General Motors e Honda sviluppano la tecnologia fuel cell

Joint venture Honda-GM: dal 2020 produzione su grandi numeri di moduli a idrogeno. Investimento da 85 milioni di dollari.

L'unione tecnologica fra big player del comparto automotive rappresenta, da sempre, una delle possibilità offerte alle Case auto di avanzare dal punto di vista dei contenuti tecnici. L'ultimo annuncio (in ordine di tempo) vede, in queste ore, la sigla di un agreement da parte di Honda e General Motors: i due giganti hanno siglato una joint venture finalizzata a una futura produzione eco friendly.

Nel dettaglio, la joint venture Honda-GM, denominata "Fuel Cell System Manufacturing", si pone quale obiettivo principale la produzione di sistemi fuel cell di nuova generazione, secondo i programmi che l'"asse Hamamatsu - Detroit" aveva sottoscritto già nell'estate 2013, con la firma di un accordo di collaborazione a lungo termine finalizzata alla ricerca e allo sviluppo in dispositivi di propulsione fuel cell di nuova generazione, nonché allo studio di sistemi di stoccaggio e sulle relative infrastrutture, voci - chiave per la futura diffusione della mobilità a celle di combustibile (in Italia, per intenderci, esiste un unico punto di distribuzione, in provincia di Bolzano).

Storicamente, lo studio sull'alimentazione a idrogeno da parte di General Motors e di Honda è di lunga data: i primi studi GM risalgono alla metà degli anni 60; è tuttavia nell'ultimo decennio che l'engineering sulla propulsione fuel cell ha conosciuto una costante escalation, come dimostrato, alcune settimane fa, dalla presentazione del pickup militare Chevrolet Colorado ZH2 a idrogeno. Honda, dal canto suo, ha avviato all'inizio del nuovo Millennio il progetto FCX, seguito dalla FCX Clarity (2009) e dalla recentissima Clarity Fuel Cell, presentata nel 2016 in Europa e Usa e, nel Vecchio Continente, già arrivata a Londra e a Copenhagen.

La nuova joint venture "Fuel Cell System Manufacturing" avviata da General Motors e Honda - e guidata da un board di sei dirigenti (tre GM, tre Honda, con nomine a rotazione) si basa su un investimento nell'ordine di 85 milioni di dollari - corrispondenti a circa 80 milioni di euro -, immessi in via equa dai due Costruttori, e su un impianto produttivo, con sede a Brownstown, località a sud di Detroit, dove vengono prodotte batterie agli ioni di litio per la propulsione ibrida, per il quale sarà creato un centinaio di nuovi posti di lavoro.

La tabella di marcia prevede il 2020 per l'avvio della produzione su grandi numeri dei moduli fuel cell: l'obiettivo sottoscritto da General Motors e Honda prevede, a questo proposito, la fornitura dei sistemi a idrogeno per l'alimentazione di motori elettrici ad entrambi i Gruppi.

Dal punto di vista tecnologico, sul tavolo c'è un expertise congiunto che porta in dote circa 2.200 brevetti, a firma di entrambi i Gruppi fra il 2002 e il 2015 secondo quanto indica il Clean Energy Patent Growth Index: un bagaglio di conoscenze in favore della propulsione a idrogeno che pone entrambi i partner dell'operazione "Fuel Cell System Manufacturing" in un ruolo di primo piano nello sviluppo delle tecnologie di alimentazione fuel cell.

 

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di Francesco Giorgi | 31 gennaio 2017

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