Peugeot: la storia prende vita al Museo di Sochaux

A bordo di alcune auto storiche che hanno reso celebre il marchio del Leone.

Museo Peugeot Sochaux

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A Sochaux, una città Peugeot a tutti gli effetti, per via della dell'impianto produttivo della Casa transalpina, troviamo anche il Museo dedicato, che ha aperto i battenti nel luglio del 1988 e annovera i modelli che hanno fatto la storia del marchio.

Si va dalle prime auto, quelle pioneristiche, tanto per intenderci, come la Vis-à-Vis, la prima vettura con motore a benzina realizzata dai fratelli Peugeot, ai modelli degli anni '80, tra le quali non poteva mancare una raggiante 205 GTI.

Ma il viaggio è di quelli veri, e ripercorre tutta la storia dell'automobile: è interessante notare come l'evoluzione passi da vetture-carrozza, attraversi la fase dello stile fluido e delle carrozzerie in acciaio, con modelli mozzafiato come l'Eclipse, la coupé-cabriolet che inventò il genere, ed arrivi alla produzione di grande serie realizzati a partire dagli anni '50.

Le auto delle epoche successive poi, sono quelle a noi più familiari, ma non per questo meno importanti per quanto riguarda le innovazioni e l'evoluzione stilistiche e tecniche della Casa del Leone. Ovviamente, non potevano mancare i prototipi e le vetture che hanno trionfato nei rally, a Le Mans e che hanno corso in F1.

L'aspetto più interessante però, in occasione della nostra visita, è stato quello di rivedere in movimento alcune vetture storiche Peugeot, salirci a bordo, e, in qualche caso, anche guidarle per qualche chilometro. Viaggiare a bordo della 402 Limousine, famosa all'epoca per la sua Aerodinamica ed il telaio a trave centrale, ascoltare il suo vitale 4 cilindri  da 1991 cm3 e 55 CV, e vedere operare il cambio elettromagnetico, è stata un'autentica magia, condita da un suggestivo effetto retrò.

Ancora più eclatante è stata la sensazione di viaggiare nel tempo, quando si è presentata l'occasione di salire sulla 601 C Berline con il tipico cofano allungato per ospitare il 6 cilindri  in linea di 2.148 cm3, capace all'epoca, di erogare già 60 CV. Vedere uno dei responsabili di queste auto eccezionali districarsi nella scalata durante la marcia in discesa per ridurre la velocità è stato illuminante sulle difficoltà che dovevano incontrare i guidatori dell'epoca. Inoltre, scendere con le portiere posteriori che si aprivano in avanti per favorire l'accessibilità, ha messo in luce, ancora una volta la comodità di queste vetture, evidentemente dedicate ad un pubblico di nicchia decisamente facoltoso.

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di Valerio Verdone | 29 ottobre 2014

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