romeo nella massima Formula fu graduale: in un primo momento come fornitore di motori; soltanto successivamente si sarebbe impegnata come Team "a tutto tondo". L'accordo con Bernie Ecclestone, allora proprietario di Brabham, si concretizzò anche grazie al sostanzioso appoggio di Martini. Unica differenza la livrea della monoposto: da bianca (con la tradizionale banda "Martini Racing") a rossa.

Il 12 cilindri Boxer 3.000 da 500 CV (lo stesso della 33 TT 12) venne scelto per equipaggiare la BT45, che da quel momento si chiamò Brabham - Alfa Romeo. Il promettente tecnico sudafricano Gordon Murray, poi destinato a una limpida carriera, ricevette l'incarico di costruire una vettura tutta nuova intorno al 12 cilindri Boxer Alfa, che si caratterizzava per un ridotto ingombro verticale.

I piloti scelti per portare in gara, nel 1976, la Brabham - Alfa BT45 furono Carlos Reutemann e Carlos Pace, ai quali si affiancarono sporadicamente l'australiano Larry Perkins e il tedesco Rolf Stommelen. In virtù di tre quarti posti (due con Pace, uno con Reutemann) conquistati quali risultati di maggiore rilievo, la stagione 1976 venne considerata "di preparazione" a un 1977 che Autodelta ed Ecclestone volevano decisamente più competitiva.

Per la nuova stagione di gare, venne approntata la BT45-B, evoluzione della precedente. E il nuovo Campionato iniziò nel migliore dei modi, con il secondo posto finale di Carlos Pace al GP di Argentina e la posizione di testa mantenuta dal nuovo compagno di squadra John Watson per una decina di giri.

Purtroppo, il team Brabham e la dirigenza Autodelta dovettero affrettarsi a cercare un nuovo pilota da affiancare a Watson: il brasiliano Carlos Pace era infatti scomparso improvvisamente a causa di un incidente aereo. La scelta ricadde su Hans - Joachim Stuck: il ruolino di marcia del driver bavarese riporta, al termine della stagione 1977, due terzi posti a Hockenheim e Zeltweg; per John Watson, resta da segnalare il secondo posto finale conquistato al GP di Francia che si svolse a Digione.

Il V12 3.0 Alfa Romeo venne impiegato, a bordo delle Brabham, anche nel 1978, con Niki Lauda quale prima guida e due vittorie (da ricordare quella al GP di Svezia di Anderstorp con la BT46 "Fan - car" equipaggiata con un'inedita ventola posteriore che aveva il compito di assicurare la massima aderenza del retrotreno), e nel 1979, con una monoposto meno competitiva della precedente. L'ingresso di Alfa Romeo in F1 quale costruttore totale (la "Alfa - Alfa" lungamente collaudata da Vittorio Brambilla e che debuttò al GP d'Italia 1979) pose le basi per la fine del rapporto con Brabham.

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di Francesco Giorgi | 11 marzo 2016

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