Fiat rinuncia al Motor Show

Con il "no" arrivato dal Lingotto agli organizzatori della kermesse bolognese l'evento rischia di sparire se le Case estere faranno lo stesso

La Fiat diserta il Motor Show di Bologna: una doccia fredda caduta mentre è ancora in svolgimento il Salone di Francoforte. E l'unica vetrina rimasta in Italia per il mondo dell'automobile rischia di "saltare".

Nei giorni scorsi (vale a dire all'inizio del Salone di Francoforte che si avvia alla conclusione) da più parti era stata espressa la possibilità che il Lingotto potesse dire "no" al Motor Show di Bologna; ma oggi la decisione  definitiva di abbandonare la kermesse felsinea è piombata come un macigno sulla Promotor, la società che organizza l'evento pre - natalizio.

E' chiaro che la decisione della Fiat rischia di condizionare la presenza di altri Costruttori, in special modo le rappresentanze dei Marchi esteri. Per loro, infatti, la partecipazione al Motor Show è condizionata dalla presenza del Lingotto; la situazione attuale, dunque, è che una parte dei Marchi che ancora non hanno preso una decisione possa optare per disertare, a sua volta, il Motor Show, come già si prevede per alcuni Gruppi, fra cui General Motors, BMW, Mini, Nissan e Renault.

Se questi Costruttori decidessero di non prendere parte al Motor Show e trascinassero con sé in questa decisione anche le restanti Case estere, il panorama dell'evento bolognese di Dicembre si farebbe desolante. E il suo futuro, di conseguenza, pesantemente incerto.

Le Case che hanno dato la propria adesione ufficiale (e non si vede perché debbano chiamarsi fuori all'ultimo momento), infatti, sono solo la Ferrari e la Maserati. Fiat, Lancia e Alfa Romeo hanno espresso il loro parere contrario alla partecipazione al Motor Show.

I motivi di questa decisione da parte del Lingotto (e condivisa da una parte dei Marchi esteri) sono, in prima battuta, economici: non a caso, la presenza del Gruppo Fiat al Motor Show era già stata incerta fino all'ultimo già nell'edizione del 2008; si preferisce, infatti, privilegiare alcuni Saloni, sacrificandone altri. La Fiat, infatti, non sarà presente al Salone di Tokyo: concentrerà la propria partecipazione, nel dopo - Francoforte, su Ginevra.

Il rischio, a questo punto, è di perdere anche il Motor Show, rimasto l'unica vetrina offerta dall'Italia  sul panorama mondiale dell'automobile dopo la fine del Salone di Torino, avvenuta nel 2002.

E si prospettano due mesi delicati. Potrebbe darsi, infatti, che la decisione del Gruppo torinese di disertare il Motor Show venga fatta pesare nella delicata trattativa in corso per il rinnovo degli ecoincentivi.

Ci si aspetta, dunque, un intervento del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e del Presidente del Gruppo Fiat Luca Cordero di Montezemolo, quest'ultimo - incidentalmente - ex presidente dell'Ente Fiera di Bologna e originario del capoluogo felsineo.

D'altro canto, i tempi non sono felici nemmeno per il Motor Show: l'edizione di quest'anno, che sarebbe la numero 34, si prospetta magra. La Promotor, che organizza la kermesse, ha deciso di tornare alla veste originaria dell'evento di Dicembre. Per evitare che cali il sipario sul Motor Show (possibilità ache si verificherebbe se le Case automobilistiche estere disertassero al manifestazione) sono infatti in cantiere più gare e appuntamenti di carattere sportivo, spazi espositivi uguali per tutti e a costo zero, proponendo la formula del biglietto d'ingresso a 24 euro comprensivo di tutto: entrata, servizio ristorazione e altre offerte.

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di Francesco Giorgi | 24 settembre 2009

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