Volkswagen I.D. R Pikes Peak: i segreti di propulsione

Due unità elettriche da 680 CV alimentate da batterie agli ioni di litio; sistema di recupero dell’energia, freni brake-by-wire e acceleratore e-gas: il concentrato hi-tech “sotto” la VW pronta per la Pikes Peak.

Volkswagen I.D. R Pikes Peak: i segreti di propulsione

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di Francesco Giorgi

13 giugno 2018

Per Volkswagen, il futuro della propria strategia all’insegna dei nuovi sistemi di propulsione elettrificata è, più che “dietro l’angolo”, una realtà. Dal punto di vista industriale, ciò si concretizzerà attraverso il progressivo “lancio” commerciale della lineup I.D., attesa sul mercato a partire dal 2020 (primo atto dell’offensiva “zero emission” di Wolfsburg sarà, fra due anni, la “compatta”, Vokswagen I.D.; a questa faranno seguito, successivamente, il minibus I.D. Buzz che recentemente è stato dichiarato “erede concettuale” del Maggiolino, il SUV I.D. Crozz e la berlina di alta gamma I.D. Vizzion esposta al Salone di Ginevra 2018).

La gamma a zero emissioni VW viene, nel frattempo, anticipata da una ghiotta anteprima: il prototipo  I.D. R Pikes Peak che, fra dieci giorni esatti e con l’esperto driver di Alès Romain Dumas, scenderà in lizza nelle montagne del Colorado con l’obiettivo di conquistare la vittoria all’edizione 2018 della Pikes Peak, e quindi “strappare” il primato nella catoria auto elettriche al prototipo e0PP100 del neozelandese Rhys Millen, che riportò il successo nel 2016.

Già anticipata, in tempoi recenti, attraverso una serie di dettagli che riguardavano la pareticolarissima conformazione aerodinamica, che i vertici della Divisione Design di Wolfsburg indicano quale concreta base nel programma di sviluppo dei futuri modelli elettrici di Wolfsburg, VW I.D. R Pikes Peak porta in dote una “primizia” che gli stessi “piani alti” del colosso tedesco interpretano come epocale: “Stiamo aprendo nuovi orizzonti con la I.D. R Pikes Peak: per la prima volta la Volkswagen parteciperà a una competizione con un’auto totalmente elettrica”, commenta François-Xavier Demaison, direttore tecnico di Vokswagen Motorsport (reparto guidato da Sven Smeets) che ha curato la preparazione del prototipo atteso al via della “Race to the Clouds” nel weekend del 24 giugno.

Tecnicamente, il powertrain di Vokswagen I.D. R Pikes Peak si avvale di una coppia di motori elettrici high performance, ciascuno dei quali collocato in corrispondenza del relativo assale; alimentati da due moduli di batterie agli ioni di litio interconnessi ed integrati – sistemati, per evidenti motivi di baricentro e tenuta di strada, a destra ed a sinistra dell’abitacolo -, i due motori elettrici di VW I.D. R Pikes Peak sviluppano una potenza di sistema nell’ordine di 680 CV. Da segnalare, fra le peculiarità hi-tech sviluppate dai tecnici Volkswagen, la presenza di un sistema di rigenerazione dell’energia (fino al 20% di quella necessaria alla salita di 19,99 km) fornito dai motori stessi nelle fasi di frenata. Con questo processo di recupero energetico, le batterie ricevono ulteriore carica. Il dispositivo di recupero dell’energia avviene insieme ad un impianto frenante a tecnologia brake-by-wire (a comando digitale è anche la risposta dell’acceleratore e-gas): “L’interazione tra frenata meccanica e rigenerativa è controllata da sistemi elettronici impercettibili per il guidatore”, spiega Marc-Christian Bertram, responsabile Elettronica e Impianto Elettrico in Volkswagen Motorsport.

Di rilievo, indicano i tecnici di Wolfsburg, lo studio delle batterie, che in un’auto da competizione necessitano di particolari requisiti relativamente ai cablaggi e all’isolamento: lo sviluppo sugli accumulatori è stato condotto insieme alle Divisioni e-mobility di Wolfsburg e del Centro di Pre-produzione (VSC) di Brunswick: “Per prima cosa, abbiamo fatto prove con celle e moduli singoli delle batterie – spiega Demaison – In questo senso, ci è stata di grande aiuto la vasta esperienza VW nelle tecnologie ad alto voltaggio”. Dal punto di vista regolamentare, il compito dei tecnici Volkswagen Motorsport è consistito non soltanto nell’adeguarsi alle normative di sicurezza FIA in vigore nella Formula E e nei prototipi ad alimentazione ibrida che prendono parte alle competizioni Endurance, ma anche nel basarsi sui test previsti per la normale produzione: “Nel corso dello sviluppo del nostro sistema di batterie, abbiamo utilizzato le rigorose procedure di test della produzione in serie”, comunica lo stesso Marc-Christian Bertram.