Audi R8 e-tron: record al Nurburgring in 8’09″099

La sportiva elettrica dei Quattro Anelli è stata guidata dal pilota Markus Winkelhock.

Audi R8 e-tron: record al Nurburgring in 8’09"099

Tutto su: Audi R8

di Valerio Verdone

04 luglio 2012

La sportiva elettrica dei Quattro Anelli è stata guidata dal pilota Markus Winkelhock.

Ogni sportiva degna di questo nome deve superare l’esame del vecchio Nurburgring per essere ammessa nell’olimpo delle vetture ad alte prestazioni. Una legge che vale anche per le auto elettriche, soprattutto se hanno intenzione di proporsi come alternative alle supercar tradizionali. Lo sanno bene gli uomini dell’Audi che hanno affidato la loro R8 e-tron alla guida esperta di Markus Winkelhock, vincitore della scorsa 24 ore disputata nell’inferno verde, per far girare questa sportiva silenziosa lungo i 20,8 km della Nordschleife.

Per la cronaca la R8 e-tron, la stessa che arriverà sul mercato entro l’anno, con due motori elettrici capaci di sviluppare 280 kW e 820 Nm di coppia, ma con velocità massima portata a 250 km/h contro i 200 km/h (velocità limitata elettronicamente) del modello di serie, ha girato in 8’09″099 stabilendo il record sul giro per vetture elettriche. Tanto per fare un paragone con le auto “convenzionali” ad alte prestazioni, la Gumpert Apollo Sport, motorizzata Audi con un propulsore V8 da 700 CV, detiene il record per le vetture di serie a combustione di 7’11″57.

Tutto questo è stato possibile grazie al peso contenuto in appena 1780 kg, ottenuto attraverso l’impiego dell’alluminio, e alle prestazioni di tutto rispetto che vantano un’accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 4,6 secondi.

“La R8 e-tron ha dato una splendida dimostrazione del suo potenziale, sul più difficile tracciato al mondo” – ha commentato Michael Dick, responsabile per lo sviluppo tecnico di AUDI AG – che, nell’occasione, ha guidato personalmente la vettura lungo il percorso. Lo stesso Dick ha aggiunto: “Il record ottenuto ci conferma che siamo sulla buona strada. Per noi la mobilità elettrica non deve significare rinuncia, piuttosto deve richiamare emozione, sportività e piacere di guida”.