Trexa: l'auto elettrica fai da te

Un telaio, quattro ruote e tanta pazienza. L'azienda americana Trexa fornisce queste parti per costruire l'auto che si vuole

Se la tecnologia delle batterie al litio, dei propulsori ibridi, dell'alimentazione a celle di idrogeno è tuttora in fase di perfezionamento, certi approcci tecnici si rifanno a una idea più classica dell'automobile.

Un esempio è arrivato da Tesla, che con un esemplare della sua Roadster elettrica ha completato un raid di oltre 4.000 km attraverso gli USA, per terminare la spedizione giusto in tempo per l'esposizione della spider... in stato d'uso al Salone di Detroit.

In questi giorni, è la volta di una seconda novità, il cui concetto base deriva pari pari dalle auto in scatola di montaggio che in passato hanno costituito il piatto base dell'offerta di alcuni costruttori artigianali italiani (un esempio su tutti: la Puma) ed esteri (solo in Gran Bretagna c'è l'imbarazzo della scelta).

L'elettrica Trexa in scatola di montaggio

Si tratta della Trexa, prototipo realizzato dall'omonima azienda degli Stati Uniti. Consiste in un telaio... e quattro ruote, che servono come organi deputati all'alloggiamento e alla trasmissione dell'energia prodotta da un motore elettrico, alimentato da una batteria al litio.

La particolarità sta nel fatto che la Casa fornisce questa base, che si compone di pannelli di alluminio saldato e ferro con elementi di fibre termoplastiche. La realizzazione della carrozzeria da montare sopra questo telaio sarà a cura del cliente.

Si parte da un software in CAD

Il cliente che decidesse di investire molte serate della propria vita nel costruirsi da solo l'auto elettrica, si vedrà consegnare dalla Trexa un "pacchetto", chiamato Trexa Vehicle Development Kit (VDK) che contiene le applicazioni informatiche in CAD necessarie alla progettazione del modulo direttamente sulla piattaforma, i componenti di interfaccia uomo-macchina che permettono la programmazione e l'hardware di memoria per scaricare le istruzioni sulla piattaforma stessa.

 

Si può scegliere l'auto che si vuole

Se la Smart, già dieci anni fa, aveva portato al debutto l'auto modulare (con i famosi pannelli della carrozzeria intercambiabili), la Trexa permette di più. Ovvero: si può conferire alla propria "elettrica" la forma che si desidera.

La Trexa, a questo proposito, tiene a precisare che, nell'ottica di offrire la massima modularità, sono previste diverse "scale" della sua piattaforma. Ciascuna di queste più utile, rispetto ad altre, ad essere allestita in un modo piuttosto che in un altro.

Si va da una versione a passo corto (64", corrispondenti a 1,626 metri) a una a passo lungo (2,44 metri), e differenti potenze per la batteria: da 7 kWh - per una autonomia di 40 km - a 28 kWh (autonomia: 200 km). Quanto al numero di motori elettrici che è possibile montare, si può anche dotare il telaio di due unità, con la possibilità di variare la coppia motrice fra i due assi.

Niente male le prestazioni di questa Trexa

Anche se è un prototipo, la Trexa è già stata accreditata di dati prestazionali. I tecnici della azienda nord americana, infatti, hanno calcolato che, nella configurazione a quattro ruote motrici e con una batteria al litio da 21 kWh, cambio a doppia velocità con variatore automatico e dispositivo di immagazzinamento dell'energia durante le fasi di frenata, la vettura - o meglio: il telaio - raggiunge una velocità massima compresa tra i 160 e i 170 km/h, e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in otto secondi. Il tempo di ricarica è stato calcolato in circa quattro ore.

Quando la vedremo?

Per sapere quando la Trexa sarà disponibile, occorre attendere ancora un po' di tempo. I dirigenti dell'azienda indicano che i primi esemplari sono attesi sul mercato per il 2011. Per il prezzo è ancora troppo presto per dirlo.

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di Francesco Giorgi | 04 febbraio 2010

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