Riciclare i paraurti secondo Mazda

Un componente problematico da riciclare. Così la Casa giapponese ha sviluppato il primo sistema al mondo di riciclaggio dei paraurti

Riciclare i paraurti secondo Mazda

di Francesco Giorgi

01 aprile 2009

Un componente problematico da riciclare. Così la Casa giapponese ha sviluppato il primo sistema al mondo di riciclaggio dei paraurti

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Dal vecchio al nuovo. Dai paraurti montati su vetture giunte alla fine del loro ciclo vitale agli elementi che andranno ad equipaggiare le auto in uscita dalle catene di montaggio.

Questa è la nuova filosofia della Mazda nel riciclo dei componenti. Prima Casa automobilistica al mondo, la Marca giapponese aggiunge alla sua linea produttiva un sistema di riciclaggio totale dei paraurti delle vetture destinate alla demolizione, per riconvertirli pari pari in nuovi paraurti da montare sulle sue vetture in uscita dalle linee di montaggio.

E la novità è che non sarà più necessario stare attenti alla composizione di ciascun paraurti (la cui percentuale di polipropilene e le proprietà delle vernici fissanti possono essere differenti, da modello a modello e a seconda del periodo di fabbricazione).

La tecnologia di riciclaggio sviluppata dai tecnici giapponesi permette, infatti, di accorpare tutti i paraurti, a prescindere dalla quantità e qualità di “plastica” utilizzata.

Il sistema, ideato dalla Mazda in collaborazione con la Satake Corporation (azienda che si occupa della produzione di macchinari industrali) inizia con lo stoccaggio dei paraurti all’interno di contenitori simili a quelli utilizzati per la separazione degli anticrittogamici dai grani dei cereali, separa i pezzi metallici indesiderati e tratta i paraurti con un potente getto d’aria.

Il macchinario, in un secondo tempo, elimina ogni traccia di vernice dai paraurti, attraverso un sensore che avverte quanta forza utilizzare a seconda dell’unità da trattare, senza surriscaldare il paraurti e consegnandolo alle linee di riciclaggio.