Renault: la Clio R.S. Trophy sfida la Clio R3T

Con le sportive Renault sulle strade del rally del Casentino.

Renault Clio R.S.Trophy al rally del Casentino

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La Renault è sempre stata legata al mondo delle competizioni, con modelli stradali che hanno ottenuto diversi successi nelle corse, come l'Alpine A110, o la R5 Turbo, vetture ancora oggi cariche di fascino, e che hanno lasciato il testimone alla Clio, nelle varianti R.S. Trophy ed R3T.

Si tratta di due sportive diverse, destinate ad utilizzi differenti, ma unite nell'anima. La prima, attualmente in corsa nel Clio R3T European Trophy e nei campionati nazionali, si basa sulla Clio R.S. 200 EDC 1.6 sovralimentata, dalla quale si differenzia per un motore potenziato fino a 242 CV e capace di ben 48 kgm di coppia disponibili a 3.200 giri/min. Grande lavoro è stato effettuato dagli uomini Renault per ridurre il peso a 1.080 kg, mentre le normative di sicurezza hanno arricchito la Clio da rally con il roll-bar saldato. Completa il quadro tecnico il cambio sequenziale Sadev ST82-17 a 6 rapporti con differenziale ZF autobloccante e sistema di sgancio rapido.

La seconda invece, rappresenta un upgrade della Clio R.S. che conosciamo, viene prodotta in serie numerata, e vanta 20 CV di potenza in più, per un totale di 220 CV. Inoltre, può contare su 280 Nm di coppia e su un Cambio a doppia frizione più rapido del 30%. Ma non è tutto, per offrire sensazioni di guida da prima della classe, la Clio Trophy è stata dotata di un telaio rinforzato e ribassato, e calza pneumatici Michelin Pilot Super Sport dalla misura 205/40 su cerchi da 18 pollici.

La nuova tinta della carrozzeria BE STYLE "Blanchimont", il volante in pelle goffrata, i sedili sportivi in pelle riscaldati con poggiatesta integrati e la distintiva scritta "Trophy" sulla lama anteriore, sulle modanature laterali e sul battitacco numerato, rappresentano ulteriori elementi distintivi di questa versione.

Le abbiamo provate entrambe sulle strade del rally del Casentino, nei pressi di Bibbiena (AR), viaggiando a fianco dell'attuale leader del Trofeo Clio R3T Produzione, Ivan Ferrarotti, con la vettura da corsa, e guidando il modello stradale.

Nel primo caso abbiamo dovuto dribblare la gabbia del roll-bar, prima di trovare posto nel sedile destinato al navigatore e, trovato l'abbraccio delle cinture da competizione, siamo partiti per una prova speciale, nel senso letterale del termine. Oltre 240 CV su una piccola dal peso contenuto si fanno sentire, il soffio del turbo induce le gomme a divorare la strada in vista delle curve, mentre l'assetto da competizione svela ogni imperfezione dell'asfalto. Bisogna avere fiducia, lasciarsi andare alla velocità nonostante il pensiero vada all'assenza di vie di fuga. Per la prima volta comprendiamo a pieno le difficoltà del ruolo del navigatore, seduto molto più in basso rispetto al pilota e con poche possibilità di vedere la strada. Non abbiamo note da leggere e questo rende l'esperienza ancora più suggestiva, perché la vettura da competizione è molto più cattiva della Clio R.S. che conoscevamo. Nonostante i numerosi solchi in cui vanno ad infilarsi le ruote per sfruttare tutta la strada e anche la terra che la circonda, l'utilitaria da corsa francese rimane stabile e, per utilizzare al meglio l'erogazione del turbo, il pilota sale di rapporto senza sfruttare tutto l'allungo come si farebbe di norma con un aspirato. L'auto sta facendo passi da gigante nello sviluppo, ma è già in grado di essere protagonista nelle corse su strada e di assecondare le esigenze di un pilota esperto come Ferrarotti.

Salire a bordo della Clio R.S. Trophy è stato più semplice: è bastato aprire lo sportello e indossare la cintura di sicurezza di uno sgargiante colore rosso. La sorpresa però è arrivata nel momento in cui il Direttore di Renault Sport, Josep Ferrer, che ha militato per diversi anni nel mondo dei rally, soprattutto in Spagna, come navigatore, si è seduto a fianco a noi per dettarci le note in questo test che si è svolto su una strada chiusa al pubblico.

Ebbene, con le indicazioni scandite ad un ritmo incalzante, le traiettorie sono apparse di colpo più semplici, anche se avevamo visionato il percorso una volta sola, e la strada è diventata amica. Così, tra un tornante e l'altro, abbiamo avuto modo di apprezzare la rapidità del cambio, più veloce rispetto a quello della R.S. che conoscevamo, la solidità dell'avantreno, e la vivacità del retrotreno: sia nei repentini cambi di direzione che in fase di frenata. Come la sorella da corsa, la Clio più sportiva della gamma si è dimostrata un'arma efficace sul misto e l'avantreno, pur senza avere il differenziale autobloccante, ci ha consentito di seguire le traiettorie impostate senza alleggerire il gas. Purtroppo, il cartello di fine prova ha decretato la fine dei giochi, lasciandoci a riflettere su quanto possa essere efficace questa Clio R.S. Trophy anche su un percorso riservato alle auto da rally: tagli, pietre e sconnessioni non l'hanno scalfita, e così abbiamo concluso l'esperienza con una derapata, ovviamente su strada chiusa, tanto per vivere fino in fondo l'atmosfera dei rally dove la Renault coltiva giovani talenti oltre a quelli che sforna nelle competizioni in pista.

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di Valerio Verdone | 21 luglio 2015

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