Si inaugura il NAIAS 2009

Fortemente “elettrico” il primo Salone internazionale del 2009: per andare oltre

Si è da poco inaugurato il Salone di Detroit, giunto alla 21ma edizione a livello internazionale (2 anni fa fu festeggiato il 100° anniversario) che sarà aperto al pubblico dal 17 al 25 gennaio. Alla Cobo Hall della capitale del Michigan sono attesi circa 700 mila visitatori, sulla falsariga delle edizioni precedenti, nonostante la drammatica crisi che ha colpito l'industria auto americana.

Pesa l'assenza già annunciata ufficialmente di alcuni importanti Costruttori come Porsche (che manca già da due anni), Ferrari, Mitsubishi, Suzuki, Land Rover, Nissan e Rolls-Royce, mentre Honda e Chrysler non hanno organizzato le classiche conferenze stampa ufficiali e hanno incontrato i giornalisti in modo informale.

Per le migliaia di appassionati che affolleranno le strutture del North American International Auto Show non mancano però le anteprime mondiali (oltre a quelle nordamericane), più numerose rispetto all'edizione precedente. Tra modelli di serie e concept cars sono infatti esposte oltre trenta novità assolute e gli organizzatori della rassegna hanno inoltre allestito un'area speciale riservata ai veicoli a basse emissioni inquinanti, ibridi o elettrici ad impatto zero. D'altronde, questa è la strada che dovranno percorrere le Big Three locali per uscire dalle sabbie mobili della crisi, una strategia indicata chiaramente dal Governo USA in cambio degli aiuti già garantiti a General Motors e Chrysler e promessi anche per Ford qualora quest'ultima dovesse richiederli.

Ibrido, più che idrogeno

Dopo il "buco" dell'idrogeno l'auto riscopre l'elettricità, esigenza che era partita proprio dalla California. Dopo una prima corsa a questa fonte alternativa e i miliardi spesi solo in prototipi per esibizioni, aggiunti alla mancanza di una rete distributiva, ci si è resi conto che la strada era difficilmente percorribile, e ora di idrogeno si parla sempre meno (forse dal 2020) e si ritorna all'elettrico che si era arenato una decina di anni fa, portato avanti solo dalla Toyota con il motore ibrido (elettrico più termico).

Il fatto è che molte case (come BMW) avevano puntato sull'idrogeno con l'illusione che in meno di dieci anni si potessero realizzare una rete di infrastrutture. Il problema infatti non riguarda i motori, ma l'intera catena dell'idrogeno, dalla produzione allo stoccaggio a bordo.

La svolta comunque che ha segnato il ritorno dell'auto elettrica è stata la presentazione, al Salone di Tokyo 2007, di una nuova generazione di batterie capaci di occupare uno spazio ridotto e garantire maggiore economia. Così, a questo tipo di motorizzazione hanno affidato il loro rilancio le tre grandi americane. Rilancio che comunque non potrà essere in tempi brevi.

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