Usa: le auto elettriche "fai da te" sono realtà

Un po' di fantasia e di manualità. E una vecchia auto da qualche manciata di dollari viene riconvertita a emissioni zero. Tutto fatto in casa

Auto elettriche fai da te

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Le Case costruttrici di tutto il mondo condensano i propri sforzi tecnici nello sviluppo di vetture a emissioni zero. Il risultato? Da una parte, alcuni automobilisti hanno già pianificato l'acquisto di una "elettrica". Dall'altra, ingegnosi personaggi che il "salto" lo hanno già compiuto, si sono realizzati la propria auto elettrica con il classico principio del "fai da te".

In Italia, il fenomeno della "quattro ruote fatta in casa", che sia a motore termico o elettrico, non ha mai attecchito. Ma all'estero (soprattutto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti) è una pratica comune. Ecco, quindi, una curiosa carrellata di vetture a emissioni zero "a stelle e strisce", realizzate sulla base di auto a benzina e trasformate in elettriche.

La multicarico

Una Mazda pick-up del 1988, che il 16enne Andrew Angelloti ha convertito in elettrica con una spesa di 6.000 dollari, di cui 3.800 rimborsati dal governo dell'Illinois per incentivare l'alimentazione alternativa. La vettura, alimentata con una batteria convenzionale, raggiunge una velocità di 55 miglia (circa 90 km/h) e un'autonomia che sfiora i 70 km.

La coupé di marca

Due studenti della Purdue University (Indiana), Jim Danielson e Sean Kleinshmidt, si sono procurati per 500 dollari una Porsche 924S col motore 2.5 fuso e hanno sostituito il propulsore con una unità prelevata da un muletto industriale, alimentata con una "vecchia" (come concezione) batteria agli acidi, che però è in grado di spingere la Porsche a 90 km/h e di mantenere un'autonomia di 80 km con una singola ricarica.

La supersportiva di taglio vintage

Se il mercato non offre una "elettrica" vicina ai propri gusti, l'unica soluzione è costruirsene una. E' quanto ha pensato l'ingegnere informatico Raul Atkinson, che ha realizzato la Raptor. Si tratta di una replica, in kit, della Shelby Daytona, mossa da un motore elettrico trifase AC alimentato da batterie al nichel. La vettura, che raggiunge una velocità massima dichiarata di 100 miglia (161 km/h) presenta un'autonomia di circa 130 km e arriva a 100 km/h con partenza da fermo in 8 secondi.

La tranquilla berlina old style

La Ford Escort di famiglia dal demolitore? Assolutamente no. Il 17enne Andrew Loader ha preso il motore e le batterie di un vecchio muletto (a quanto pare, sono richiesti!) e ha ottenuto un veicolo che, sebbene lontano dalle prestazioni delle più recenti "emissioni zero", permette di viaggiare per una ventina di km a 65 km/h. Ed è costato poche centinaia di dollari (il prezzo del gruppo propulsore del muletto). Niente male per un teen ager.

La spider che viaggia al litio

La Honda S2000 è stata sviluppata dalla Casa come auto eco-efficiente. Ma si poteva fare di più. Ecco una S2000 alimentata da un motore elettrico, che può operare fra 72 e 144V, e ricevere energia da batterie al litio da 160 Ah sistemate fra il vano motore e il bagagliaio.

La spaziosa berlina giapponese

L'attuale proprietario, Gavin Shoebridge, ha pagato 180 dollari questa Mitsubishi Tredia del 1987. Eliminato l'originario 2 litri a benzina, nel vano motore è stato installato un propulsore elettrico Curtis Advanced DC FB1-4001A da 100 CV. Alimentato da batterie convenzionali, spinge la datata berlina dei Tre diamanti a 130 km/h, permette una autonomia di circa 70 km e un'accelerazione da 0 a 100 in 10 secondi.

L'indistruttibile Maggiolino

Si chiama "Lightning Bug": un piccolo capolavoro, perché abbina alla trasmissione elettrica una livrea "a tema" (colorazione bordeaux metallizzato a effetto... elettrico, e la rappresentazione grafica di un "ponte elettrico" sul cofano anteriore). E l'eterno Maggiolino diventa a emissioni zero. Lo ha costruito Dave Kling, residente nel Michigan, di professione costruttore di parti di ricambio aftermarket per kart da golf. L'alimentazione del Maggiolino elettrico permette alla Volkswagen, alimentata da batterie al litio, di raggiungere una velocità di 115 km/h e di mantenere un'autonomia di 165 km con una ricarica.

La Neon del pensionato

"Elettrica" anche nel nome, la Dodge Neon (che, con il marchio Chrysler, negli anni '90 veniva importata anche in Italia) a emissioni zero è stata realizzata da Michael Bonard, un ingegnere elettronico in pensione. Il motore sviluppa una potenza di 80 CV e viene alimentato da 12 batterie convenzionali, che garantiscono una autonomia di circa 50 km dopo 10 ore di ricarica.

Il pick-up costruito da un 16 enne

Il pick-up elettrico costruito dal più giovane ingegnere in erba della Terra. Merito del 16enne Deitrich Ludwig di Monclova, Ohio, che l'elettrificazione della Chevrolet S10 se l'è fatta da sé, con un motore elettrico da carrello elevatore (con relative batterie).

Sognando la California

Da noi conosciuta come Volkswagen 1600, negli Stati Uniti comunemente chiamata Squareback (letteralmente "coda squadrata"), è una VW del 1969 riconvertita in veicolo a emissioni zero dal Project Green Machine. Anche per questa vettura, il motore è di origine industriale, e viene alimentato da un gruppo di batterie agli acidi.

L'auto per il tragitto "casa-ufficio"

Sessanta km con una ricarica. Quanto basta per coprire il tragitto quotidiano casa-ufficio e ritorno. Ed è sufficiente una ricarica di sei ore. Il progetto è stato realizzato da un gruppo di appassionati di Burlington, che hanno eliminato il motore da una Saturn del 1994 e, dopo una spesa di 10.000 dollari, hanno ottenuto una vettura che, alimentata da normali batterie, permette una velocità di 105 km/h.

La British (electric) invasion

Sarà questa la nuova frontiera delle auto d'epoca? Un gruppo di studenti di Ingegneria dell'Università del Sud Carolina ha riconvertito una MGB del 1972 (l'ultima serie con i paraurti cromati, per intenderci), in auto elettrica. Il motore è stato sostituito con una unità a emissioni zero alimentata da comuni batterie che, nel prossimo futuro, saranno a loro volta sostituite con degli elementi al litio per migliorare la velocità massima e l'autonomia della spider.

La Cabrio al litio

Si chiamano batterie LiFePO4 (accumulatori al litio-ferro fosfato), sviluppate negli ultimi anni dall'Università del Texas. Sono gli accumulatori che alimentano (in misura di 45 elementi) il motore elettrico di questa Ford Capri Cabrio del 1990, il cui proprietario - e "ingegnere fai da te" - assicura che copre un'autonomia di 80 km, per una spesa di meno di un dollaro e mezzo per ogni ricarica.

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di Francesco Giorgi | 15 aprile 2010

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