Le “eco” auto cinesi pronte per gli Usa

Forse entro fine 2010, la Byd commercializzerà negli Usa l’elettrica E6, prima auto cinese a circolare sulle strade a stelle e strisce

Le "eco" auto cinesi pronte per gli Usa

di Andrea Barbieri Carones

28 aprile 2010

Forse entro fine 2010, la Byd commercializzerà negli Usa l’elettrica E6, prima auto cinese a circolare sulle strade a stelle e strisce

Dopo i ristoranti e le magliette sportive, ecco le auto: con un minivan tutto elettrico, il mondo automobilistico cinese delle quattro ruote si appresta a sbarcare negli Stati Uniti sancendo un momento importante nella storia automobilistica a stelle e strisce. La prima azienda, infatti, potrebbe essere la cinese Byd che fra i suoi soci vanta il miliardario statunitense Warren Buffet e che punta a commercializzare la sua E6 a cinque posti già dalla fine del 2010 sulle strade della California, mercato più vicino all’estremo Oriente sia dal punto di vista geografico sia grazie alle corpose comunità cinesi che ci vivono.

La E6, 4 metri e mezzo di lunghezza con autonomia di 330 km e velocità massima di 160 km/h, è stata presentata in questi giorni al salone dell’auto di Pechino ed è solo il primo in ordine di tempo di una serie di altri veicoli a emissioni zero che i costruttori cinesi stanno assemblando e alimentati praticamente con ogni possibile fonte energetica oggi esistente: dalle batterie, ai piccoli pannelli fotovoltaici alle mini turbine eoliche.[!BANNER]

“Le aziende vogliono investire perché sanno che è un’area in cui possono essere competitivi” spiega Liu Lixi, analista auto della compagnia di assicurazioni di Shanghai, Northeast Securities. Intanto costruttori come Byd, Chery e Geely si sono già messi al lavoro grazie anche al fatto che il governo ha annunciato di aver intenzione di promuovere la tecnologia cinese con sgravi fiscali e altri incentivi simili a quelli offerti negli Usa, in Giappone e in Europa.

Il possibile sbarco di Byd con la E6 rappresenta una svolta storica dato che molti altre Case ci avevano provato ma senza successo. Il motivo era sempre lo stesso: i veicoli non rispettavano gli standard di emissioni Usa. Nel caso della E6 tutto lascia presagire che gli unici ostacoli potrebbero essere i crash test. Ma un portavoce del costruttore afferma che il gruppo sta lavorando anche su questo punto.