Ricarica elettrica dalla carrozzeria

Un team di ricercatori studia in partnership con Volvo un materiale innovativo, in grado di fungere da rivestimento e da accumulatore

Volvo C30 elettrica

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Resistente e leggero come un normale lamierato da autovettura ma con la capacità di accumulare e fornire energia elettrica, e nel contempo in grado di garantire costi di montaggio contenuti. Si sta parlando di un nuovo materiale sottoposto a studio da un gruppo di ricercatori, facenti capo all'Imperial College di Londra. Un'iniziativa condotta in partnership con Volvo Car Corporation.

L'obiettivo è impegnativo e ammirevole, utilizzare il composito per vestire i veicoli ibridi o elettrici, in modo da renderli più compatti ed efficienti, e così garantire migliori condizioni d'utilizzo sulle strade. Fibra di carbonio e una speciale resina polimerica, capace di svolgere le funzioni di accumulatore senza ricorrere a processi chimici: sono questi gli unici dettagli della particolare "formula magica" che sta prendendo corpo sulle rive del Tamigi.

Suscitano notevole interesse le parole pronunciate del dottor Emile Greehalgh, membro del Dipartimento di Aeronautica dell'università londinese: "Siamo davvero entusiasti delle potenzialità di questa nuova tecnologia. Pensiamo che l'auto del futuro potrebbe trarre energia dal suo tetto, dal cofano o addirittura dalle portiere, grazie al nostro nuovo composito. Le applicazioni di questo materiale non si fermano qui: si potrebbe pensare un telefono cellulare sottile come una carta di credito - prosegue lo scienziato - perché non ha più bisogno di una batteria ingombrante, o un computer portatile che può trarre energia dal proprio case in modo che possa funzionare per un periodo lungo anche senza ricarica. Siamo solo alla prima fase e abbiamo ancora una lunga strada da percorrere, ma siamo fiduciosi per il futuro".

In questi studi la collaborazione del costruttore svedese è volta a testare l'innovativa soluzione a bordo di un prototipo di vettura alimentata a corrente continua. Nello specifico il riferimento è mirato alla realizzaione di parafanghi o al rivestimento per la zona bagaglio, applicazione che consentirebbe di ridurre il numero di batterie necessarie ad alimentare il motore e in questo modo garantire una riduzione del peso pari al 15% sul totale. Davvero niente male.

Entrando nel dettaglio tecnico, il team di progettisti ora ha il compito di perfezionare le proprietà meccaniche del materiale, a partire dalla proliferazione dei nanotubi sulla superficie delle fibre di carbonio e studiare il metodo più efficace per la fabbricazione a livello industriale.

Tre sono gli anni di tempo concessi dall'Unione Europea, ente finanziatore del progetto. Bruxelles ha stanziato 3.4 milioni di euro, e può contare sull'appoggio di numerose aziende specializzate, come Swerea Sicomp, Inasco Hella, Chalmers, Advanced Composites Group, Nanocyl, Bundesanstalt Fur Material forschung undprufung, ETC Battery e Fuel Cells Sweden. Tanti partner per un unico grande obiettivo: rivoluzionare l'utilizzo della componentistica per gli autoveicoli del futuro, sempre più pratici e orientati verso un utilizzo intelligente.

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