Crisi: per Ferrari e Ducati stop a Wrooom

Costi troppo alti. “Wrooom” 2014 – tradizionale kermesse sportivo – mondana di Madonna di Campiglio animata da Ferrari e Ducati, è stata cancellata.

Crisi: per Ferrari e Ducati stop a Wrooom

di Francesco Giorgi

02 agosto 2013

Costi troppo alti. “Wrooom” 2014 – tradizionale kermesse sportivo – mondana di Madonna di Campiglio animata da Ferrari e Ducati, è stata cancellata.

Niente più discese di sci, esibizioni su ghiaccio con kart e modelli di tendenza per il Gruppo (Fiat 500, Fiat Panda e Freemont, ma anche sfide incrociate a bordo di Ferrari FF; per non parlare delle classiche anticipazioni sportive rilasciate dai team principal): per Philip Morris – che per inciso è anche sponsor di Ferrari e Ducati – la crisi dei consumi si fa sentire.

Wrooom“, passerella invernale motorsport, è stata per lunghi anni un evento mondano molto seguito dagli appassionati. Ma l’anno prossimo la cornice dolomitica di Madonna di Campiglio dovrà fare a meno della kermesse organizzata da Philip Morris, che dopo 23 edizioni sarà cancellata. La tradizionale rassegna di gennaio, animata dai team Ferrari (per la F1) e Ducati (per Superbike e MotoGP), nel 2014 non si svolgerà.

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L’annuncio è stato dato, nelle scorse ore, da Maurizio Arrivabene, vice presidente di Marlboro Global Communication & Promotion. Una dichiarazione che trova piena conferma nei riflessi sulla situazione economica globale: “A causa della congiuntura economica negativa, siamo costretti ad annullare ‘Wrooom’ 2014 – indica una nota della società, riportata da Asapress – In questo periodo di crisi, i costi dell’evento non sono più sostenibili; di conseguenza dobbiamo cancellare ‘Wrooom’ dalle nostre attività 2014″.

Una situazione negativa che, grazie a una più massiccia presenza  in medio oriente e al consolidamento delle vendite in Europa e Usa, non sembra affatto toccare Ferrari. Proprio ieri è stato infatti reso noto il risultato economico dei primi 6 mesi 2013 per Maranello. Più nel dettaglio, l’utile della gestione ordinaria è aumentato, al 30 giugno, del 22% (176 milioni di euro), e l’utile netto è cresciuto del 20% (116,2 milioni). Segno “più” anche per i ricavi, in crescita del 7,1% con 1 miliardo e 177 milioni.