Greenpeace protesta al Salone di Francoforte

All'inaugurazione della kermesse tedesca puntato il dito contro le vetture fabbricate in Germania, giudicate ancora troppo inquinanti

Un gruppo di attivisti di Greenpeace ha inscenato una protesta in occasione dell'inaugurazione del Salone di Francoforte. Motivo della contestazione, un'accusa ai Costruttori di autoveicoli di non tenere conto delle più recenti tecnologie in materia di abbattimento dei consumi e di salvaguardia dell'ambiente.

Per questo motivo, la rappresentanza di Greenpeace si è presentata all'ingresso della kermesse mondiale dell'autoveicolo con una rappresentazione allegorica di questo loro messaggio: una scultura di notevoli dimensioni che raffigura la Terra schiacciata dagli pneumatici di un'automobile.

Inoltre, sul frontale di alcune vetture sono stati applicati degli "occhi" e dei "denti" affilati, mentre sono stati esposti degli striscioni rivolti alle Case automobiliste tedesche, nei quali i messaggi sono quantomai chiari: dall'indice accusatorio contenuto nella scritta "Inquinatori e killer del clima!" all'invocazione "Stop ai mangia - carburante".

Durante la protesta, i soci di Greenpeace presenti hanno anche esortato il Cancelliere tedesco Angela Merkel, che aveva presenziato all'inaugurazione del Salone di Francoforte, a prendere una chiara posizione contro le emissioni ancora troppo alte delle auto di fabbricazione tedesca.

Per dimostrare che il blitz di Greenpeace a Francoforte è supportato da dati oggettivi, interviene Andrea Lepore, Responsabile della Campagna Trasporti e Clima di Greenpeace: "Esistono tecnologie per produrre auto che con tre litri percorrono cento km, ma il passaggio a questo tipo di vetture stenta a verificarsi - dichiara l'esponente di Greenpeace -. L'industria dell'auto è in grado di proporre dei modelli a basso impatto ambientale. E però, le vetture tedesche continuano ad essere sempre più potenti e pesanti".

A rafforzare quanto detto, Greenpeace snocciola i dati ufficiali della Commissione europea e pubblicati in un rapporto dell'organizzazione "Transport & Environment". Nel rapporto viene evidenziata una notevole disparità fra le Case automobilistiche nello sviluppo di tecnologie che portino a risultati vantaggiosi per l'ambiente: mentre alcune Case stanno facendo dei passi avanti per ridurre le emissioni, altre sono ancora lontane dagli obiettivi fissati dalla UE per il 2012 e il 2015.

La media attuale dei Costruttori europei in materia di emissioni di CO2 è di 153 g/km: Greenpeace indica che questa media è lontana dall'obiettivo volontario di 140 g/km prefissati 10 anni fa dalle Case per il 2008. In questo senso, il primato "al contrario" secondo Greenpeace spetta alla Daimler - Mercedes, con 175 g/km di CO2, valore superiore del 23 per cento alla soglia della media di emissioni per produttore (130 g/km) che, secondo le future normative dell'UE, si dovrà raggiungere entro il 2015.

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di Francesco Giorgi | 18 settembre 2009

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