Retrofit elettrico: all’I.S.A.M. di Anagni il futuro della mobilità

Presentato presso l’Istituto Sperimentale Auto e Motori il metodo di riqualificazione di auto convenzionali in elettriche.

Retrofit elettrico: all’I.S.A.M. di Anagni il futuro della mobilità

di Valerio Verdone

28 dicembre 2016

Presentato presso l’Istituto Sperimentale Auto e Motori il metodo di riqualificazione di auto convenzionali in elettriche.

Perché non dare una nuova vita alle auto convertendole in veicoli elettrici? Devono aver pensato questo alla Newtron Italia Srl, prima azienda accreditata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti presso la Direzione Generale della Motorizzazione per lo sviluppo di sistemi di riqualificazione elettrica dei veicoli, che ha realizzato diversi kit con diversi livelli di potenza in relazione al peso delle vetture.

Una pratica che non sarebbe possibile senza un decreto ad hoc, che l’onorevole Ivan Catalano membro della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati, ha spiegato in una conferenza stampa presso il circuito dell’I.S.A.M. di Anagni (FR), centro di eccellenza, capitanato dall’Ingegner Filippo Moscarini, da sempre attivo sull’evoluzione della mobilità e sul piano della sicurezza stradale, che si occupa di ricerca, sviluppo e test di veicoli elettrici e di tutte le tecnologie legate alla sperimentazione sui veicoli elettrici e sulla futura guida autonoma. Nonché realtà impegnata, insieme alla Scuderia Picchio, al Po.Mo.S, all’ENEA e ad una ventina di aziende private, nei processi di test e sviluppo della HI-ZEV, vettura Ultra High Performance ibrida ed elettrica 100% Made in Italy.

“il cosiddetto “Decreto retrofit”- spiega l’onorevole – rappresenta la possibilità di trasformare un veicolo endotermico in un veicolo elettrico, senza la necessità di ri-omologare nuovamente il veicolo, ma semplicemente aggiornando la carta di circolazione, seguendo lo stesso iter burocratico di chi installa un impianto [glossario:gpl] o a metano. Da febbraio 2016 è possibile riqualificare un veicolo con una norma tecnica che consente l’omologazione di un kit di conversione. Il produttore del kit deve essere accreditato presso il Ministero dei Trasporti e dimostrare, oltre alla bontà tecnica del kit stesso, di essere in grado di produrre il kit secondo un ciclo produttivo rigido che garantisca la qualità e consenta a qualsiasi officina, regolarmente autorizzata ai sensi della legge, di montare i kit rispettando le specifiche e le istruzioni del costruttore”.

Lo stesso documento, inoltre, impone che il veicolo riconvertito debba avere un range di potenza massima compresa tra il 65 e il 100% dell’originale. I costi di omologazione prima del Decreto erano di oltre 10.000 euro, visto che era necessario seguire una procedura speciale in qualità di esemplare unico. “Con l’approvazione del decreto – continua l’Onorevole Catalano – si punta a dimezzare i costi. La spesa maggiore della trasformazione è costituta dalla batteria che genericamente però, viene noleggiata e quindi non incide sul prezzo finale. Ad oggi possiamo parlare di circa 5.000 Euro, ma più si va avanti, più si coinvolgono cittadini e veicoli e più il prezzo scenderà. La previsione è che venga a costare, al netto della mano d’opera circa 3-4.000 Euro.”

Per capire se la riconversione elettrica è la strada giusta per una determinata auto si sta studiando un indice di retrofit che stabilisca in pochi passaggi se sia conveniente riqualificare un veicolo o meno. I parametri presi in esame riguardano, la tipologia di vettura e il suo valore, il costo assicurativo e del bollo, il chilometraggio annuale e la manutenzione programmata.

Nel frattempo, il Dott. Gaetano La Legname Presidente della Mobility R-Evolution (rete di imprese e no profit utility) promotore dell’iniziativa DiventoElettricoTour ha percorso la Penisola con 28 tappe, per una distanza complessiva di 2.400 km a bordo di una vecchia Smart “retrofittata”, e fermandosi all’I.S.A.M. ha potuto parlare di questa iniziativa avvalendosi dell’ospitalità di una colonna portante della realtà motoristica italiana come l’Ingegner Filippo Moscarini. “Ho spinto molto per dare il via a questo Tour, necessario per far conoscere il decreto. Una norma molto valida – l’Italia è il primo paese in Europa ad avere una legge così innovativa per la mobilità sostenibile di persone e merci – che aprirà a nuove possibilità per colmare le lacune del mercato, permetterà di sviluppare le infrastrutture e allo stesso tempo getterà le basi per la creazione delle prime Smart Grid evitando che l’aumento dei veicoli elettrici possa generare problemi alla rete elettrica nazionale”.

Chiaramente, siamo solo all’inizio, ma il Prof. Fabio Massimo Frattale Mascioli, Responsabile del Polo per la Mobilità Sostenibile Sapienza Università di Roma, con la sua lungimiranza, ha spiegato: “il Decreto apre a nuovi scenari, di fatto crea i presupposti affinché l’imprenditoria italiana, soprattutto piccole e medie imprese, possano accedere ad un settore, quello della mobilità elettrica, che è di forte interesse perché favorisce la nascita di un comparto imprenditoriale inusuale e innovativo, perché stimola lo sviluppo di una rete di infrastrutture e poi perché traina i centri di ricerca come il Po.Mo.S. Economia, sviluppo delle imprese e novità tecnologica sono tre fattori vincenti, ma anche tre gradi di libertà perché si può “retrofittare” tutto; dalle auto sportive, ai veicoli da lavoro o di trasporto pubblico, ma anche battelli nautici e veicoli per il turismo come proposto dal Po.Mo.S.”.