La Formula 1 diventa ecologica

Accumulare energia eolica e solare per i Gran Premi di Formula 1. E' un'idea italiana che è stata presentata oggi a Ecclestone

Nel mondo dell'auto il concetto di ecologia sta avanzando a larghi passi, e molto si sta facendo, specie nelle formule minori, per cercare di abbattere le emissioni inquinanti. Nella stessa Formula 1, che del motorismo sportivo è la bandiera più nota, si cerca di lanciare questo messaggio.

E' ormai consolidato il programma promosso dalla FIA di piantare migliaia di alberi in zone particolari considerate a rischio per ogni gara disputata. Tra l'altro, già da tempo, la benzina utilizzata dalle monoposto contiene il 5,75% di biocarburante, e questa percentuale dovrà aumentare in futuro.

Diverse squadre hanno preso iniziative in questo senso. Ricordiamo la Honda che la stagione scorsa rinunciò alle classiche scritte degli sponsor per dipingere le vetture in verde con la scritta "earthdreams" sul mappamondo. La stessa scelta del Kers, col concetto del recupero di energia, va in questa direzione.

Ora, in Malesia, si parla ancora di ecologia. E il progetto, presentato a Bernie Ecclestone, proviene dalla mente fervida di un ravennate, Valerio Maioli, titolare di una grossa azienda specializzata in impiantistica, che iniziò la sua collaborazione prima con l'Autodromo di Imola ed ha in seguito realizzato l'impianto di illuminazione a giorno della pista di Singapore.

Il piano proposto da Maioli si chiama MSGP che sta per Motor Sport Green Power e consiste in questo: l'immagazzinamento di energia ecologica da trasferire agli organizzatori dei Gran Premi, e questa energia proverrebbe da sistemi eolici, pannelli solari, dall'acqua e anche con osmosi.

Proprio a Singapore si sta studiando un impianto che sia in grado di garantire l'erogazione di tutti i servizi, oltre alle luci per la pista anche per i box, garages, tribune e sale per gli ospiti per i quattro giorni del GP unicamente con la luce del sole. Pare che bastino 6 ore al giorno per 40 giorni per immagazzinare l'energia necessaria.

E non sarà necessario costruire impianti in tutte le nazioni, perchè il trasferimento al giorno d'oggi è semplice e possibile anche a lunghe distanze. Importante è che si tratti di corrente alternativa, pulita e a costi ridotti, in modo di rispettare l'ambiente. Pare che questo programma, dopo l'avviamento, verrà allargato a Germania e Spagna, agli Emirati Arabi, a Giappone e Australia per provvedere al rifornimento energetico per tutti i GP del campionato. Se son rose, fioriranno...

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di Leopoldo Canetoli | 03 aprile 2009

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