Test drive esclusivo: Renault Kangoo be bop Z.E.

Abbiamo provato a Francoforte la Renault Kangoo be bop Z.E.: scattante, silenziosa e pulitissima. Nel 2011 costerà come il diesel

Test drive esclusivo: Renault Kangoo be bop Z.E.

Tutto su: Renault Kangoo

di Leopoldo Canetoli

21 settembre 2009

Abbiamo provato a Francoforte la Renault Kangoo be bop Z.E.: scattante, silenziosa e pulitissima. Nel 2011 costerà come il diesel

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Una anteprima particolare, un test in esclusiva che Renault ci ha voluto far fare per dimostrare che il suo programma “elettrico” non è solo marketing, ma i primi veicoli sono quasi pronti, chiaramente non nella versione definitiva, ma già all’80% almeno per quel che riguarda le parti meccaniche più importanti, e cioè motorizzazione e sistema di alimentazione elettrica.

Questa vettura, che abbiamo guidato in gran segreto alla periferia di Francoforte, era già stata presentata nella versione Z.E. Concept al salone di Parigi dello scorso anno. Si trattava già del Kangoo di seconda generazione, quello che ha fatto il salto di qualità e prestazioni grazie alle batterie agli ioni di litio. Prima avevano girato solo dei prototipi con batterie della precedente generazione.

Il “dimostratore” che abbiamo provato è stato assemblato, per semplificare le cose e fare i primi test concreti, sul telaio del Kangoo be bop, che è più corto del tradizionale Renault Kangoo. In effetti quando vedremo la versione definitiva, nel 2011 e si parlerà di Kangoo Rapid Z.E. si tornerà al telaio tradizionale, più lungo, per intenderci da 3945 mm.

Per quel che riguarda la carrozzeria si è conservata quella del be bop di serie, a parte qualche particolare in policarbonato, per cui il peso è rimasto sui 1400 chili. Certo non c’è più il cambio, ma in compenso il pacco batterie pesa 250 kg, il motore elettrico comprensivo del convertitore pesa come quello termico, circa 160 kg. Il motore elettrico al momento attuale ha una potenza di 45 kW, pari a circa 60 CV, ma nella versione finale aumenterà fino a 20 kW.

Il segreto sta nel litio

Il grande balzo in avanti, dicevamo, è stato consentito dalla utilizzazione delle nuove batterie agli ioni di litio che garantiscono una  migliore efficienza, una maggior potenza assieme alla massima sicurezza. Sul Kangoo è montata nella parte centrale della vettura, tra le due file di sedili anteriori e posteriori, un pacco batteria di 48 moduli. Ogni modulo è composto di 4 cellule all’interno delle quali avviene la reazione chimica.

Ogni cellula praticamente corrisponde a una normale batteria al piombo. L’anodo è in grafite, il catodo in manganese, entrambi riciclabili. All’interno di questo pacco batterie, sigillato da una copertura di alluminio, ci sono circa 3 kg di litio. Sembra che di questo prezioso componente ce ne siano giacimenti per oltre 17 milioni di tonnellate… Comunque questa batteria dovrebbe durare 6 anni.

Un pit stop per cambiare le batterie

Per la ricarica sono tre i sistemi a disposizione: la ricarica lenta, effettuabile da una qualsiasi presa casalinga, che richiede 8 ore. Una ricarica veloce, con apposita “colonnina” è in grado di ricaricare la batteria in 30′ (a Francoforte ne avevamo una sperimentale a carica semi-rapida che impiegava 1 ora per ricaricare la batteria). Poi c’è il sistema “quick drop”, sostituzione veloce: in 3′ negli appositi centri scambio un sistema robotizzato sarà in grado di estrarre la batteria scarica e montarne una nuova.

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E’ stato emozionante installarsi al volante, infilare la cintura di sicurezza ed azionare la chiave di avviamento. Girata la chiave…silenzio!

Che il motore sia pronto lo si deduce da una spia sul cruscotto, verde: su un altro strumento arriva l’informazione di come si sta guidando, cioè del consumo istantaneo, e naturalmente lo stato di carica delle batterie. Poi c’è il solito strumento che segnala la velocità, tutto come nell’auto di serie.

Due soli i pedali, naturalmente: acceleratore e freno. Non esiste il cambio, solo una leva che abbassata inserisce la marcia avanti, al centro il folle, in avanti la retro. Con gran disinvoltura schiacciamo il pedale del gas, e sempre nel più assordante silenzio la nostra Kangoo si muove. Anzi, se si schiaccia a fondo, balza in avanti. E fa lo stesso balzo il collaudatore responsabile che abbiamo a fianco, che ci ricorda che questo dimostratore è unico al mondo e probabilmente si tratta della vettura più costosa che abbiamo avuto modo di provare…

Ahinoi, la sensazione che si prova è la stessa di quando si aziona un…frullatore, un minipimer se volete… La Kangoo frulla via che è una bellezza fino ai 100 orari (ma quella definitiva farà 130 orari) e frena con decisione. Per il momento l’impianto frenante è quello di serie, ma in seguito si monterà un sistema a recupero di energia che la Nissan sta già sperimentando in Giappone.

Che dire, si arriva sotto le altre auto, dietro alle moto, senza che nessuno se ne accorga… Forse sarà il caso di studiare un qualsivoglia sistema di avviso, sonoro. E’ un problema che anche in Renault si sono posti, e lo stanno studiando. Per quel che riguarda la stabilità niente da dire. Anzi, con un baricentro più basso a causa del pacco batterie la macchine sembra incollata a terra anche in curva.

Per quel che riguarda l’autonomia ci garantiscono che attualmente, con queste batterie e questo motore, si arrivano a superare i 100 km. Ma nella versione finale, quella che verrà commercializzata nel 2011, l’autonomia dovrà essere di 160 km.

I costi? Prematuro parlarne, anche se in Renault si sono posti un traguardo ben preciso: il mezzo elettrico dovrà costare come quello analogo con motore Diesel.