Auto elettrica: l’Italia avrà una rete di ricarica?

Il Senato ha approvato una legge che impone alle società di distribuzione dell’energia di realizzare colonnine di ricarica per auto elettriche.

Auto elettrica: l'Italia avrà una rete di ricarica?

di Andrea Barbieri Carones

30 marzo 2012

Il Senato ha approvato una legge che impone alle società di distribuzione dell’energia di realizzare colonnine di ricarica per auto elettriche.

L’Italia compie un piccolo passo verso la diffusione dell’auto elettrica: il Senato ha infatti approvato una legge sugli spazi verdi urbani che contiene un articolo proprio su queste vetture: la norma, che ora dovrà essere discussa alla Camera, afferma che le società di distribuzione dell’energia debbano realizzare su suolo pubblico delle colonnine di ricarica per auto a batteria “in base alle funzionalità stabilite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas”.

Sarà poi compito di comuni, province e regioni realizzare piani del traffico o piani di mobilità tenendo conto del parere e delle proposte delle società di distribuzione dell’energia ed emanando “disposizioni relative alla pianificazione e realizzazione di una rete pubblica di ricarica per veicoli elettrici con l’indicazione specifica delle possibili localizzazioni e del numero dei punti di ricarica”.

La legge approvata dai senatori parla anche dei parcheggi situati all’interno di aree private: in questo caso, i proprietari delle aree avranno il diritto di installare colonnine di ricarica per auto elettriche anche nelle aeree comuni e senza che vi sia un’apposita votazione da parte dei condòmini riuniti in assemblea.

Il legislatore ha cercato di guardare oltre la realtà attuale, che vede in tutta Italia circa 500 punti di ricarica a fronte di 300 veicoli elettrici immatricolati che, secondo previsioni forse un po’ ottimistiche, potrebbero salire a 50mila alla fine del 2013 e a 2 milioni nel 2020. Per questa data, si punta ad avere almeno 300mila colonnine per fare il pieno di energia.

Secondo la tabella di marcia, il via libera da parte della Camera dovrebbe avvenire entro la fine di maggio e non dovrebbe comportare modifiche.

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