Le auto a gas? Un ponte verso l'auto elettrica

In un convegno sulla green economy è stato mostrato il beneficio sull'ambiente e sull'occupazione del ricorso su larga scala alle auto a gas.

Ridurre l'inquinamento atmosferico con le auto? Secondo l'ex ministro dell'Ambiente, Edo Rochi, si può. Anzi: si deve. Secondo la ricerca "Green Economy e veicoli stradali, una vita italiana", realizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in collaborazione con Assogasliquidi Federchimica e Consorzio Ecogas, un possibile volano di sviluppo e di riduzione dell'inquinamento atmosferico sono le auto a gas, che sfruttano una tecnologia made in Italy.

E sono proprio i veicoli con questo tipo di alimentazione che rappresentano il futuro immediato della mobilità green, in grado di aumentare l'occupazione e di abbattere drasticamente l'inquinamento atmosferico, tagliando le emissioni di Co2 rispetto alle auto a benzina o a gasolio. «L'Italia è già leader in questo settore - ha spiegato l'attuale presidente della Fondazione - al punto che il 76,8% delle auto a gas e il 26% di quelle a GPL circolanti in Europa si trovano da noi». 

Edo Rochi ha poi sottolineato il fatto che l'alimentazione a gas rappresenta una sorta di tecnologia "ponte" per la transizione verso una mobilità completamente elettrica, la cui tecnologia e i cui costi sono ancora da migliorare per poter ambire a un utilizzo quotidiano su larga scala. Intanto, uno studio effettuato proprio dalla Fondazione ha reso noto alcuni dati importanti relativa alla green economy trainata dallo sviluppo delle auto a gas: da qui al 2030, fino a 66mila posti di lavoro aggiuntivi, 3,5 milioni di tonnellate di Co2 e 67 milioni di tonnellate di Particolato risparmiate.

Tanto per dare un'idea: il Particolato risparmiato equivale alle emissioni che sarebbero generate mediamente in un anno da 4 milioni di auto diesel. Per favorire lo sviluppo delle vendite delle auto alimentate a gas, la Fondazione ha presentato alcune proposte normative, imperniate sulla fiscalità sia dei carburanti sia dei veicoli. «Il primo passo sarebbe quello di mantenere la tassazione applicata ai carburanti gassosi» ha detto. «Il secondo è quello di estendere a tutta Italia l'esenzione del pagamento del bollo per tutti i veicoli a gas, misura che oggi è attuata solo da regioni come il Piemonte, dove le immatricolazioni di auto con questa alimentazione sono triplicate nel giro di pochi anni. Il minor introito fiscale potrebbe essere compensato con un aumento delle tasse sulle auto più inquinanti».

Alcuni dati sulle auto a gas emettono dal 10 al 20% in meno di Co2 rispetto alle auto "tradizionali", emettono quasi l'80% in meno di diossido di azoto e il 40% in meno di PM10 rispetto a un'auto diesel Euro 6. Se si diffondesse l'utilizzo su larga scala delle auto a gas, potrebbero esser creati almeno 27.300 nuovi posti di lavoro entro il 2020 soprattutto perché i sistemi di alimentazione per questi veicoli sono fabbricati principalmente in Italia.

L'esenzione dal bollo porterebbe a un boom di nuove immatricolazioni, che passerebbero da 196mila (stma del 2014) a 420mila annue. Le conversioni da benzina a gas passerebbero da 117mila (stima del 2014) a 280mila ogni anno.Occupazione : nell'ipotesi di "reshoring", ossia di rientro delle attività di produzione che negli ultimi anni si sono trasferite all'estero, da qui al 2030 si tocherebbero quasi 66mila posti di lavoro aggiuntivi. Se ciò non avvenisse, ci si fermerebbe a circa 23mila.

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di Andrea Barbieri Carones | 17 dicembre 2014

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