Test drive esclusivo: Renault Kangoo be bop Z.E.

Abbiamo provato a Francoforte la Renault Kangoo be bop Z.E.: scattante, silenziosa e pulitissima. Nel 2011 costerà come il diesel

Una anteprima particolare, un test in esclusiva che Renault ci ha voluto far fare per dimostrare che il suo programma "elettrico" non è solo marketing, ma i primi veicoli sono quasi pronti, chiaramente non nella versione definitiva, ma già all'80% almeno per quel che riguarda le parti meccaniche più importanti, e cioè motorizzazione e sistema di alimentazione elettrica.

Questa vettura, che abbiamo guidato in gran segreto alla periferia di Francoforte, era già stata presentata nella versione Z.E. Concept al salone di Parigi dello scorso anno. Si trattava già del Kangoo di seconda generazione, quello che ha fatto il salto di qualità e prestazioni grazie alle batterie agli ioni di litio. Prima avevano girato solo dei prototipi con batterie della precedente generazione.

Il "dimostratore" che abbiamo provato è stato assemblato, per semplificare le cose e fare i primi test concreti, sul telaio del Kangoo be bop, che è più corto del tradizionale Renault Kangoo. In effetti quando vedremo la versione definitiva, nel 2011 e si parlerà di Kangoo Rapid Z.E. si tornerà al telaio tradizionale, più lungo, per intenderci da 3945 mm.

Per quel che riguarda la carrozzeria si è conservata quella del be bop di serie, a parte qualche particolare in policarbonato, per cui il peso è rimasto sui 1400 chili. Certo non c'è più il cambio, ma in compenso il pacco batterie pesa 250 kg, il motore elettrico comprensivo del convertitore pesa come quello termico, circa 160 kg. Il motore elettrico al momento attuale ha una potenza di 45 kW, pari a circa 60 CV, ma nella versione finale aumenterà fino a 20 kW.

Il segreto sta nel litio

Il grande balzo in avanti, dicevamo, è stato consentito dalla utilizzazione delle nuove batterie agli ioni di litio che garantiscono una  migliore efficienza, una maggior potenza assieme alla massima sicurezza. Sul Kangoo è montata nella parte centrale della vettura, tra le due file di sedili anteriori e posteriori, un pacco batteria di 48 moduli. Ogni modulo è composto di 4 cellule all'interno delle quali avviene la reazione chimica.

Ogni cellula praticamente corrisponde a una normale batteria al piombo. L'anodo è in grafite, il catodo in manganese, entrambi riciclabili. All'interno di questo pacco batterie, sigillato da una copertura di alluminio, ci sono circa 3 kg di litio. Sembra che di questo prezioso componente ce ne siano giacimenti per oltre 17 milioni di tonnellate... Comunque questa batteria dovrebbe durare 6 anni.

Un pit stop per cambiare le batterie

Per la ricarica sono tre i sistemi a disposizione: la ricarica lenta, effettuabile da una qualsiasi presa casalinga, che richiede 8 ore. Una ricarica veloce, con apposita "colonnina" è in grado di ricaricare la batteria in 30' (a Francoforte ne avevamo una sperimentale a carica semi-rapida che impiegava 1 ora per ricaricare la batteria). Poi c'è il sistema "quick drop", sostituzione veloce: in 3' negli appositi centri scambio un sistema robotizzato sarà in grado di estrarre la batteria scarica e montarne una nuova.

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