Renault Sport: in pista con la gamma da strada e da gara

Sul circuito di Monza al volante della gamma sportiva Renault.

Gamma Renault Sport in prova a Monza

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Monza, in una calda giornata estiva le porte dell'autodromo più desiderato in Italia si sono aperte per farci sperimentare il livello di evoluzione tecnica raggiunto da Renault in 115 anni di presenza nel campo della competizione automobilistica.

A rappresentare il lato agonistico della Losanga la potentissima ed incantevole RS 01, una vettura estremamente bella quanto efficace, con i suoi 550 CV del propulsore 3.8 litri biturbo Nismo preso in prestito dalla Nissan GT-R e opportunamente adeguato all'uso prettamente agonistico e un telaio in Carbonio che le permette di avere un peso di soli 1120 Kg, la vettura è capace di raggiungere agevolmente i 300 km orari,  catapultando pilota e passeggero in un esperienza di guida senza eguali, fatta di sensazioni forti, accelerazioni estreme e tanta adrenalina. Molto più vicina alle nostre possibilità e a completa disposizione per una diretta esperienza di guida che non ci siamo di certo fatti scappare, la versione da corsa di Clio, la RS Cup della passata stagione dotata di motore aspirato e cambio sequenziale.

A disposizione per dei giri di pista da passeggero anche la Clio IV RS Cup, la nuova edizione impegnata in quei giorni nell'omonimo trofeo sul circuito Lombardo. Dotata  di motore turbo  e nuovo cambio  con paddle al volante, è stata utilizzata quale introduzione  alla nuovissima Clio RS 220 EDC Trophy, che insieme alla Megane Rs 265 Cv rappresentano attualmente il top della gamma sportiva da strada messoci a disposizione. In un angolo dei box, ma anche direttamente in pista con l'assordante quanto entusiasmante presenza dei suoi due scarichi liberi la Eurocup Megane V6 Trophy.

Un'altra perla della sportività Renault in pista per dispensare emozioni  già dal 2009.  Con Megan RS, una nostra vecchia conoscenza ho iniziato a saggiare il percorso, memore dell'ottimo feeling instaurato con l'auto durante la passata prova su strada e pista avvenuta anche sul tortuoso tracciato del circuito di Viterbo. Stessa vettura, pur se sottoposta a restyling, ma sensazioni diverse. Sull'autostrada monzese, questa la definizione fatta da uno dei piloti durante i minuti di briefing precedenti alla prova, i 265 cv a disposizione ci hanno permesso di raggiungere elevate velocità di punta, quasi 220 Km/h in staccata prima della chicane, situazione in cui  il comportamento dinamico della vettura usata con il cuore in gola con l'uso e estremo di freni e assetto,  ha messo in luce le reali differenze tra una vettura fatta per correre e una sportiva da strada.

Frenata più lunga commisurata alle esigenze di un uso stradale, assetto rigido ma non estremo come avremmo voluto avere sul tracciato della prova, regolazioni di convergenza e camber non ottimizzati per il tracciato, nonché pneumatici stradali molto distanti dalle scarpe da corsa che avremmo utilizzato di li a poco ci hanno mostrato subito la radicale differenza tra agonismo da strada e Motorsport.  Paragoni estremi a parte la vettura si è comportata molto bene come previsto, deliziandoci con le classiche ruote fumanti in uscita curva, con la sua proverbiale capacità di disegnare le traiettorie nelle parti più lente, e con la immancabile propensione all'allungo nei permissivi rettilinei di questa pista.

Con la nuova Clio 220 EDC TROPHY,  le differenze di comportamento si sono subito fatte notare. Tanto per iniziare il cambio EDC evoluto con i paddle al volante si presta maggiormente ad assecondare l'utilizzo estremo. Non staccare le mani dal volante significa molto in termini di prontezza e precisione di guida quando si fa sul serio. Abituarsi poi a questo sistema è un'altra cosa che va considerata e di certo non bastano poche decine di chilometri per sfruttare al meglio tutte le potenzialità che la vettura esprime. Più leggera e maneggevole della sorella maggiore Megàne, l'esemplare in prova presentato in uno splendido bianco opaco con cerchi diamantati, fa parte di una serie numerata di vetture disponibili sul mercato Italia dal 4 Giugno. Le differenze di questa serie speciale sono incentrate sull'assetto più rigido, sulla robustezza del telaio aumentata, sulle prestazioni di un motore che ora ha gli stessi cavalli della Clio CUP, 220, e sulla riduzione del 30% dei tempi di cambiata. Guidarla su pista, con al fianco le fondamentali indicazioni dei piloti impegnati nel trofeo Clio Cup, ha contribuito a migliorare le traiettorie e aumentare le velocità di percorrenza avvicinando i nostri limiti a quelli dei piloti professionisti impegnati nel trofeo. Con un assetto sufficientemente rigido per questa esperienza estrema di guida, una frenata al limite priva di scomponimenti, una trazione piena e vigorosa in uscita di curva e  uno sterzo abbastanza rapido e preciso, la piccola Clio non ci ha fatto minimamente rimpiangere i 265 Cv a disposizione della Megane Rs.

Lasciati da parte i comodi sedili in pelle e l'aria condizionata degli abitacoli di serie ho voluto concludere l'esperienza monzese guidando la Clio Cup. Salire a bordo scavalcando il roll bar a gabbia per guadagnare un posto in prima fila nella storia sportiva Renault implica patimenti e contorsionismi, soprattutto se non si è magri e bassi di statura. Una volta incastonati nel sedile da corsa e ben stretti dalle cinture a cinque punti l'esperienza può avere inizio, fra il cupo rombo del motore e la iniziale difficoltà ad abituarsi alla risposta della frizione da competizione. Prima, seconda, terza! Le cambiate si susseguono come rapide stoccate senza sollevare il pedale dal gas e senza utilizzare la frizione. Frenata brusca, scaliamo una marcia  e siamo subito sulla prima variante da dove la vettura esce rapida e riprende la sua corsa in un allungo poderoso a gas spalancato, scandito solo dal rumore metallico delle velocissime cambiate che fanno salire la nostra emozione di pari passo con la velocità raggiunta.  Seconda variante, prima curva a destra, seconda curva a destra, allungo senza sentire il passaggio alla veloce curva del serraglio e poi di nuovo spinta poderosa sul freno sotto il cartello dei 200 metri, siamo in piena  variante Ascari, dalla quale usciamo velocissimi per affrontare il rettilineo che porta alla parabolica. Frenata, inserimento, punto di corda e traiettoria ad allargare progressivamente ci portano a passare il traguardo in molto meno tempo rispetto alle vetture di serie, e ricomincia la giostra!  Guidare in pista una vettura sportiva con assetto estremo, camber ottimizzato, pneumatici slick, freni da competizione e soprattutto l'ufficialità di un reparto corse alle spalle è stata un esperienza esaltante e formativa. Grazie alla Clio Cup e alle sue evoluzioni siamo stati capaci di comprendere molto meglio il livello di sviluppo sopraffino e i compromessi per rendere adeguate ad ogni tipologia di utilizzo  le vetture di serie della gamma sportiva di Renault.

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di Yves D'Alessandro | 07 luglio 2015

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