Auto elettriche? "Non ne sappiamo nulla"

Troppe concessionarie non hanno ancora dettagli sui tempi di arrivo e prezzi di vendita delle numerose auto elettriche presentate dalle Case

"Auto elettrica? Non ne sappiamo nulla". Questa affermazione laconica non arriva da un contadino di qualche valle alpina ma da alcuni concessionari auto di Milano, interrogati da alcuni potenziali clienti su come e quando poter ordinare una delle emissioni zero di cui tanto si continua a parlare sugli organi di stampa di mezzo mondo. Una cosa avvilente. In realtà, il concessionario medio è sì informatissimo sui nuovi modelli senza benzina ma non ha ricevuto delucidazioni dalla casa madre sui tempi di entrata in commercio di tali veicoli e sui loro prezzi.

Ma pare che la cosa riguardi un po' tutti i modelli delle Case costruttrici: dalla Nissan Leaf, prevista per il 2011, alla Opel Ampera, presentata a Ginevra meno di 2 mesi fa e commercializzazione prevista per fine anno.

Lo stesso per il prodotto di Renault-Nissan o di Citroën: si conoscono tutti i dettagli relativi a prestazioni e optional ma non si sa quando arrivi né quanto costi come se tra gli annunci ufficiali delle Case e le informazioni degli "avamposti" sul campo costituiti dai concessionari ci fosse carenza di comunicazioni.

Oltreoceano, almeno per la Leaf, le informazioni sono più certe: è già prenotabile in rete al prezzo ufficiale di 32.780 dollari, pari a 24.600 euro, centesimo più o centesimo meno.

E allora? Contrordine: la C-Zero della Citroën arriverà insieme alla slitta di Babbo Natale, anche se non si sa nulla del prezzo né delle modalità di alimentazione e ricarica, cosa che non si può improvvisare in pochi giorni ma occorre studiare e organizzare per tempo. Ma questo non riguarda solo le Case ma anche le autorità pubbliche. I concessionari Peugeot sono pronti per la iOn? Si sa solo che avrà un'autonomia di 130 km e che sarà acquistabile entro il 2011. Il prezzo? Non si sa. E dato che ormai si sta veleggiando verso il mese di maggio, il 2011 è già dietro l'angolo.

A questo punto sorge il "leggerissimo sospetto" che quello dell'auto elettrica sia un modo per i costruttori di farsi pubblicità e di usufruire dei contributi che l'Unione europea e i singoli Stati si apprestano a dare.

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di Andrea Barbieri Carones | 15 aprile 2010

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