Better Place in bancarotta, svanisce il sogno elettrico

L’avventura dell’imprenditore israeliano termina a causa di perdite per oltre 850 milioni di dollari legate agli alti costi operativi.

Better Place in bancarotta, svanisce il sogno elettrico

di Francesco Donnici

28 maggio 2013

L’avventura dell’imprenditore israeliano termina a causa di perdite per oltre 850 milioni di dollari legate agli alti costi operativi.

La Better Place, multinazionale creata nel 2007 dall’imprenditore israeliano Shai Agassi e specializzata in infrastrutture dedicate ai veicoli elettrici, ha dichiarato bancarotta a causa di debito complessivo di circa 850 milioni di dollari che la società non è riuscita da estinguere.

La società americana guidata da Agassi, con sede a Palo Alto (California), aveva realizzato una fitta rete di stazioni di ricarica dedicate ai veicolo a trazione elettrica, inoltre era stata la prima realtà ad offrire un servizio di sostituzione dei pacchi di batteria scarichi con dei nuovi componenti pronti all’uso. Nel corso degli anni, la Better Place era riuscita ad ottenere cospicui investimenti da importanti società bancarie, da enti pubblici e soprattutto era diventata un importante partner dell’Alleanza Renault-Nissan, una delle realtà più importanti nel settore dei veicoli a zero emissioni.

Nonostante l’entusiasmo e la volontà messa nel difficile progetto, l’azienda californiana non è riuscita a far quadrare i conti e ben presto i costi operativi hanno prevalso sugli utili, ottenendo così un incolmabile buco da 850 milioni di dollari. Proprio alcuni investitori – fra i quali alcune famose banche d’affari, come ad esempio Morgan Stanley e HSBC – dopo aver fatto il punto sulle costanti perdite del Gruppo hanno deciso di fare pressione sull’azionista di maggioranza dell’azienda, Idan Ofer, per fargli prendere l’estrema decisione di dichiarare bancarotta, spegnendo così il “sogno a zero emissioni”, costato oltre un miliardo di dollari in investimenti.