Citroen: nasce una serie speciale della 2CV

È stata ideata trent'anni fa ma presentata oggi una serie speciale, la Soleil, della storica utilitaria Citroën.

Citroen: nasce una serie speciale della 2CV

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A distanza di oltre venticinque anni dall'ultima 2CV uscita dagli stabilimenti Citroën, prodotta dal 1948 al 1990. L'idea iniziale di costruire quest'auto, inizialmente denominata TPV, un acronimo francese che sta per "auto molto piccola", venne a Pierre-Jules Boulanger, che in quegli anni era stato chiamato per riportare in attivo i bilanci Citroën e durante una (meritata) vacanza in campagna si accorse come nessuno dei contadini fosse motorizzato. Semplice il motivo: troppo care e troppo poco robuste le automobili dell'epoca.

Fu così che spiegò esplicitamente al vulcanico André Lefebvre, padre anche della Traction Avant e della DS, per dare vita a un'auto che costasse come un paio di equini e ne svolgesse anche il compito: "voglio quattro ruote sotto ad un ombrello, capaci di trasportare una coppia di contadini, cinquanta chili di patate ed un paniere di uova attraverso un campo arato. Senza rompere un uovo". 250 furono i prototipi creati, praticamente tutti volutamente distrutti per evitare che il progetto finisse nelle mani dei nazisti che occuparono la Francia durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale.

Una volta sconfitto il nemico, il progetto ritornò in voga e nel giro di pochi anni cominciò il successo durato oltre mezzo secolo - per un totale di cinque milioni di esemplari prodotti - dell'utilitaria francese, che grazie alla collaborazione con l'artista Serge Gevin venne declinata anche in numerose versioni speciali che ancora oggi ogni tanto ci capita di incrociare per strada. Oltre alla più ricercata 2CV Spot certamente ricorderemo tutti la versione Charleston, principalmente venduta nella classica combinazione di colori nera e bordeaux, ma disponibile anche in due tonalità di grigio o un giallo/nero.

Ma una 2CV particolare, forse la preferita da Serge Gevin, venne ideata sempre in quegli anni ma non vide mai la luce, neppure a livello di prototipo: voleva essere una versione che omaggiasse il mare, i grandi spazi, la gioia di vivere in libertà - insomma, tutto ciò che nella sua semplicità riusciva a incarnare la "deuche". Così, nel mese di febbraio, è nata l'idea di (ri)costruirne una, partendo da un esemplare estremamente vissuto - ma con targhe originali italiane del suo anno di nascita, il 1982. Grazie alla collaborazione con Serge Gevin e l'Atelier 2CV di Bareggio (MI), il cui titolare Guido Wilhelm è uno dei massimi esperti di 2CV, è stato possibile restaurare una 2CV Spot, poi trasformata in Charleston ed estremamente malmessa, facendole finalmente vedere la luce del Soleil.

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di Giorgio Dall'Olio | 12 maggio 2015

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