Citroen C3 Max: emozioni da pista

Abbiamo provato la C3 Max da 250 CV con gomme slick e aerodinamica da gara.

Citroen C3 Max: la prova in pista

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Mettere tuta, casco e guanti per sedersi al volante di una Citroen C3, quando il sole picchia forte e il termometro fa segnare temperature superiori ai 30°, può sembrare un'operazione eccessiva, e invece rientra nella norma se la piccola in questione è la velocissima C3 Max, la versione da gara che corre nel CITE, acronimo di Campionato Italiano Turismo Endurance.

Bisogna intrufolarsi nel groviglio di tubi realizzato dalla Procar Motorsport di Pistoia, che ha curato il progetto, trovare la posizione di guida ideale e poi stringere le cinture da corsa. Dopo questa procedura c'è da capire come far partire la vettura, quali pulsanti spingere sul volante e far finta di essere un pilota, mentre cerchi di uscire con apparente tranquillità dal box della pista ASCT di Vairano di Vidigulfo (PV).

La frizione stacca in alto, forse troppo, e il motore 1.6 THP, lo stesso della Peugeot RCZ Cup portato a 250 CV, ma in procinto di raggiungere i 270 CV, si fa sentire, senza filtri. Capisci che, nonostante le apparenze, non è una C3 con tanto di carrozzeria allargata e motore pompato, è qualcosa di più, un'auto da corsa vera e propria, con tanto di Ammortizzatori Ohlins utilizzati sulla Citroen del WTCC,  gomme Avon e cambio Sadev a 6 marce con comandi al volante. Un mostro da poco più di 1.000 kg con un'ala posteriore che farebbe invidia ad una Ferrari 458 GT2 ed uno splitter che grida battaglia.

Basta una curva per capire che la belva è pronta a mordere l'asfalto: per trovare la traiettoria ideale bisogna spingere sui freni AP Racing come se non ci fosse un domani, senza ritegno, mentre lo sterzo duro e puro indirizza questa sorta di proiettile compatto sul cordolo! E' adrenalina pura, roba che ti riporta in lampo all'asilo, quando giocavi a fare il pilota con degli improvvisati brum brum dal suono improbabile.

L'eccitazione si mescola alla voglia di scoprire quanta tenuta offrono le gomme Avon, rigorosamente Slick, ma un copilota che corre davvero, ti urla nell'interfono che è meglio calmare i bollenti spiriti. Il tono è serio, deciso, e capisci che non ha tanta voglia di scherzare. Così, riprendi a seguire le traiettorie, ascolti i suggerimenti, ma poi ci ricaschi: quelle cambiate ti spezzano la schiena, ti fanno sussultare l'anima e non puoi resistere al richiamo di una staccata a limite..

Quindi, con il display digitale che mescola numeri impazziti, tiri addirittura la quarta, ti affidi alla presa delle Avon, sperando che siano meglio della ragnatela di Spiderman e poi via, con tutta la forza che hai nella gamba destra, la sinistra è per i piloti veri, ti raccomandi alle pinze dei freni AP Racing a 4 pistoni anteriori e 2 posteriori! E' proprio in quei frangenti che scopri quanto la C3 Max sia propedeutica, grazie a delle reazioni composte e progressive, che consentono anche ad un neofita delle auto da competizione di gestire una situazione complicata.

I giri passano veloci, i cordoli sono sempre più segnati, e il caldo toglie il respiro, altro che afa di città, sembra di essere nella foresta pluviale con 50 gradi all'ombra! Quindi, raccogli le ultime energie, come un maratoneta, sai che non puoi concederti distrazioni, e affronti le ultime curve nel frastuono generale, cercando di capire cosa dice il copilota, che nel frattempo ha mollato la presa, e ti ha accordato una fiducia che non riporresti nemmeno nel tuo parente più caro.

Dopo 3 giri in cui sei passato attraverso un kaleidoscopio di emozioni, torni al box, ti liberi dalla gabbia, dal casco, e poi ti ritrovi a descrivere le infinite sensazioni come un pilota vero. Per un attimo ci credi, poi ti svegli dal sogno e capisci che è merito della C3 Max, un'auto incredibile con cui entrare dalla porta principale nel mondo delle competizioni.

A fianco della piccola da gara del Double Chevron, gli uomini di Citroen Italia hanno portato a Vairano una vera chicca per gli appassionati, la mitica Visa Chrono, una della seconda serie, realizzata in 1.650 esemplari, con i colori delle nazioni in cui venivano vendute. Non abbiamo resistito alla tentazione di salirci a bordo per rivivere le emozioni di una bomba anni '80. Certo, abbiamo guidato con rispetto, ma il motore da 1.360 cc con ben 93 CV si è dimostrato all'altezza della situazione e anche in pista la Visa ha fatto una gran bella figura. Chiaramente, di controlli elettronici neanche a parlarne, così come di ABS e servosterzo, per una guida dal fascino primordiale. E' stato interessante fare un salto nel tempo e scoprire quanto la Citroen fosse legata alle vetture sportive anche nel passato.

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di Valerio Verdone | 09 luglio 2015

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