L'auto elettrica? Sì, purché si ricarichi in fretta

Studio Deloitte mostra che gli italiani vorrebbero l'auto elettrica, purché non costi troppo, si ricarichi in meno di 2 ore e viaggi a lungo.

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Un convegno sull'auto elettrica: Assolombarda e Unindustria hanno discusso a Milano del futuro delle vetture a emissioni zero, che in Italia rappresentano ancora una percentuale molto bassa delle immatricolazioni con 300 unità vendute su un totale di 1,75 milioni.

In base a uno studio effettuato dalla Deloitte è emerso che, dato l'interesse degli italiani per questo tipo di vetture, se ne potrebbero vendere di più purché tali mezzi rispondessero ad alcune caratteristiche essenziali: prima di tutto non devono essere esclusivamente delle city car ma devono rappresentare una vera e propria alternativa alle auto tradizionali, quindi con prezzo di acquisto inferiore ai 15mila euro, con un'autonomia di almeno 160 chilometri e con una ricarica di non più di 2 ore di tempo, requisito fondamentale per almeno il 70% degli intervistati. In base alla ricerca, solo il 32% degli italiani accetterebbe una batteria al litio che non riuscisse a percorrere più di 160 km.

Intanto il 2012 potrebbe vedere l'arrivo di ecoincentivi per acquistare veicoli a emissioni zero o - comunque - veicoli a bassissime emissioni, con aiuti pubblici per circa 5mila euro per ogni unità comprata, per un esborso dello Stato di circa 420 milioni di euro, come reso noto dalle commissioni Trasporti e attività produttive della Camera.

Le misure dell'esecutivo prevedono anche un piano di infrastrutture per la ricarica e tariffe promozionali dell'energia elettrica utilizzata per ricaricare le vetture.

Matteo Stirpe, vicepresidente Unindustria, ha sottolineato la necessità di fare in fretta visto che "un terzo del petrolio che si consuma in Italia è per le auto mentre la dipendenza energetica dall'estero del nostro Paese è di circa il 30%".

Il Paese da cui trarre spunto è la Norvegia, dove le "emissioni zero" non pagano né Iva né bollo, posteggiano gratuitamente, non pagano l'accesso alle zone a traffico limitato e accedono alle corsie preferenziali di taxi e autobus.

In base allo studio Deloitte, sostituendo 100mila auto a benzina o gasolio con altrettante ad alimentazione elettrica, si risparmierebbe l'85% in "carburante" e fino al 90% di produzione di particolato.

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di Andrea Barbieri Carones | 29 maggio 2012

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