Altro che colonnine, l’asfalto darà la carica

Ricercatori sudcoreani hanno sperimentato un sistema di strade dotate di magneti che permettono di ricaricare le auto elettriche

Altro che colonnine, l'asfalto darà la carica

di Andrea Barbieri Carones

11 marzo 2010

Ricercatori sudcoreani hanno sperimentato un sistema di strade dotate di magneti che permettono di ricaricare le auto elettriche

Un gruppo di ricercatori sudcoreani del Korea Advanced Institute of Science and Technology ha sviluppato una nuova tecnologia per alimentare i motori delle auto elettriche: si tratta “solo” di inserire sotto l’asfalto delle strade dei componenti magnetici che per induzione caricano i veicoli in transito. In pratica, avvicinando due elementi magnetici aviene il trasferimento di energia.

Si tratta naturalmente di un esperimento, che però un domani potrebbe essere utilizzato su larga scala. Oggi è stato studiato per accrescere l’autonomia dei veicoli elettrici, riducendo l’ingombro delle batterie e utilizzando il principio di alcuni spazzolini da denti elettrici, per la cui ricarica non serve il contatto con la fonte di energia.

Il progetto si basa sull’impiego di strisce di materiale magnetico situate qualche centimetro sotto il manto stradale, che si collegano con dispositivi situati sotto l’auto. Quest’ultima riceve così una serie di microcariche che alla lunga riempiono il “serbatoio” di energia.[!BANNER]

In realtà questo sistema era già stato studiato da alcuni costruttori di auto elettriche, ma abbandonato perchè considerato inefficiente oltre che troppo costoso: 255.000 euro per chilometro di strada sembrano francamente troppi.

Gli scienziati coreani, però, sostengono che le cariche fornite dal loro sistema siano abbastanza efficienti da avere effetti significativi anche sul volume delle batterie dei veicoli, al punto che si stima che combinando questa tecnologia con quella di ricarica normale, le batterie montate a bordo potrebbero essere molto più piccole (fino a 5 volte meno) e le auto avere un’autonomia di gran lunga maggiore.

No votes yet.
Please wait...