Microlino: l’iconica Isetta ritorna e diventa elettrica

Frutto di una joint venture fra la Micro Mobility Systems e l’italiana Tazzari, il quadriciclo elettrico Microlino sarà in vendita nel terzo trimestre 2018 a circa 12.000 euro.

Microlino: l'iconica Isetta ritorna e diventa elettrica

di Francesco Giorgi

30 gennaio 2018

A volte ritornano: e se la nuova filosofia della mobilità sostenibile si abbina ad una immagine innegabilmente rétro, il risultato può essere di una anticonformista simpatia. La pensano così, del resto, gli oltre quattromila potenziali clienti che, in meno di due anni, hanno prenotato un esemplare ciascuno di “Microlino”, microcar elettrica realizzata dalla company svizzera Micro Mobility Systems a perfetta immagine e somiglianza con la storica Isetta, la minuscola (e a suo modo rivoluzionaria) automobilina da città monocilindrica a pistone sdoppiato che suscitò un certo scalpore nell’Italia degli anni 50. Forse, a quell’epoca i tempi non erano maturi per garantire il successo ad un veicolo talmente semplice ed innovativo come concezione. Almeno in Italia: in Germania, al contrario, la Isetta fabbricata da Bmw su licenza conobbe un discreto apprezzamento.

Ed è da una terra di lingua germanica, nello specifico da Küsnacht, località del cantone Zurigo, che la mai dimenticata Isetta sta per conoscere una seconda vita. Non più nella tradizionale propulsione a due tempi, ma in una ben più moderna – ed attualizzata, considerate le strategie di elettrificazione messe in atto dai big player del comparto automotive – motorizzazione 100% elettrica.

Ovviamente cambia il nome: da Isetta si chiama Microlino. E in queste ore se ne conosce il periodo di messa in commercio: la simpatica citycar Microlino debutterà sul mercato all’inizio della prossima estate. Già fissati, peraltro, anche i prezzi, che partiranno da circa 12.000 euro.

In Italia – la nazione che nel 1953 vide le prime Isetta muoversi su strada – Microlino si farà attendere un po’. I programmi di lancio commerciale della “Isetta elettrica del 21esimo secolo”, per la quale alle circa 500 ordinazioni ricevute in occasione della première al Salone di Ginevra 2016 se ne sarebbero aggiunte ulteriori 4.000, prevedono in una prima fase di consegne la priorità a nuovi clienti in Svizzera e Germania (ciò per evidenti motivi di maggiore semplicità logistica).

Gli italiani interessati, in ogni caso, non resteranno a bocca asciutta. E qui c’è la seconda notizia di rilievo. Il progetto Microlino vede la presenza in joint venture, al 50% con l’azienda svizzera, della imolese Tazzari, factory specializzata nella produzione di microcar elettriche (ricordate la simpatica Zero?). Sarà proprio la company fondata da Erik Tazzari ad effettuarne la produzione, che avverrà negli stabilimenti imolesi di Tazzari Group. “Per i mercati più lontani stiamo selezionando insieme a Micro Mobility i partners licenziatari per assemblaggio e vendita in esclusiva nei rispettivi territori e mercati”, rivela lo stesso Erik Tazzari. È quindi possibile attendersi l’arrivo di Microlino in Italia in una fase immediatamente successiva al suo ingresso in terra svizzera e tedesca.

Per le peculiarità portate in dote, il quadriciclo Microlino potrebbe rivelarsi un valido competitor nei confronti di Renault Twizy (qui la nostra prova su strada), rispetto alla quale mette in evidenza un design esterno altrettanto personale ma ben più rivolto ad uno stile vintage oggi tanto di moda (e c’è da aspettarsi che sarà così ancora per un bel po’) e un abitacolo (chiuso) con due posti affiancati. Un po’ meno “motociclistico”, dunque.

È peraltro la commistione fra “antico” e “moderno” a suscitare l’interesse intorno a Microlino: essenzialmente molto simile alla storica Isetta frutto della “matita” di Ermenegildo Preti e Pierluigi Raggi, seppure adeguatamente attualizzata in alcuni particolari, la forma del corpo vettura di Microlino riprende alcuni degli atout della “baby di Bresso” di sessant’anni fa. A cominciare dalla porta di ingresso all’abitacolo, che oggi come allora rimane collocata nella zona frontale del veicolo e, aprendola in senso laterale, si spostano anche strumentazione e volante: il piantone di sterzo è collegato all’avantreno per mezzo di un giunto che ne consente la necessaria manovrabilità nei movimenti di apertura e chiusura del “portellone anteriore”. Specularmente, nella zona posteriore del veicolo c’è un secondo portellone, apribile non di lato come la porta di accesso all’abitacolo, ma con le “normali” cerniere poste in alto: un accessorio utile per riporvi oggetti e bagagli fino ad un volume di 300 litri (in alternativa, sarà possibile utilizzare lo spazio dietro i sedili anteriori per collocarvi due strapuntini e trasportare fino a due bambini oltre ai due adulti “davanti”).

Il design esterno (le misure decisamente “minimal” sono di 2,43 m di lunghezza per 1,5 m di larghezza e 1,46 m di altezza), affidato allo studio di progettazione Designwerk (il quale ha mantenuto anche gran parte dei dettagli della “antica” Iso Isetta, compresi i finestrini laterali ad apertura scorrevole, il tetto apribile – che qui assolve anche ad un utile compito di uscita di emergenza – e i due “occhi” esterni come proiettori) si abbina alla concezione del progetto tecnico, sviluppata da Micro Mobility Systems – l’azienda svizzera fondata da Wim Ouboter, oggi coadiuvato dai figli Oliver e Merlin, nacque nel 1999 con l’obiettivo di produrre veicoli eco friendly per la mobilità intermodale, su tutti i monopattini elettrici – in collaborazione con l’Università di Scienze applicate di Zurigo. Il primo esemplare di Microlino, realizzato tra la fine dell’estate e l’inverno 2015-2016, venne fabbricato in Cina ed esposto due anni fa al Salone di Ginevra.

Queste le caratteristiche tecniche: Microlino, dal peso (batterie escluse) di 450 kg, viene equipaggiato con un’unità elettrica da 15 kW di potenza ed una coppia massima nell’ordine di 110 Nm, alimentata da accumulatori LiFePo4 (litio-ferro fosfato) da 8 kWh di capacità, in grado di assicurare alla microcar italo-svizzera un’autonomia massima nell’ordine di 120 km (un ciclo di ricarica all’80% viene effettuato in un tempo variabile fra un’ora e quattro ore, in funzione del tipo di sorgente utilizzata per il “rifornimento” di energia). È comunque già previsto l’equipaggiamento con una batteria di maggiore capacità (14,4 kWh) che aumenterebbe la percorrenza con un ciclo completo di carica fino a circa 200 km. La velocità massima di Microlino sarà autolimitata a 90 km/h.